nel cuore della notte, allontanò i libri che stava consultando, si stropicciò gli occhi stanchi e si abbandonò sulla sedia. in quel momento l'alternativa gli si presentava con la massima chiarezza.
josé saramago, cecità
Che tipo strano e di poche parole, penso tra me e me. Di traverso, cerco di scovare qualche particolare della sua persona
che possa darmi qualche informazioni in più e, a un tratto, mi pervade una certezza confortante che attendevo da 30 anni.
“Crede negli angeli?” provo a chiedergli.
“Sì!” mi risponde senza aggiungere altro, ma dandomi il via libera a continuare sulla mia linea.
“Ci possiamo dare del tu?”
“Ma certamente.”
“Sei un amico di George, vero?” gli chiedo certa di conoscere la risposta.
“Brava persona, George.”
“Già!” mi viene voglia di saperne di più. “Sta bene?”
“Vivacchia.”
“Come? Allora è ancora vivo? Ma… in che senso “vivacchia?” mi volto verso di lui per cercare di capire meglio da qualche espressione del suo viso.
“Nel senso che è ormai molto vecchio: si è ritirato su un monte ad aspettare la morte.”
“Mi piacerebbe vederlo ancora una volta, tanto per salutarlo e fare due chiacchiere con lui.”
“Devi sapere che ci sono regole precise da osservare: ad esempio, non possiamo avere contatti con nostri discendenti. Quello di 30 anni fa fu un errore.”
“Già! Mi sembrava d’averlo intuito... Sia io, sia mio fratello saremmo dovuti morire, vero?”
L’inglese sorride con una smorfia trattenuta.
“Perché allora siamo ancora vivi? Me lo sono sempre chiesto. Tu sei qui per eliminarmi? E mio fratello? Non gli avrai già ridato in mano la… siringa, spero...”
“Tranquilla. Oggi è una bella giornata, non trovi?”
“Non so se ho voglia di morire….”
“E di vivere in eterno?”
L'angelo apprendista
Manuela Mazzi
E adesso, se non morite dalla voglia di sapere cosa scrisse Benjamin su Topolino, allora siete proprio alla frutta. Con un certo piacere, posso dire che, se non mi sbaglio, quella pagina, nell'edizione italiana, non c'è.
Alessandro Baricco
i Barbari