sabato, 28 giugno 2008
Dopo aver camminato per un quarto d'ora avevo la schiena tutta sudata, perciò mi tolsi la pesante camicia di cotone che indossavo e rimasi in T-shirt. Lei aveva le maniche della felpa rimboccate sopra i gomiti. Era una felpa grigio perla, a cui i molti lavaggi avevano dato una piacevole sfumatura pallida. Avevo l'impressione di avergliene già vista indossare una identica tanto tempo prima, ma come per le altre cose era più un'impressione che un ricordo preciso. Non ci eravamo frequentati abbastanza perchè potessi ricordare molte cose di lei.

(M. Haruki - Norwegian Wood)
postato da: dionea alle ore 23:19 | Permalink | commenti (2)
sabato, 28 giugno 2008

"Il mio silenzio esprime un'evidente superiorità davanti a questi commenti quasi femminei. Non è per sentire squallide battute sulle mie sigarette che sono qui ad attendere che il tuo prezioso sedere poggi sulla mia poltrona. E bada che dico "prezioso" perchè è noto a tutti che con quello ragioni...."

Giorgio Faletti - Io uccido

postato da: moonflower11 alle ore 19:37 | Permalink | commenti
venerdì, 27 giugno 2008

Ho una religione, la mia religione; e anzi ne ho più di loro, tutti quanti sono, con le loro commedie e le loro ciarlanatanerie! Io adoro Dio, invece! Credo nell'Essere supremo, in un Creatore, qualunque esso sia, poco m'importa, che ci ha messi quaggiù per fare il nostro dovere di cittadini e di padri di famiglia; ma non sento il bisogno di andare in chiesa a baciare piatti d'argento e ingrassare di tasca mia una massa di buffoni che mangiano meglio di noi! Dio Lo si può onorare benissimo in un bosco, in un campo, o magari contlemplando la volta celeste, come gli antichi. Il mio Dio, è il Dio di Socrate, di Franklin, di Voltaire e di Béranger! Sono per la Professione di fede del vicario savoiardo e gli immortali principii dell'89! Perciò non voglio saperne di un Dio brav'uomo che fa la passeggiatina nel suo giardino col batone in mano, alloggia i suoi amici nel ventre delle balene, muore lanciando un grido, e resuscita dopo tre giorni: cose assurde in se stesse e contrarie completamente a tutte le leggi della fisica; ciò che ci dimostra incidentalmente, come i preti siano sempre rimasti a imputridire in un'ignoranza torpida, nella quale si sforzano di immergere, con loro, anche le popolazioni.

tratto da Madame Bovary
- RidicoleParole-

ovvero.. sagge parole.

postato da: RidicoleParole alle ore 20:44 | Permalink | commenti (1)
martedì, 24 giugno 2008
Il passaggio del Pont-Neuf non è un luogo adatto al passeggio. Lo si prende per evitare un percorso più tortuoso, per guadagnare qualche minuto. È attraversato da un pubblico di persone indaffarate, il cui unico pensiero è di tirare diritto e in fretta.

(Émile Zola, Thérèse Raquin)
postato da: dodgethis alle ore 03:27 | Permalink | commenti
venerdì, 20 giugno 2008

Il piccolo nero sexy pigola come una chioccia.
Stordito e confuso mollo il pollo, salto fuori dal cassonetto e mi tolgo di dosso un po' di porcherie.
" Ecchè ci facevi là dentro,  ciccio?". Due grandi occhi castani da giumenta mi squadrano. "Ti serve un lavoro?".Un lavoro? si, un lavoro. Ecco cosa mi serve...

(Un pollastro a Holliwood.. David Henry Sterry)

postato da: Mistralo alle ore 23:05 | Permalink | commenti
giovedì, 19 giugno 2008

Non ricordava il comune di residenza, e perchè era lì, non ricordava il suo nome, non sapeva chi era, nè dove era, sentiva solo tutto girare intorno a sè, in un caleidoscopio di immagini e di parole senza senso.

Era confuso, forse barcollava, di certo non sentiva più le gambe nè le mani, ma camminando incerto pensò che era meglio uscire di lì e prendere un po' di aria fresca.

Rumori di fondo - Sergio Paoli

postato da: fatafundalia alle ore 15:26 | Permalink | commenti
domenica, 08 giugno 2008

"Succedeva ogni giorno. Di questo sono sicura. Bruscamente. A un dato momento, ogni giorno, appariva la disperazione, seguita dall'impossibilità di tirare avanti, dal sonno o da niente, oppure a volte da acquisti di case, da traslochi, o anche da quell'umore, soltanto da quell'umore, quall'abbattimento, o a volte dall'accondiscendere, come una regina, a qualunque cosa le chiedessero, a qualunque cosa le offrissero, a quella casa sul Piccolo Lago, senza motivo alcuno, con mio padre già morente, o a quel cappello a tesa piatta, perchè la bambina lo desidera tanto, idem a quelle scarpe di lamè. O niente, o dormire, morire"

 

L'amante -Marguerite Duras-

postato da: ciccu alle ore 17:39 | Permalink | commenti
sabato, 07 giugno 2008
Rientro solo per la lezione di storia dell'arte. La professoressa è completamente pazza. Si mette le gonne a ruota e fa lezione seduta sulla cattedra con le gambe accavallate. Dice che per la sua materia alla maturità, visto che abbiamo solo due ore la settimana, possiamo portare anchr un solo artista a testa. Ha fatto un lungo elenco che Lavina, la capo-secchiona, scrive alla lavagna. Ci sono Picasso, Magritte, Wharol. Isomma, un po' di tutto. Lei, mentre Lavina scrive spiega brevemente chi sono gli artisti. Quando arriva a Modigliani tossisce. Dice solo che è morto di tubercolosi a trentasei anni e che, il giorno dopo, la sua fidanzata, una pittrice giovanissima, incinta di sette mesi, si è ammazzata. Si è lanciata dal quinto piano della casa dei suoi genitori all'alba. Per tutto il resto della mattina penso  quel volo. E mi sento una vigliacca.
 

pag 23 di Adesso tienimi - Flavia Piccinni
postato da: RidicoleParole alle ore 12:52 | Permalink | commenti
mercoledì, 04 giugno 2008
"Secondo il mio modo di vedere, se il capo della famiglia offesa continuava a nutrire stima per Vesilov, ciò significava che le dicerie circa la sua perfidia erano prive di fondamento e calunniose. Fu in parte proprio questo fatto che che m'indusse a non protestare e ad assumere il posto: compiendo questo passo, speravo appunto di giungere a vedere chiaro in tutta questa questione."

Fedor Dostoevskij - L'adolescente
postato da: northfromhere alle ore 10:35 | Permalink | commenti