sabato, 30 dicembre 2006
non mangio da tre giorni e quel poco che ho mandato giù l'ho fatto risalire perciò mi sento bene. asciutta. in dentro. mi metto i jeans sbiaditi e gli anfibi bordeaux con le punte di ferro di pelle consumata. senza lavarmi, mi piace la mia puzza. mi lavo solo i denti davanti allo specchio con tutta la schiuma che si forma e io me la cospargo sul mento come se avessi la barba. c'era i'll be your mirror naturalmente.

[ Broken Barbie, Alessandra Amitrano ]
postato da: vestitadilividi alle ore 14:11 | Permalink | commenti
mercoledì, 27 dicembre 2006
Benvenuti, dunque, nell'universo dei memi. Qualcuno ha detto che è solo questione di tempo prima che qualche imputato, arrestato in flagranza di reato e giudicato colpevole, si alzi davanti alle corte per dichiararsi del tutto innocente. Il motivo? Né lui né i suoi geni avrebbero responsabilità del crimine, ma soltanto i suoi memi.

Francesco Ianneo, Memetica. Genetica e virologia di idee, credenze e mode, Castelvecchi, Roma, 2005
postato da: treppunte alle ore 20:05 | Permalink | commenti
mercoledì, 27 dicembre 2006

È vero che quella parola, «Illuminismo», doveva farvi sospettare la fregatura. Date retta, ogni volta che c’è di mezzo l’illuminismo, stanno per tirarvi una sòla.

Edmondo Berselli, Venerati maestri. Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia, Mondadori, Milano, 2006

filo3punte
postato da: treppunte alle ore 19:57 | Permalink | commenti
mercoledì, 27 dicembre 2006

nella mia vita, nel 1974, avevo già visto:
1) i campi innevati della svizzera.
2) mia madre.
3) una cosina che mi aveva fatto vedere mia cugina in cantina che da lì a pochi anni avrei capito essere molto importante per la vita umana.
4) il parroco di viggiù ubriaco.
5) bobby solo (dal vivo).
6) gli gnu (alla tele).
7) i biscotti colussi.
e un sacco di altre cose, ma nessuna bella come quella.
che ho visto quella volta.

aldo nove, milano non è milano

postato da: Oltranzista alle ore 17:44 | Permalink | commenti
mercoledì, 27 dicembre 2006
Ma ecco che dal quinto o sesto piano precipitò una donna ruotando su se stessa come un'acrobata impazzita. Prese in pieno un poliziotto che guardava su, sicuramente uccidendolo mentre uccideva se stessa.
Da nord giunse il rombo di un'altra di quelle tremende esplosioni, la deflagrazione di un fucile azionato da un diavolo, e di nuovo Clay guardò l'ometto, che lo osservava ansioso.
Altro fumo invadeva il cielo e, a dispetto del venticello sostenuto, l'azzurro era stato quasi coperto del tutto.


Stephen King, "Cell"
postato da: MonicaGellerB alle ore 11:20 | Permalink | commenti
lunedì, 25 dicembre 2006
E, non avendo nulla di meglio da fare - non avendo nulla da fare per la maggior parte del tempo, in verità-, entrava a farle visita. E così parlavano per un po', e magari bevevano qualcosa, finchè non arrivava il momento per Maria, non avendo nulla di meglio da fare, di alzarsi e andarsene e allora, mentre passeggiava tornando alla sua stanza, si ritrovava a pensare: Be', qual è il punto di tutto questo, esattamente?

Jonathan Coe, Donna per caso.
postato da: Divara alle ore 23:14 | Permalink | commenti
giovedì, 21 dicembre 2006
"Now as he was sitting there during the night the door opened, and Big Claus came in with his ax. He knew very well where Little Claus had his bed, and walking straight over to it, he struck the old grandmother on the forehead, thinking it was Little Claus"

Hans Andersen - "Fairy Tales"
postato da: northfromhere alle ore 10:59 | Permalink | commenti
mercoledì, 13 dicembre 2006
"Ella rise così di cuore che la venetta azzurrina sul sopracciglio risaltò con paurosa intensità, segnando il suo dolce viso di un'espressione assai inquietante di sforzo e di pena."

[ Thomas Mann, Tristano (1903) ]
postato da: SaintAnge alle ore 01:20 | Permalink | commenti
martedì, 12 dicembre 2006

Le donne si alzavano lentamente, e l'oscillante regredire delle loro sottane lasciava a poco a poco scoperte le nudità mitologiche che si disegnavano sullo sfondo latteo delle mattonelle. Rimase coperta soltanto un'Andromeda cui la tonaca di Padre Pirrone, attardato in sue orazioni supplementari, impedì per un bel po' di rivedere l'argenteo Perseo che sorvolando i flutti si affrettava al soccorso ed al bacio.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo

postato da: Amhran alle ore 22:27 | Permalink | commenti
martedì, 12 dicembre 2006
E ora mi toccherà di amare il barrio. Com'è simile la parol amarezza alla parola amore!Amare il barrio per tutto quello che mi sono immaginato nelle sue strade, dove non ho un solo campanello da suonare, nè un bicchiere da bermi, e nemmenoda chiedere in giro che fine ha fatto Nuttless o Giacomin, o che fine hai fatto tu. Non c'è nessuno qui, me lo sono inventato tutto a mio piacere. Ma ci posso fare un giro adesso....a spasso....uno spasso nel barrio. Quando voglio, e senza più salire a casa. Restarci del tutto nel giro di carnevale. Ora non è mai tardi, non è più tardi ora. Ci posso sguazzare in mezzo, e le strade vederle sempe e soltanto da fuori, da dentro mai più.

Vinicio Capossela - Non si muore tutte le mattine
postato da: Ananke85 alle ore 00:37 | Permalink | commenti
sabato, 09 dicembre 2006
La realtà era relativa. Se ne rendeva sempre più conto man mano che passavano i giorni. In sei giorni la realtà per lui sarebbe stata cancellata... non dalla morte, ma da un atto di sparizione spaventosamente semplice.
Infatti, che realtà poteva esserci a zero centimetri?

Richard Matheson - Tre millimetri al giorno
postato da: Chiaretta123 alle ore 19:19 | Permalink | commenti
mercoledì, 06 dicembre 2006

Il telefono squilla alle 27.30 preciso. Da un'ora e mezzo sono sveglia,stesa sul pavimento a sognare pomeriggi assolati su prati in fiore,più farfalle dalle grandi ali colorate e foglie verdi come mantidi religiose. Rispondo curiosa. Devo allungare notevolmente il braccio destro per raggiungere il telefono e mi piace farlo senza alzarmi. Così stesa a buio.

[ Destroy - Isabella Santacroce ]

postato da: unragazzomorto alle ore 17:42 | Permalink | commenti
mercoledì, 06 dicembre 2006

Il siñor Dzoliparia io & Ergates la formika siamo seduti sul balcone delliride dellokkio destro del maskerone Rosbrith & tci stiamo ristorando rispettivamente kon vino kaldo, te*, & un pettsetto mikroskopiko di pane raffermo. Il siñor Dzoliparia sjede in una sedja ke* assomig£ia un po a un okkio, appesa a una delle tcig£ia sovrastanti; io sono sopra uno sgabello akkanto al parapetto dove Ergates sta mordendo il pane ke* il siñor Dzoliparia le ‘a dato (& ke* io ‘o inumidito kon un po di saliva): e* una grossa britciola di krosta & davvero di gran lunga troppo grande per lei, ma ne stakka pettsetti & lavora kon le mandibole e le tsampe anteriori finke* rie∫e a ingjottire.

Iain M. Banks, Criptosfera

postato da: Amhran alle ore 13:23 | Permalink | commenti
mercoledì, 06 dicembre 2006
"Con sorpresa, sentì nostalgia delle urla di rimprovero di Katie. Idealmente gli sarebbe piaciuto aver gridato un po' anche lui. Sembrava un atto terapeutico. Ma non era mia stato un grande urlatore. Incassarle, le urla, era probabilmente il meglio che riuscisse a fare"



"Una cosa da nulla" Mark Haddon
postato da: maldive alle ore 11:42 | Permalink | commenti (1)
martedì, 05 dicembre 2006
Se sei un uomo di successo, esistono dei posti in cui devi andare e pagare, unicamente per essere umiliato. E' scritto che gli esseri umani debbano essere tormentati in un modo o nell'altro nel corso della loro vita. Se sei abbastanza fortunato da avere raggiunto un livello sociale per cui nessuno ti fa questo servizio gratis, allora devi pagare per ottenerlo. I ristoranti alla moda, le boutique esclusive, le concessionarie della Mercedes Benz o il tuo allenatore personale che ti ripete ogni giorno quanto sei grasso e fuori forma non sono che alcuni esempi.

Jonathan Carroll - Mele bianche
postato da: Chiaretta123 alle ore 11:24 | Permalink | commenti
lunedì, 04 dicembre 2006
Chiunque altro dei sei detective presenti nella stanza sarebbe corso a prendere la sua Samsonite. McVey, invece, scrollò le spalle e chiese perchè e per quanto tempo. Non andava pazza per i viaggi, e, quando si spostava, in genere andava in posti caldi. Era quasi ottobre. L'Europa stava entrando nel freddo, e lui odiava il freddo.

IL GIORNO DOPO DOMANI - Allan Folsom
postato da: Mooooorbida alle ore 11:47 | Permalink | commenti
lunedì, 04 dicembre 2006
    faceva caldo lì dentro. mi avvicinai al piano e suonai il piano. non sapevo suonare il piano. pestavo i tasti e basta. qualcuno ballava sul letto. poi guardai sotto il piano e vidi che una ragazza c'era stesa sotto col vestito sollevato fino ai fianchi. suonai con una mano sola, allungai l'altra e rapinai un'emozione...


Charles Bukowski - TACCUINO DI UN VECCHIO SPORCACCIONE
postato da: bhikkhu alle ore 03:03 | Permalink | commenti (2)
sabato, 02 dicembre 2006
Al ristorante dell'albergo vi è un'intera famiglia assai interessante. Il padre è un uomo alto e magro, vestito di nero, col colletto duro; è calvo in mezzo al cranio, con due ciocche di capelli grigi a destra e a sinistra. [...] Arriva sempre per primo alla portata del ristorante, si annulla, lascia passare sua moglie, minuta come un sorcetto nero, e allora entra, mentre sui calcagni gli camminano un ragazzo e una bambina vestiti come cani sapienti. Raggiunta la tavola, aspetta che la moglie abbia preso posto, si siede e i due cagnoli possono finalmente appollaiarsi sulle proprie sedie.
Dà del 'lei' alla moglie e ai figli, snocciola educate cattiverie alla prima e parole definitive agli eredi: 'Nicoletta, lei si sta mostrando sommamente antipatica!'


La peste - Albert Camus
postato da: dormiamo alle ore 21:21 | Permalink | commenti
sabato, 02 dicembre 2006
Vide il ragazzo  solo tre giorni dopo, a una festa presso il circolo del paese, mentre teneva per mano una sua amica - proprio quella che le aveva domandato del bacio. Anche stavolta Maria finse di non dare importanza alla scena e resistette fino alla conclusione della serata, chiaccherando con le compagne di attori e di altri ragazzi del posto, facendo nostra di ignorare le occhiate di compassione che, di tanto in tanto, una di loro le lanciava. Quando rientrò a casa, però, non riuscì a trattenersi e pianse per tutta la notte. Soffrì per otto mesi, e infine concluse che l'amore non era fatto per lei, nè lei per l'amore.

Undici minuti - Paolo Coelho
postato da: lentina alle ore 13:42 | Permalink | commenti
venerdì, 01 dicembre 2006
"Lo scopo della mia domanda era aiutarti a comprendere perchè la tua stupida moglie ti ha chiesto il divorzio."
"Scusa tu vuoi divorziare perchè io non sono felice?."
"Anche per questo."
"Come sei magnanima."

Nick Hornby - Come diventare buoni
postato da: northfromhere alle ore 12:42 | Permalink | commenti (2)