mercoledì, 30 gennaio 2008

"...Il night anni ottanta era più deprimente di un oratorio il lunedì pomeriggio. Il deserto dei tartari. Escludendo i camerieri, eravamo in sedici. Io e quindici entraineuse. Le ragazze, anche nella penombra, erano appetibili come formaggi coi vermi. A qualcuno piacciono, a  me no. Gustose come lumache: a qualcuno piacciono, a me no..."

Il senso della frase, Andrea G. Pinketts

postato da: piuagrochedolce alle ore 13:20 | Permalink | commenti
martedì, 29 gennaio 2008

Ti svegli al Love Field.
In una cabina di proiezione se il cinema era vecchio abbastanza Tyler faceva il cambio. Dove c'è da fare il cambio, in cabina ci sono due proiettori e uno è in funzione.
Questo lo so perchè lo sa Tyler.
Il secondo proiettore è pronto con la prossima pizza di film. Quasi tutti i film sono costituiti da sei o sette piccole bobine di pellicola da proiettare in un certo ordine. Nei cinema più nuovi appiccicano insieme tutte le pellicole in un pizzone. Così non c'è da dover manovrare due proiettori e fare i cambi, andare avanti e indietro, pizza uno, cambio, pizza due sull'altro proiettore, cambio, pizza tre sul primo proiettore.
Cambio.
Ti svegli al SeaTac.

Fight Club - Chuck Palahniuk

postato da: MotherMercury alle ore 23:39 | Permalink | commenti (1)
martedì, 29 gennaio 2008

E' assai improbabile che un giorno tu ti imbatta in una creatura di un altro pianeta. In effetti, non sappiamo neanche se ci sia vita su altri pianeti. Invece è possibile che tu ti imbatta in te stessa. Un giorno ti fermi e di colpo pensi a te stessa in modo completamente nuovo. Magari può succedere proprio mentre stai facendo una passeggiata nel bosco. Sono una strana creatura, pensi, sono un animale misterioso... E' come se ti svegliassi da un sonno lunghissimo che dura da anni, proprio come è successo alla Bella Addormentata nel Bosco. Chi sono io? ti chiedi. Sai che stai vagando su un pianeta dell'universo. Ma che cos'è l'universo?

Jostein Gaarder - Il mondo di Sofia

postato da: moonflower11 alle ore 18:37 | Permalink | commenti (1)
martedì, 29 gennaio 2008
    <<Judo, Dirk! Judo!>> gli sbraitavamo, solo per vederlo sbarellare. Si caricava a bestia con le braccia e si lanciava più in alto che poteva oltre al coping, sparando il calcio al massimo e qualche volta pure urlando <<Yaaaah!>> prima di buttarsi scivolando sulle ginocchiere.
    <<Non male, per il pirla che sei>> gli diceva Marc dandogli una pacca sulla schiena.


Michael Burnett, "Radicale" (in Skaters, a cura di J. Hocking)
postato da: DakaAyra alle ore 09:49 | Permalink | commenti
lunedì, 28 gennaio 2008

Pereira bevve un sordo della sua limonata, si asciugò le labbra col dorso della mano e disse: semplicemente perchè in un giornale bisogna fare degli elogi funebri degli scrittori o un necrologio ogni volta che muore uno scrittore importante, e il necrologio non si può fare  da un momento all'altro, bisogna averlo già preparato, e io cerco qualcuno che scriva necrologi anticipati per i grandi scrittori della nostra epoca, immagini se domani morisse Mauriac, io come me la caverei?

Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi

postato da: PetitePeste7 alle ore 19:56 | Permalink | commenti
sabato, 26 gennaio 2008
Gli uomini di una volta erano belli e grandi (ora sono dei bambini e dei nani), ma questo fatto è solo uno dei tanti che testimoni la sventura di un mondo che incanutisce. La gioventù non vuole apprendere più nulla, la scienza è in decadenza, il mondo intero cammina sulla testa, dei ciechi conducono altri ciechi e li fan precipitare negli abissi....

Il nome della rosa - U. Eco
postato da: ladydarkness11 alle ore 17:41 | Permalink | commenti
giovedì, 24 gennaio 2008

"Harry si sedette a osservare il frammento irregolare col quale si era tagliato, ma vide solo il riflesso del proprio occhio verde. Poi lo posò sulla Gazzetta del Profeta di quel giorno che giaceva non ancora sfogliata sul letto e, per bloccare l'improvviso flusso di amari ricordi, le fitte di rimpianto e di desiderio suscitate da quella scoperta, si ributtò a capofitto a mettere ordine nel baule."

Harry Potter e i Doni della Morte - J.K. Rowling

postato da: MotherMercury alle ore 23:08 | Permalink | commenti
mercoledì, 23 gennaio 2008

Se voi dite ai grandi: "ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto", loro non arrivano a immaginarsela. Bisogna dire: "Ho visto una casa di centomila lire", e allora esclamano. "Com'è bella".

Il Piccolo Principe- A. De Saint-Exupéry

postato da: moonflower11 alle ore 20:55 | Permalink | commenti
lunedì, 21 gennaio 2008

La mattina dopo siccede qualcosa di imprevisto. Entro al lavoro recitando la telefonata con la misteriosa importunatrice e Barbieri, che ha i coglioni girati, mi dice: - I casi sono due. O conosci la più grn rompiballe del mondo, o fai finta di telefonare.  - Non penso lo pensi davvero, ma la paura di essere smascherato mi agita, e la sera stessa trovo una soluzione geniale. Dovevo pensarci prima. Col telefono nero posso pelefonare a quello rosso. Da me a io. 

(La grammatica di Dio - Stefano Benni)

postato da: fatafundalia alle ore 17:31 | Permalink | commenti
domenica, 13 gennaio 2008
Adesso tutti si accalcano per vedere, mentre l'inizio del corteo raggiunge la piazza. David si trova anche lui a spingere e a essere spinto verso l'orlo del marciapiede, sempre guardando più Lainey che i bambini - Lainey che adesso si sta voltando, voltando appena - quando si leva una voce alla sua sinistra e dietro di lui, con il tono sollecito di uno a cui piace emettere diagnosi: "Cosa diavolo ha che non va quel bambino?".

Sue Miller - Foto di famiglia
postato da: Chiaretta123 alle ore 13:24 | Permalink | commenti
venerdì, 11 gennaio 2008

"... Un orrore, senza dubbio, c'era però di più e di peggio. Al brivido di paura succede la tristezza, una stretta al cuore... "

(Vita e miracoli di Tieta d'Agreste - Jorge Amado)

postato da: Rosy73 alle ore 12:41 | Permalink | commenti
venerdì, 11 gennaio 2008

...Negli ultimi minuti avevo seguito con lo sguardo il flusso costante di persone sul sentiero sottostante. Nessuno aveva alzato il capo nella mia direzione e nessuno aveva l'incedere arrogante di Roz. Dove diavolo era finita?...

(da "W." di Jennifer Lee Carrell)

postato da: principessaSCI alle ore 07:58 | Permalink | commenti