lunedì, 22 settembre 2008

Una mattina, scendendo di corsa, ha perso un guanto, proprio di fronte a me. C'era poca gente e, come al solito, erano tutti addormentati. Nessuno se n'è accorto, nessuno mi ha visto quando l'ho raccolto. Avrei dovuto restituirglielo, ma il tram aveva già chiuso le porte e poi, non so perchè, qualcosa mi aveva bloccato. Forse chiamarla avrebbe rotto il silenzio in cui mi cullavo, forse non ne ho avuto semplicemente il coraggio. Ho tenuto il guanto. Era di lana, color ciliegia. Sono stato fortunato, se fosse stato di pelle non avrebbe trattenuto il suo profumo. L'ho annusato tutto il giorno.

Il giorno in più - Fabio Volo

postato da: SunInHeart alle ore 08:52 | Permalink | commenti (1)
giovedì, 18 settembre 2008

Secondo gli psicologi, certe date restano perennemente impresse nella nostra mente: 7dicembre 1941, i giapponesi attaccano Pearl Harbor; 23 novembre 1963, l'assassinio del presidente Kennedy; 11 settembre 2001, il crollo del World Trade Center.
Nel mio elenco personale c'è anche la data in cui Evangeline scomparve.
Era un giovedì. Le ragazze Landry erano sull'isola da sei settimane e avrebbero dovuto restarci per altre quattro. Evangeline e io avevamo in programma di andare in cerca di granchi la mattina presto.
Di quel giorno ho solo ricordi confusi. Io che pedalo in un'alba caliginosa, il retino appoggiato di traverso sul manubrio. Un'auto che passa sulla corsia opposta, la sagoma di un uomo al volante. Zio Fidele? Un'occhiata al di sopra della mia spalla . Una figura sui sedili posteriori.

Skeleton  (Kathy Reichs)

postato da: Mistralo alle ore 22:06 | Permalink | commenti (1)
mercoledì, 17 settembre 2008

Chiamò le autorità portuali e disse al suo vice che gli andasse a prendere Novecento. Bè, non lo trovò mai. Lo cercarono per tutta la nave, per due giorni. Niente. Era sparito. Non andava giù a nessuno, quella storia, perchè insomma, lì sul Virginian, si erano abituati a quel ragazzino, e nessuno osava dirlo ma... ci vuol poco a buttarsi giù dalla muratura e... poi il mare fa quel che vuole, e ... Così c'avevano la morte nel cuore quando ventidue giorni dopo ripartirono per Rio de Janeiro, senza che Novecento fosse tornato, o che si fosse saputo qualcosa di lui...

Novecento - A. Barricco

postato da: SunInHeart alle ore 08:52 | Permalink | commenti
martedì, 16 settembre 2008
"Molto prima di incontrarci avevamo fatto gli stessi sogni. Raffrontammo le nostre storie. Trovammo strane affinità. Nello stesso giugno dello stesso anno (1919) un canarino smarrito era entrato sbattendo le ali nelle nostre rispettive case, che si trovavano in due paesi lontanissimi. Oh, Lolita, mi avessi amato tu così!"

Vladimir Nabokov, Lolita




Immagine di Lolita
postato da: Ventisettenne alle ore 10:47 | Permalink | commenti (1)
giovedì, 11 settembre 2008
Il bello degli amici è che te li scegli tu. Già è brutto che gli altri ti debbano dire chi sono i tuoi parenti, zii, cugini e compagnia. Se non mi lasciassero scegliere nemmeno gli amici, probabilmente non parlerei più con nessuno. Piuttosto preferirei vivere da solo su un'isola deserta, a condizione che fosse di cemento e avessi una tavola. Un'isola spartitraffico deserta, ah-ah.

Tutto Per Una Ragazza - Nick Hornby
postato da: Espansa alle ore 09:48 | Permalink | commenti (2)
sabato, 06 settembre 2008

Tanticchia di jorni appresso l'annunzio che Minica era gràvita, il capostazioni di Vigàta chiamò al casello di primo matino e avvirtì a Nino che nerso le unnici sarebbiro arrivati dù officiali del Genio che avivano di bisogno di vidiri 'na cosa nelle vicinanze. Nino si doviva mettiri a loro disposizioni.

" E come arrivano?".

"Col carrello".

Inveci di dù, imilitari erano quattro.

C'era un tinenti, un marisciallo e dù sordati che portavano 'na quantità di parecchi che sirbivano a misurari distanzie e forme del tirreno.

Erano tutti taliàni. Il tinenti, biunno e sicco sicco, disse a Nino di assistimari il carrello col quali erano arrivati nel binario morto, pirchì loro si sarebbiro dovuti firmari 'na mezza jornata, prima di un quattro cinco orate di travaglio non se ne sarebbiro ghiuti.

" Voliti che dico a mè mogliere di pripararivi qualichi cosa a mezzojorno o all'ura che prifirire?".

"Grazie, abbiamo le nostre razioni. Piuttosto..." arrispunnì il tinenti.

                                                                                       Il Casellante di Andrea Camilleri

postato da: Pinotta alle ore 12:01 | Permalink | commenti
giovedì, 04 settembre 2008

De Paol non procedeva a casaccio, ma di ogni legno cercava i pregi, i lati buoni, come si dovrebbe fare con le persone, e il legno stesso, che avvertiva l'attenzione prestatagli, restituiva a Sepp la cortesia rendendosi disponibile all'impiego.
   Scolpiva diversi oggetti ma la sua abilità era un'altra: sapeva fabbricare eccellenti rastrelli da fieno. I più leggeri in assoluto, i più resistenti, i più belli erano i suoi. Ogni tanto ne caricava enormi fasci sul tetto della corriera e andava a venderli nell'Alpago.
 Era un gigante grande e grosso dal cuore di bambino. Pochi giorni prima che l'acqua della diga venisse a prenderlo, s'era fatto la licenza di pesca per catturare i pesci del lago. Un mattino finalmente riuscì a tirar fuori una trota. La liberò dall'amo, ma quando si trattò di ucciderla e metterla nella cesta, non ne fu capace. Tenendola delicatamente tra le sue mani enormi, la depose nell'acqua dicendo: «Va' là, fìolona! Torna do là che tère» (Va', pòvera sfortunata! Torna dov'eri prima).

le voci del bosco - mauro corona

postato da: fatafundalia alle ore 09:44 | Permalink | commenti
martedì, 02 settembre 2008

Ciao dolcissima ho una bella notizia. Lara stasera non c'è, esce con le amiche. Via libera! Come sei messa? Non dormi di no! Se sei di turno datti malata. Ho voglia di vederti.

Però, che passione! Come faccio a negarmi? La fortuna mi assiste.

Ciao smonto alle 18. Ceniamo insieme?

Sorry dolcezza. Partita di calcetto e poi ti raggiungo... ah, ho la ritirata a mezzanotte.

Partita di calcetto? Dico, partita di calcetto?! L'unica volta che riusciamo a vederci lui preferisce giocare a pallone. E ha anche il coprifuoco. La piccola Lara torna e lui deve farsi trovare a casa, cucciolotto.
Calma, calma, calma. Sono un'amante. Alla soglia del giro di boa dei trentacinque dovevo provare anche questo brivido. Innamorata non corrisposta, amata da chi non volevo, tradita, fidanzata di lungo corso, aspirante moglie. Le tipologie dell'accoppiata sesso-amore le avevo provate quasi tutte. La parte dell'amante mi mancava.

                                                               (La vita è un cactus - F. del Rosso A. Tedesco - pag. 23)

postato da: SunInHeart alle ore 08:50 | Permalink | commenti (1)