martedì, 17 febbraio 2009
  Si sfilò le mutande, prese posizione sopra di lei e le tirò giù la vestaglia in modo che il seno fosse in piena luce. Le strinse i capezzoli e cominciò a pizzicarli simultaneamente. Sarah scrutò la sua espressione e cercò di ricordare quando gliel'avesse già vista: aveva la fronte solcata dall'impazienza e dalla concentrazione, un po' come l'altra sera, quando lo aveva osservato armeggiare con le manopole del contrasto e del verticale sul televisore al piano di sotto, nel tentativo di ottenere un quadro decente per il notiziario delle dieci. Aveva impiegato, ricordava Sarah, un paio di minuti, ma meno di metà di quel tempo era trascorsa quando le afferrò i polsi sottili, le puntò le braccia al guanciale, dietro la testa, e la penetrò rapidamente. Lei era asciutta e chiusa e trovò spiacevole la sensazione.

"Senti, Gregory," disse, "non sono dell'umore adatto. Sì. non sono assolutamente dell'umore adatto."

"Va bene, faccio veloce."

"No." gli afferò saldamente i fianchi e arrestò il movimento sussultorio. "Non mi va."

"Ma se abbiamo fatto anche i preliminari e tutto." Lo sguardo era ferito, incredulo.

"Esci", disse Sarah.

"Da dove: da te, dal letto o dalla stanza?", il suo sconcerto pareva genuino.

"Da me, per cominciare."



La casa del sonno - Jonathan Coe
postato da: Ecate alle ore 14:26 | Permalink | commenti
domenica, 15 febbraio 2009
L'angelo mi ha confidato che intende chiedere al Signore di trasformarlo nell'Uomo Ragno. È sempre davanti alla televisione, anche quando io dormo, ed è ossessionato dalla storia del supereroe che combatte i demoni dai tetti dei palazzi. Dice che la minaccia del male è molto più presente rispetto ai miei tempi, e che per questo servono eroi più grandi. I bambini ne hanno bisogno, secondo lui. Io penso che abbia soltanto voglia di lanciarsi da un edificio all'altro con una tutina rossa aderente.

(Christopher Moore, Il Vangelo secondo Biff - Amico di infanzia di Gesù)
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sabato, 14 febbraio 2009

Il_giardino_delle_vergini_suicide

Dopo 5 minuti di trasfusione dichiarò che la ragazza era fuori pericolo. Le diede un buffetto sotto il mento :<< Che ci fai qui, piccola? Non puoi sapere quanto è brutta la vita, giovane come sei>>.
Fu allora che Cecilia espresse verbalmente ciò che doveva rappresentare l'unica parvenza di una lettera d'addio, superflua, tra l'altro, dato che non era morta. <<Dottore>> disse, << è evidente che lei non è mai stato una ragazza di tredici anni.>>

(da Le vergini suicide - Jeffrey Eugenides)
.....RidicoleParole

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venerdì, 06 febbraio 2009

...respiri profondamente e oplà, il gioco è fatto! E poi come dico sempre, si muore una volta sola, caro mio. E allora, tanto vale fare in modo che sia un giorno memorabile...

Il negozio dei suicidi
Jean Teulè

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