Vi racconto dei tornado per ragioni strettamente inerenti all'argomento di questo saggio. Innanzitutto, erano davvero parte integrante dell'infanzia di un ragazzino del Midwest, perchè io da bambino ne ero ossessionato e terrorizzato. I miei primissimi incubi, quelli in cui non comparivano robot alti chilometri usciti da Lost in Space che brandivano enormi mazze da croquet (non fate domande), riguardavano sirene che urlavano e cieli di un bianco cadaverico, un sottile mostro all'orizzonte verso l'Iowa, che spuntava, più dinosauresco che fallico, dal cielo basso, sbattendo avanti e indietro con una tale furia da ripiegarsi quasi su se stesso, nel tentativo di mangiarsi la coda. Lanciando tutt'intorno fieno, polvere e sedie; non si avvicinava mai oltre la linea dell'orizzonte; non ce n'era bisogno.
David Foster Wallace, Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)
David Foster Wallace, Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)





