mercoledì, 26 settembre 2007

" Io guardo fuori e vedo le montagne alzarsi e ricadere una sull'altra, con piccoli capanni di legno grigio piazzati nel mezzo come cibo rimasto impigliato fra i denti.

Non avevano cercato di impedire all'assistente sociale di portarmi via. Si erano perfino girati dall'altra parte velocemente quando ero salito sulla macchina.

Mentre li chiamavo urlando e prendendo a pugni il lunotto posteriore, ho visto papà che stringeva la mamma con tutte e due le braccia, lei che gli appoggiava la testa sul petto, e poi sono tornati insieme verso la casa, senza voltarsi. "

J.T. Leroy

Ingannevole è il cuore più di ogni cosa

postato da: divinami alle ore 22:13 | Permalink | commenti
venerdì, 21 settembre 2007
Il presente non è un episodio insignificante dell'interminabile diatriba tra coloro i quali sanno di aver ragione e perciò rivendicano il mandato del Cielo, e coloro i quali sospettano che il genere umano abbia solamente la misera candela della ragione con cui illuminare il proprio cammino.

Christopher Hitchens - La posizione della missionaria - Teoria e pratica di Madre Teresa
postato da: Chiaretta123 alle ore 14:05 | Permalink | commenti
mercoledì, 19 settembre 2007

"E le musiche scatarranti che escono dagli altopalranti rotti dei venditori di cassette africani? Il furore dei clacson delle metropoli del Terzo Mondo, il ronzio pungente e incantatore della voce di un muezzin, l'urlo assordante e irriverente delle cascate Vittoria, il canto sgraziato dei gabbiani in una baia scozzese, lo sferragliare conciliante di un treno, lo scricchiolio di legno di una barca. Il frusicare e il crepitare sospetto della savana di notte, l'assurdo silenzio del desero. Come puoi sentirli stando li, dove vivi? La mente non ha orecchie".

("Sensi di viaggio", Marco Aime)

postato da: PetitePeste7 alle ore 00:43 | Permalink | commenti (1)
martedì, 18 settembre 2007

Non volevo già come un commediante studiar le mie mosse, compormi la faccia all'espressione dei varii sentimenti e moti dell'animo; al contrario; volevo sorprendermi nella naturalezza dei miei atti, nelle subitanee alterazioni del volto per ogni moto d'animo; per un'improvvisa maraviglia, ad esempio (e sbalzavo per ogni nonnulla le sopracciglia fino all'attaccatura dei capelli e spalancavo gli occhi e la bocca, allungando il volto come se un filo interno me lo tirasse); per un profondo cordoglio (e aggrottavo la fronte, immaginando la morte di mia moglie, e socchiudevo cupamente le palpebre quasi a covar quel cordoglio); per una rabbia feroce (e digrignavo i denti, pensando che qualcuno m'avesse schiaffeggiato, e arricciavo il naso, stirando la mandibola e fulminandolo con lo sguardo).

(Luigi PirandelloUNO, NESSUNO e CENTOMILA)

postato da: AllStars alle ore 22:16 | Permalink | commenti (1)
venerdì, 14 settembre 2007

Era un uomo dall'apparente età di trent'anni, magro, piuttosto alto, esageratamente curvo quando stava seduto ma un po' meno quando era in piedi, vestito con un certa ma non totale trascuratezza. L'aria sofferente non conferiva maggior interesse al pallido volto dai tratti comuni; una sofferenza di difficile definizione che poteva indicare varie cause: privazioni, angosce, e quel patimento che nasce dall'indifferenza proveniente dall'aver sofferto molto...

(Fernando Pessoa, Il Libro dell'Inquietudine)

 

postato da: PRINCESSAMIRA alle ore 12:03 | Permalink | commenti
giovedì, 13 settembre 2007

Ogni lunedì - era ossessionato dai lunedì - lo vedevano alzare la bandiera su un palo del molo, finchè un temporale si porto' via lo straccio dentro la foresta, e con esso la certezza di quei lunedì che non importavano a nessuno.

(Luis Sepulveda, Il Vecchio che Leggeva Romanzi d'Amore)

 

postato da: PRINCESSAMIRA alle ore 15:34 | Permalink | commenti (1)
domenica, 09 settembre 2007
Poco tempo prima un curagazzo aveva sganciato delle complicate componenti meccaniche che erano, evidentemente, una forma di computer.  Per diverse settimane i computer - se di questo si trattava - erano rimasti nei pressi del pozzo, chiusi nei loro cartoni, ma ora Norman Schein aveva trovato il modo di utilizzarli. Al momento era impegnato a adattare alcuni meccanismi, i più piccoli, per formare un'unità di smaltimento rifiuti per la cucina Perky Pat.

Philip K. DIck - I giorni di Perky Pat e altre storie
postato da: Chiaretta123 alle ore 21:37 | Permalink | commenti (1)