domenica, 30 marzo 2008

Quando uscì, nella piazza c'era poca gente. Non tornò a casa, aveva detto che sarebbe rimasta fuori per tutto il giorno. All'angolo della strada un cane dal pelo grigio le si avvicinò e, scodinzolando, sembrò invitarla a seguirlo. Mariarosa incominciò a camminare dietro l'animale senza sapere dove la portasse e in breve tempo si trovò fuori dal paese dove incominciava la campagna. L'animale ogni tanto girava la testa per guardarla e continuava a muovere la coda in segno di festa. Ad un certo punto imboccò un viale sterrato, segnato da due file di gelsi, che conduceva ad una casa colonica in mezzo ai campi di grano. Quando giunsero vicini all'abitazione, venne loro incontro un uomo anziano con la barba, i capelli lunghi e il volto solcato da rughe. Aveva l'aspetto di un profeta. Era magro, di media statura con occhi chiari. Rivolgendosi alla ragazza chiese: "qual buon vento ti ha portato sino a qui?"

Romano Battaglia - "Incanto"

postato da: ladydarkness11 alle ore 15:56 | Permalink | commenti
mercoledì, 26 marzo 2008

"Il futuro mi interessa. E' lì che ho intenzione di trascorrere i miei prossimi anni." Woody Allen

Tratto da CHI AMA TORNA SEMPRE INDIETRO - GUILLAME MUSSO

postato da: virgo83 alle ore 17:04 | Permalink | commenti
mercoledì, 26 marzo 2008

Un ora di lenta passeggiata nei viali del boschetto era ritenuto dalla signorina Poddemore un esercizio sufficente per ogni gentildonna...
... Venetia aveva già ventidue anni e si avviava pericolosamente a divenire una zitella.

GEORGETTE HEYER - VENETIA, UNA PASSIONE IRRESISTIBILE

postato da: virgo83 alle ore 17:02 | Permalink | commenti
mercoledì, 26 marzo 2008

"Il crepuscolo era il culmine, l'ora più rumorosa e piena di tensione del giorno, perchè il crepuscolo era l'ora di cena. Seduti intorno al tavolo sbilenco della sala da pranzo, parlavamo tutti insieme, cercando di non pensare al cibo. La nonna non sapeva cucinare e il nonno le dava ben pochi soldi per la spesa, così ciò che usciva da quella cucina sui piatti da portata sbeccati era insieme velenoso e ridicolo.
Ma chi rovinava la digestione era il nonno. Solitario, misantropo, un musone balbuziente, si ritrovava ogni sera a capotavola con dodici ospiti non invitati, cane compreso. Una miserabile versione irlandese dell'Ultima Cena. Mentre ci squadrava dall'alto in basso, capivamo che stava pensando: "Stasera ognuno di voi mi ha tradito".
"

Il bar delle grandi speranze, JR Moehringer

postato da: eleblack90 alle ore 12:48 | Permalink | commenti
martedì, 25 marzo 2008
Come ipotetico autore dello storno degli stampati, non c'era motivo perché si sospettasse di lui più che di un altro qualsiasi dei colleghi di pari grado, giacché soltanto loro, gli scritturali ausiliari, compilavano i moduli e le copertine delle pratiche, ma i fragili nervi del Signor José gli fecero temere per tutto il giorno che i sussulti della propria colpevole coscienza si potessero avvertire e notare all'esterno.

José Saramago, Tutti i nomi
postato da: davebowman alle ore 18:11 | Permalink | commenti
martedì, 25 marzo 2008
<<Volevo parlarti.>> Una pausa. <<Hai inghiottito tutte le compresse del sonnifero, questa notte.>>
    <<Oh, impossibile che io abbia fatto una cosa simile>> disse lei, stupita.
    <<Eppure il flacone era vuoto.>>
    <<Ma è impossibile, ti dico. Perchè avrei dovuto fare una cosa simile?>>
  <<Forse, hai preso due compresse, poi, dimenticandolo, ne hai prese altre due, e, dimentica ancora, altre due, annebbiandoti talmente che hai continuato a prenderne fino ad averne trenta o quaranta in corpo.>>
    <<Diamine>> osservò la donna, <<a quale scopo dovrei ridurmi a fare una cosa tanto sciocca?>>
    <<E' quello che mi domando anch'io>> disse lui.
    Era evidente che la donna aspettava solo di vederlo andar via.
    <<Non ho fatto nulla di simile>> disse fermamente. <<E non lo farei nemmeno in un miliardo di anni.>>


Ray Bradbury, Fahrenheit 451
postato da: DakaAyra alle ore 10:11 | Permalink | commenti (1)
venerdì, 21 marzo 2008
Manuela è  una donna semplice che i vent'anni sprecati a dare la caccia alla polvere in case altrui non hanno privato della sua eleganza. Dare la caccia alla polvere, del resto, è una sintesi molto eufemistica. Ma nelle case dei ricchi le cose non si chiamano mai con il loro nome.
L'eleganza del riccio - Muriel Barbery