mercoledì, 31 gennaio 2007
"ogni sera, in ginocchio, ringrazio dio che ci ha concesso di essere protetti" disse la signora Reilly alla folla."Senza la polizia saremmo già tutti morti, sgozzati nei nostri letti"
" E' proprio vero ragazzi" disse una donna in mezzo alla folla"
"preghiamo per i poliziotti" La signora Reilly si rivolgeva alla folla mentre Ignatius le accarezzava le spalle con forza, mormorandole parole di incoraggiamento " ma scommetto che nessuno di voi pregherebbe per un comunista!"
(....)
"non dovevi strafare, mamma" disse Ignatius mentre si allontanavano.
J.K. Toole, Una banda di idioti
lunedì, 29 gennaio 2007
Lo so, quando ti succede una cosa del genere, quando vieni piantata per un'altra donna, in teoria dovresti dire frasi tipo: "Sono le bugie a ferirmi, non il sesso"; ma nel mio caso era proprio il sesso. Su questo ho sempre avuto le idee chiare. Trovo esagerato prendersela tanto per le bugie.
Sarah Dunn
Big Love
domenica, 28 gennaio 2007
L'Alice con il fungo faceva bella mostra di sè sulla scrivania di Maureen Hannon - un regalo della nipote, mi aveva confidato una volta. Maureen aveva stupendi capelli candidi lunghi fino ai fianchi. Particolare curioso in un ambiente lavorativo, ma lei era un'impiegata della compagnia da almeno quarant'anni e si sentiva in diritto di pettinarsi come più le piaceva.
Stephen King - Le voci delle cose
in Deviazioni - a cura di Ed McBain
domenica, 28 gennaio 2007
Mentre eravamo al liceo, Elio studiava alla Civica e si è diplomato brillantemente in flauto traverso.
Elio e le Storie Tese - Vite Bruciacchiate
venerdì, 26 gennaio 2007
Sì. Nella sostanza è così. Sono un mucchio di stronzate.
N.Hornby - Come Diventare Buoni
martedì, 23 gennaio 2007
Avrò fatto nella vita centomila foto al mare. E ogni volta è la prima volta. E ogni volta cerco di prenderlo, il mare, ma mi scappa. Mi scappa. E' come le acciughe. Onde e acciughe sono il mio tormento, l'oggetto privilegiato delle mie fotografie, il mio tema, la mia sfida.
Paola Mastrocola
Palline di Pane
lunedì, 22 gennaio 2007
La donna, nostra madre, aveva diciotto anni ed era minuta e carina, con lunghi capelli castani ondulati e una bocca carnosa. Indossava un paio di mutande simili ai boxer da uomo, arrotolate sotto la curva del ventre, e sopra aveva uno striminzito abito pre-maman rosa, ricamato sul davanti, senza reggiseno. Si era sbrodolata il vestito con un ghiacciolo viola che le aveva macchiato anche le labbra e la lingua. Aveva i capelli arruffati dl vento. Gli occhi, con il mascara sbavato, erano terrorizzati. Era grossa, una delle donne incinte più grosse che Lovey avesse mai visto.
Lori Lansens - Le ragazze
venerdì, 19 gennaio 2007
Lydia si alzò e andò nell'altra stanza. Tornò con una matita e un pezzo di carta. "Ora, stammi bene a sentire, voglio farti vedere una cosa". Cominciò a disegnare. "Ora, questa è una fica, e qui c'è qualcosa di cui tu probabilmente non hai mai sentito parlare... la clitoride. E' il punto più sensibile. La clitoride si nasconde, capisci, ma ogni tanto viene fuori, è rosa e molto sensibile. A volte si nasconde, e bisogna cercarla, basta sfiorarla con la punta della lingua...".
Charles Bukowski - Donne
venerdì, 19 gennaio 2007
"In salotto c'era un altro libro che Jason guardava molto spesso - ma questo era di tutt'altro genere. Si trattava della grande Bibbia illustrata con le incisioni in rame. Sua madre era solita leggergliene dei brani. Jason ne conobbe ben presto tutte le immagini: la lugubre caverna in cui fu seppellita Sara; la sconfitta del terribile drago Leviatan; la vittoria sui filistei, ma soprattutto le incisioni che raffiguravano il Diluvio Universale. Le acque continuavano a salire mentre gli esseri umani, nudi e impauriti, si arrampicavano sugli alberi e sulle rocce per sfuggire alle onde. Sullo sfondo si stagliava l'arca, nera e impenetrabile, ma gli uomini non la vedono."
[ Erik Fosnes Hansen, Corale alla fine del viaggio (1990) ]
giovedì, 18 gennaio 2007
Non avevamo neanche finito gli antipasti che il chiacchiericcio si affievolì.
- Sbaglio o non avete la veranda?
Non ci eravamo preparati nessuna risposta intelligente in merito. Forse perchè non ce ne sarebbero state. Come giustificarsi? Dire che non era di nostro gradimento, e che l'avevamo fatta demolire? In un certo senso, eravamo stati i primi a voler rimuovere l'anomalia della veranda. Mia moglie ridacchiò, continuando a versare lo spumante nei bicchieri.
Luca Ricci
L'amore e altre forme d'odio.
giovedì, 18 gennaio 2007
«Ha mai desiderato essere brutto?»
«Sì, spesso» risposi, con le lacrime che mi pizzicavano le palpebre. «Sarebbe già qualcosa».
Lui mi battè una mano sulla spalla, compassionevole.
«Naturalmente. Dopo la bellezza, la scelta non può che cadere sulla bruttezza. Non c'é dubbio. Sebbene di primo acchitto non attiri, il brutto si fa notare, suscita commenti, l'oscurità cessa, l'anonimato svanisce, la strada si apre - che dico, la strada? L'autostrada! Il brutto può solo migliorare. Sorprenderà continuamente. Si mostrerà seduttore quanto meno è seducente. Sarà tanto più affabulatore in quanto sa che, se tace, perde. Sarà più audace, più veloce, più innamorato, più adulatore, più euforico, più generoso; in una parola, più efficace. I brutti sono amanti deliziosi. I brutti vincono sempre, in amore. D'altronde basta vedere la quantità di donne stupende che finiscono per sposare uno scimmione. O quegli atleti degni della statuaria greca che si mettono insieme a delle racchie tremende. Per non parlare poi del fattore denaro. La bellezza è una maledizione che genera solo pigrizia e indolenza. La bruttezza una benedizione che evoca l'eccezione e può trasformare una vita in un magnifico destino. Ha mai pensato di sfigurarsi?»
«Ci ho pensato... ma...».
«Ma che?».
«Non ne ho avuto il coraggio. Ho preferito suicidarmi».
Quando ero un'opera d'arte di Eric-Emmanuel Schmitt.
lunedì, 15 gennaio 2007
L'immaginazione di Fabien aveva un bell'ingegnarsi, non arrivava a concepire un quadro del futuro che differisse dal presente.
"Non mi accade mai nulla" pensò. "Questa non è vita. Tanto meno una giovinezza".
Tuttavia, poco prima gli era accaduto qualcosa e per questo la giornata si distingueva da tutte le altre, ma preferiva non pensarci troppo. Era per non pensarci che aveva voluto perdersi nella contemplazione delle stelle e lavarsi di tutte le sue brutture; oppure passava in rassegna le ore lente e tristi della sua vita quotidiana, ma era come un labirinto, i cui viali lo riportavano invariabilmente allo stesso punto, e d'un tratto, con uno strano brivido di piacere, si ricordò tutta la scena; la tentazione di pensarci era troppo forte.
Se fossi in te... - Julien Green
lunedì, 15 gennaio 2007
La sua camera comunicava con la sala da pranzo e aveva un balcone che affacciava sulla strada. La zia seduta a un piccolo scrittoio e mi dava la schiena. Mi fermai meravigliata a guardare la stanza perchè sembrava pulita e in ordine come fosse un mondo a parte di quella casa. C'era un armadio con lo specchio e un grande crocifisso che sbarrava un'altra porta che dava nell'anticamera; vicino alla testata del letto, un telefono.
Nada, Carmen Laforet, Neri Pozza
domenica, 14 gennaio 2007
La donna di Mario. Me la immaginai matura, con la gonna rialzata in un cesso, mentre lui le stava addosso e le maneggiava le chiappe sudate affondandole le dita nel culo, il pavimento scivoloso di sperma. No, smettere. Mi tirai su di scatto, fischiai per richiamare Otto, un fischio che mi aveva insegnato Mario. Via da me quelle immagini, quel linguaggio. Via da me le donne spezzate. Mentre Otto correva di qua e di là scegliendo con cura i luoghi dove urinare, sentii in ogni angolo del corpo i graffi dell'abbandono sessuale, il pericolo di affogare nel disprezzo di me e nella nostalgia di lui.
Elena Ferrante, I giorni dell'abbandono.
giovedì, 11 gennaio 2007
..Mio padre era un uomo massiccio come un leone marino e tarchiato come una botte, aveva la faccia dura come quella di un mastino e il cuore tenero di un agnello, i modi burberi e gli occhi dolci. Aveva le mani grandi, con le quali da ragazzino lavorava la terra, mani che mai, dico mai, aveva alzato su di me. Sopportava con fiera impassibilità le ansie di mia madre, la mia irrequietezza, il peso di tutti quei fogli da archiviare e una vita che non doveva essere quella che aveva sognato..
Lorenzo Licalzi
"Non so"
giovedì, 11 gennaio 2007
"...Nora era inadatta alla vita pratica, la sua mente si perdeva in sogni di un'altra realtà, più intenta alle possibilità spirituali che alle vicende quotidiane. Amava la musica, e i momenti più luminosi della sua esistenza anodina erano state le opere liriche a cui assistette in gioventù;serbava ogni particolare di quegli spettacoli come tesori, poteva chiudere gli occhi e risentire le voci magistrali, commuoversi alle tragiche passioni dei personaggi e apprezzare i colori e la struttura delle scene e dei costumi. Leggeva le partiture immaginando le singole scene come parte della propria vita, i primi racconti che i suoi figli ascoltarono furono gli amori maledetti e le morti fatali della lirica universale. In quell' atmosfera esasperata e romantica si rifugiava quando le volgarità della vita la opprimevano."
Il piano infinito - Isabel Allende
giovedì, 11 gennaio 2007
E' un sempreverde, una frase che dovresti abituarti a ripetere di tanto in tanto: "Il mio peggior difetto è che sono troppo buono". Dillo con aria triste, senza far sembrare che te ne stia vantando. Tutt'altro: in quel momento credi sinceramente che sia un terribile difetto. Tu sai che essere buoni è sbagliato, e lo sai perchè ci sono un mucchio di cattivi che ti hanno fatto tanto male. A volte ti viene perfino voglia di diventare anche tu cattivo, ma proprio non ci riesci, povero caro.
Questa frase è un potente incantesimo. Fidati, fa' conto che io sia un amico mago che ti svela un segreto. Ti farà guadagnare la stima dei tuoi interlocutori e, meglio ancora, li convincerà che a te interessa il loro parere (mentre non potrebbe fregartene di meno).
Però attenzione: pronuncia le parole magiche nel tono di uno sfogo momentaneo. Sei deluso e un po' arrabbiato, ma la rabbia passa in fretta, perché non sei tipo da serbare rancore.
Manuale del Cattivo - Francesco Dimitri
martedì, 09 gennaio 2007
Disteso a letto. Ancora pallido, troppo pallido, ma con le prime avvisaglie del ritorno del suo colorito normale. Tranquillo, nessuna espressione particolare, semplice conversazione. E Lisey Ora, Lisey Sola, la vedova Landon, rabbrividì.
«Non si ricordava», mormorò.
Ne era quasi sicura. Niente di quando era riverso al suolo ed entrambi erano stati convinti che non si sarebbe più rialzato. Che stesse morendo e che qualsiasi cosa si fossero detti in quel momento sarebbe stato tutto quanto sarebbe rimasto, proprio tra loro due che tanto avevano trovato da dirsi. Il neurologo al quale aveva trovato il coraggio di rivolgersi aveva detto che dimenticare il momento corrispondente a un evento traumatico era normale, che le persone che recuperavano da avvenimenti di quel genere scoprivano spesso che nel film dei loro ricordi qualche fotogramma era stato bruciato. Poteva essere uno spezzone di cinque minuti, cinque ore o cinque giorni. Talvolta anni o anche decenni più tardi riaffioravano frammenti e immagini sconnesse. Il neurologo l'aveva definito un meccanismo di difesa.
Lisey lo aveva trovato logico.
in Stephen King, La storia di Lisey, Sperling & Kupfer, 2006
martedì, 09 gennaio 2007
Grutas andò verso il centro del cortile, muovendosi piano, il mitra del sergente sempre puntato contro di lui. «Maggiore, lei porta l'anello e le cicatrici di Heidelberg. Qui si è fatta la storia, del genere che piace a lei. Questa è la Ravenstone di Hannibal il Sanguinario, vi sono caduti alcuni dei più valorosi Cavalieri Teutonici. Non è ora di lavare questa pietra con del sangue ebreo?»
L'ufficiale alzò le sopracciglia. «Se vuoi diventare un'ss, dimostraci di meritarlo.» Fece segno al sergente, che estrasse la pistola dalla fondina. Tolse tutti i proiettili tranne uno e la porse a Grutas. Due soldati trascinarono il cuoco alla Ravenstone.
Il maggiore sembrava più interessato a esaminare il cavallo. Grutas puntò la pistola alla testa del cuoco e attese, volendo che il maggiore lo guardasse. Il cuoco gli sputò addosso.
Allo sparo, le rondini si alzarono in volo dalla torre.
Thomas Harris, Hannibal Lecter. Le origini del male, Mondadori, 2007
martedì, 09 gennaio 2007
Furono conquistati da Rumi tutti e due contemporaneamente. Procurandosi in qualche modo il denaro, presero a frequentare il Ban tutte le sere.
Poi, nel giro di due settimane riuscirono a portarla a passeggio, e alla fine del mese erano in termini tali da poter addirittura andarla a trovare nel suo appartamento di Kitano. Erano entrambi innamorati persi di lei.
« Ha gusti più frugali di quanto immaginassi. A pranzo, si nutre solo di un toast» diceva Totsuka.
E Uomi replicava ammirato:
«Che bello, trovo che questo la renda ancora più affascinante».
« La cosa che mi piace di più in Rumi è il fatto che in lei ci sia una parte spudorata e una sincera. E queste parti convivono in un modo che io trovo molto seducente».
«Ame invece...».
Inoue Yasushi, Amore (1950), Adelphi, 2006
martedì, 09 gennaio 2007
Caroline adesso ha fame,una fame di pancia,tagliente,sebbene di solito si svegli molto,molto più tardi.Ci ha già fatto caso:se ti svegli troppo presto sei affamato,mentre se ti svegli più tardi sei a posto,e più tardi ancora hai di nuovo fame.I bisogni ed i desideri evidentemente fluttuano durante il sonno,e chiedono soddisfazione alla soglia della coscienza,quindi spariscono nell'ombra per un po'.Una testa fina,ecco come la chiamava suo marito.Forse troppa istruzione le avrebbe fatto più male che bene.
[..]
Michel Faber.Il petalo cremisi e il bianco
lunedì, 08 gennaio 2007
Osama è stato ritratto, sembrerebbe in modo accurato, come un fanatico islamico. Al fine di portare di fronte alla giustizia (vivo o morto) questo peccatore, l'Afghanistan, obiettivo dell'esercitazione, è stato reso un luogo sicuro non solo per la democrazia ma anche per la californiana Union Oil, il cui progetto per un oleodotto che, partendo dal Turkmenistan, attraverso l'Afghanistan e il Pakistan fino al porto di Karachi nell'Oceano Indiano era stato abbandonato sotto il caotico regime dei talebani. Al momento, il progetto di costruzione dell'oleodotto ha ottenuto l'approvazione grazie all'insediamento da parte della junta [Cheney-Bush] di un impiegato della UNOCAL [Zalmay Khalizad] come inviato americano alla democrazia appena nata, il cui presidente [Hamid Karzai] è anche lui un ex impiegato della UNOCAL.
Una volta che l'Afghanistan sembrava messo nel sacco, la junta, che se l'era cavata con successo nel mettere a segno un colpaccio diplomatico-militare, ha rimpiazzato in un baleno Osama, la personificazione del Male, con Saddam Hussein. Questo, per la junta, è stato difficile da spiegare, dal momento che non c'è nessuna connessione tra l'Iraq e l'11 settembre. Senza dubbio, le "prove" le stanno fabbricando proprio in questo momento [noi oggi ne abbiamo la certezza, ma Gore Vidal, quando scriveva queste cose nel 2001, aveva a disposizione solamente il proprio infallibile intuito e una certa esperienza decennale in fatto di guerre, complotti e cospirazioni governative...].
Gore Vidal - Trilogia dell'Impero
P.S. Tutto questo lo si trova a pagina 123. A pagina 23 c'è solamente un anonimo elenco di varie operazioni militari americane che non rende assolutamente l'idea di che razza di libro si tratta... ho pensato che valesse la pena di mostrare qualcosa di più succoso... La pagina 123 è perfetta!
sabato, 06 gennaio 2007
D'accordo, Pierre era preso dai suoi affari sociali. D'accordo, ogni giorno lo aspettavano dossier tremendi su ragazze madri sotto i ponti, gente che si ritrovava in mezzo a una strada, dodicenni senza famiglia, vecchi boccheggianti in qualche mansarda, e gli toccava redigere delle relazioni per il segretario di Stato. E Pierre era davvero il tipo che fa coscienziosamente il proprio lavoro. Anche se a volte Sophia detestava il modo in cui parlava dei «suoi» diseredati, che classificava in categorie e sottocategorie come aveva fatto con gli ammiratori. E lei, che a dodici anni propinava fazzoletti ricamati ai turisti di Delfi, in che categoria rientrava? Una diseredata di che tipo? Va bene, d'accordo. Con tutte le responsabilità che aveva, era comprensibile che Pierre se ne fregasse di un albero e di quattro nuovi vicini. Ma insomma. Perché non era mai possibile parlarne? Neanche per un minuto?
Alzi la mano chi è morto, Fred Vargas
mercoledì, 03 gennaio 2007
A ognuno la sua strada. Ma chissà se avrei fatto le stesse cose, avessi saputo qualcosa in più, pensò la signora Dempster, e avrebbe tanto voluto sussurrare una parolina all'orecchio di Maisie Jonson, e sentì sulla sacca rugosa della sua faccia di vecchia il bacio della pietà. Perchè è stata dura la vita, pensò la signora Dempster. Che cosa non le aveva sacrificato? Le rose, il corpo, i piedi perfino. (Ritirò sotto la gonna quelle sue protuberanze nodose.)
Le rose, pensò sardonica. Tutte sciocchezze, cara mia. Perchè tra il mangiare, il bere e l'accoppiarsi, i buoni e i cattivi giorni, la vita non era stata certo rose e fiori, anzi: ma lascia che te lo dica, Carrie Dempster non vorrebbe proprio cambiare il suo destino con nessun'altra, a Kentish Town! Ma, implorò, pietà.
Pietà, per le rose perdute.
V.Woolf - Mrs. Dalloway
martedì, 02 gennaio 2007
Chiunque riuscirà a dimostrare che l'intuizione di Riemann sulla natura di quella musica era corretta, sarà in grado di spiegare perchè i numeri primi danno un'impressione così convincente di casualità.
Marcus du Sautoy - L'enigma dei numeri primi -
martedì, 02 gennaio 2007
Mi chiamo Paolo Cortellino, 19 Settembre 1960, e faccio il fisioterapista; sono cugino di Andrea Ussia.
Ho conosciuto Stefano Belisari un pomeriggio in cui lui e Andrea dovevano andare a una festa.
Mi trovavo a casa di mio cugino e non mi hanno invitato.
Ci sono rimasto male, e ho pensato che il Beli fosse antipatico.
- Elio e le Storie Tese - Vite Bruciacchiate
martedì, 02 gennaio 2007
Howard sferrò un pugno al frigorifero.
"Howard, ti prego, non farlo. Lo sportello è mezzo scardianto, è... si scongelerà tutto, spingilo con attenzione, con attenzione, finchè non... D'accordo: è increscioso. Voglio dire, se è successo davvero, e questo non lo sappiamo. Dobbiamo procedere un passo alla volta, finchè non abbiamo capito cosa diavolo sta succedendo. Perciò piantiamola qui, e, non so... discutiamone quando... insomma, quando Jerome sarà qui, tanto per cominciare, e ci sarà davvero qualcosa su cui discutere, d'accordo? D'accordo?"
Zadie Smith - Della bellezza