giovedì, 24 luglio 2008
"Che cosa c'è, Tom?" gli ho chiesto.
Lui ha tentato di parlare e ha emesso solo un singulto gutturale. Si è schiarito la voce e ha provato di nuovo. "Non riesco ad abituarmi a vederti con un braccio solo. Mi spiace."

Stephen King - Duma Key
postato da: Chiaretta123 alle ore 21:33 | Permalink | commenti
sabato, 19 luglio 2008

Urlava: "E il resto? Quando sono state provviste del cibo e dei vestiti, non hanno mica avuto tutto quello che occorre!" E giù una filza di cose che doveva procurare alle sue figliole e che io non ricordo più, visto che per proteggere il mio udito dalla sua voce stridula, rivolgevo di proposito il mio pensiero ad altra cosa.

Italo Svevo - La coscienza di Zeno

postato da: eleblack90 alle ore 20:53 | Permalink | commenti
lunedì, 14 luglio 2008
Riconobbi la sensazione di crollo mentale che aveva caratterizzato le crisi depressive di mia madre. Vedendomi cadere come una pietra in un pozzo, mi sembrava di essere stato infettato dalla sua malattia. In quel momento immaginai la depressione della mamma come un parassita privato dal suo ospite che si rivaleva su di me.

Patrick McGrath - Trauma
postato da: Chiaretta123 alle ore 22:30 | Permalink | commenti (1)
domenica, 06 luglio 2008

Fu così che la lettura del cielo, la sua regola, la sua norma, la sua misura sprofondò nell'inconscio degli uomini e si mescolò nelle trame confuse dell'irrazionale, per riemergere come assillo quotidiano circa il senso del tempo e la sorte futura. Ma oggi non siamo più all'altezza dell'antico paesaggio, non ne individuiamo più i contorni, i pieni, i vuoti, i volumi di senso, perchè non conosciamo più il cielo che le parole degli antichi descrivevano come una volta che abbraccia il mondo, e tantomeno l'anima universale nel suo dibattersi tra cielo e terra. Oggi conosciamo solo anime individuali, rese asfittiche dall'incapacità di correlare la loro sofferenza quotidiana con il dolore del mondo.  Un volume di senso, quello che gli antichi riferivano alla volta celeste, è stato spazzato via dalle scienze psicologiche che, delimitando il campo alla semplice descrizione dei processi psichici individuali o alla problematica normalizzazione dei comportamenti, hanno eluso la domanda di fondo che percorreva l'anima del mondo nel suo dibattersi tra spirito e materia, dove restava indicidibile se l'uomo fosse autore della sua storia con tutto il ventagio delle sue creazioni o semplicemente l'esecutore di un destino già scritto nello spessore della materia. Per questo scrutiamo le stelle, ma ormai con quell'occhio obliquo che vuol piegare il loro corso alla buona riuscita dei nostri progetti. Perdita della misura e dell'innoscenza dello sguardo, che si muove in uno spazio che non è garantito neppure dall'aristotelico "cielo delle stelle fisse", perchè anche questo cielo è tramontato per noi.

Umberto Galimberti - L'ospite inquietante

postato da: moonflower11 alle ore 13:51 | Permalink | commenti
sabato, 05 luglio 2008
Prima di uscire dalla cabina Abdul annotò sul diario di bordo "RAS": RIen à signaler, niente da segnalare. Come ogni giorno. Solo che quel giorno non era vero. Quel giorno tutti i marinai avrebbero firmato la condanna a morte dell'Aldébaran. E anche la sua.

Jean-Claude Izzo_Marinai perduti
postato da: thomasmann alle ore 13:12 | Permalink | commenti
mercoledì, 02 luglio 2008
Forse ci sono sacche di ignoranza dormiente che è meglio lasciare in pace: i saputi non piacciono a nessuno.
Nick Hornby - Una vita da lettore
postato da: Chiaretta123 alle ore 16:52 | Permalink | commenti
martedì, 01 luglio 2008
"(...) Come lei vede, mademoiselle Delmas è uscita piuttosto bene da quell'impiccio e da allora l'ho presa sotto la mia protezione, non proprio per interesse sessuale, e nemmeno per un impulso umanitario; se lei mi conoscesse bene, saprebbe che non ho interessi sessuali pressanti e inoltre sono privo di impulsi umanitari. Provo invece una gran curiosità per il comportamento animale delle persone, soprattutto per quanto riguarda i sentimenti. Quello che distingue l'uomo dagli animali è la sofisticazione dei sentimenti, il modo in cui il sentimento diventa cultura. Quanto sarebbe durata la depressione inutile di mademoiselle Delmas? Quante lacrime era capace di versare prima che le venisse un'ipertensione oculare? Quante volte avrebbe pianto sulle mie spalle pur sapendo che le lacrime altrui mi fanno starnutire? È una reazione riflessa che mi colpsice sin da bambino. (...)"

(Il labirinto greco, Manuel Vázquez Montalbán)
postato da: dodgethis alle ore 12:11 | Permalink | commenti
martedì, 01 luglio 2008
"Dimmene qualche altra", lo incitò la ragazza.
"Le altre sono stelle comuni... non contano. Non hanno nemmeno un nome."
"Oh, sì, invece, e la maggior parte ha anche una storia."
Ci fu una pausa. Ora Dirk si trovava in una posizione difficile; doveva ammettere la propria ignoranza - ma era troppo orgoglioso per inghiottire quel rospo con facilità -, oppure rinunciare a quella che prometteva d'essere una bellissima serie di storie. Per quanto grande fosse il suo orgoglio, la sua sete di storie lo era ben di più.
"Raccontamene qualcuna", finì col dire.

(La voce del tuono, Wilbur Smith)
postato da: dodgethis alle ore 11:50 | Permalink | commenti (1)