Ho gli occhi chiusi quando qualcosa mi sfiora il ginocchio - "Hey! - grido in silenzio a Franck - Tutto a posto, o ti serve qualcosa?”
“Tutto a posto! - mi risponde con un sorriso smaliziato - Perché?”
“Credevo che stessi richiamando la mia attenzione per qualcosa di preciso con questa mano” che gentilmente sposto sulla sua di coscia.
“Oh, guarda che sbadato! - replica - È l’abitudine. Di solito viaggio con la mia compagna, e siccome ero nel dormiveglia... sai com’è…”
“Certo, ma vedi di non sbagliarti troppo spesso... sai com’è!”
‘Andiamo bene, non siamo ancora arrivati a destinazione e già ci prova’ se non sarò più che moderata e diplomatica, credo che non arriverò in fondo al paio di mesi che ci aspettano senza dar fuori di testa o mollargli uno schiaffone: altro che simpatico. Oddio, fa sempre piacere sentirsi desiderate da un uomo, ma c’è momento e momento. C’è un tempo per conoscersi, uno per provarci e uno per lasciar perdere. E questo, per me, è di sicuro il momento di lasciar correre.
Ci siamo. Siamo arrivati nella capitale dell’India, dove ci attendono altre 4 ore prima di ripartire per Kathmandu con la Royal Nepal Airlines, volo 206: arrivo previsto per mezzogiorno, dopo un paio di ore di trasvolata. È lunga ancora, ma ci siamo quasi.
Carlos continua a mostrarsi abbastanza taciturno. Non ho ancora capito se gli stiamo antipatici oppure se è così di suo.
Un caffè a Kathmandu
Manuela Mazzi