venerdì, 29 agosto 2008
Di colpo, la mia visuale subisce l'eclissi di un campo di lustrini. "Ciao, io sono Isis. Vuoi che balli per te?" E' molto graziosa, pelle scura ma non troppo e capelli lisci color ossidiana - niente spighe di grano, come ci si aspetterebbe dalla dea della fertilità. Mi spiace molto dover rifiutare, anche se so che questa ragazza guadagna circa mille dollare a sera e che sicuramente non ne farà niente di personale. Ecco qual'è il concetto qui: farla sembrare personale. Come puoi dire di no a una bella ragazza che vuole ballare nuda per te e solo per te?

Jay McInerney - Professione: modella
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giovedì, 14 agosto 2008

Lévin era quasi della stessa età di Oblònskij e non si davano del tu soltanto per lo champagne. Lévin era un suo compagno e amico della prima giovinezza. Essi si volevano bene, malgrado la differenza di carattere e di gusti, come si vogliono bene gli amici incontratisi nella prima giovinezza. Ma malgrado ciò, come spesso accade fra le persone che abbiano scelto generi di attività diversi, ognuno di loro, benchè ragionando giustificasse l'attività dell'altro, dentro di se la disprezzava. A ciascuno sembrava che la vita che conduceva l'amico era soltanto un fantasma.

Lev Tolstoj - Anna Karenina

postato da: moonflower11 alle ore 19:43 | Permalink | commenti (3)
mercoledì, 13 agosto 2008
Vi racconto dei tornado per ragioni strettamente inerenti all'argomento di questo saggio. Innanzitutto, erano davvero parte integrante dell'infanzia di un ragazzino del Midwest, perchè io da bambino ne ero ossessionato e terrorizzato. I miei primissimi incubi, quelli in cui non comparivano robot alti chilometri usciti da Lost in Space che brandivano enormi mazze da croquet (non fate domande), riguardavano sirene che urlavano e cieli di un bianco cadaverico, un sottile mostro all'orizzonte verso l'Iowa, che spuntava, più dinosauresco che fallico, dal cielo basso, sbattendo avanti e indietro con una tale furia da ripiegarsi quasi su se stesso, nel tentativo di mangiarsi la coda. Lanciando tutt'intorno fieno, polvere e sedie; non si avvicinava mai oltre la linea dell'orizzonte; non ce n'era bisogno.

David Foster Wallace, Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)
postato da: davebowman alle ore 13:15 | Permalink | commenti