martedì, 31 ottobre 2006

Non aveva idea di come avrebbe fatto a cavarsela. Forse, una volta lì, si sarebbero risvegliate in lei forze nuove e sconosciute. Per ora poteva contare solo su questa fragile speranza. In ogni caso tutto appariva difficile, quasi impossibile, e se si fosse messa a meditare sulle probabilità di farcela si sarebbe lasciata vincere dallo sconforto ancora prima di cominciare. La paura l'indusse a muoversi un po' lungo la grotta. Non doveva pensare. Tutto quello che doveva fare era non pensare in maniera logica, lasciarsi un po' prendere dalla follia.

David Grossman - "Qualcuno con cui correre"

postato da: darkslide alle ore 11:45 | Permalink | commenti
giovedì, 26 ottobre 2006

" -Cosa si fa laggiù all'ultimo banco, si ride?
  Ha pronunciato "si ride" con un tono come se dicesse: "si spaccia droga", "si fabbricano bombe".
  Allora mi sono alzata e ho detto:
  -Effettivamente, signora professoressa, stavamo ridendo in quanto ritenevamo buffo ciò di cui parlavamo, ma non c'era niente di oggettivamente malsano o criminoso nel nostro atteggiamento, io capisco bene che se ridessimo ininterrottamente per tutto l'orario scolastico ciò farebbe sospettare una nostra disattenzione, o spregio, o beata cretinaggine, ma ritengo che un po' di umorismo anche in questa austera sede faccia bene allo spirito e, di riflesso, alla gioia dell'apprendimento. In quanto al rapporto fra riso e matematica...
  Non mi ha fatto finire. Ha ringhiato: "smetti-o-ti-do-due", e per fortuna è suonata la campanella.
  Ma insomma, ho pensato, quasi tutti i film e la tivù e i giochi per ragazzi ci invitano a ridere e stare allegri, così poi vediamo le puntate successive e compriamo i gadget. Però a scuola non possiamo ridere un minuto.
  La morale è: non dobbiamo ridere quando siamo contenti noi, ma quando sono contenti loro. "

Stefano Benni, "Margherita Dolcevita"

postato da: DakaAyra alle ore 18:54 | Permalink | commenti
giovedì, 26 ottobre 2006
[...] Conosco una donna di 28 anni sposata da quando ne aveva sedici con un uomo della sua stessa età, hanno tre figli e lei è stufa marcia di lui. Non è solo per il naturale logorio e i peti nauseabondi, le manca l'aria. Considera il suo matrimonio un errore di gioventù (voleva andarsene, abbandonare quella casa soffocante, i genitori acidi e invecchiati, i fratelli ficcanaso ed è caduta dalla padella alla brace). Lei non l'ha mai amato, lei lo disprezza. L'uomo la perseguita, la sorveglia, la insulta per i suoi presunti tradimenti (lei dice solo presunti), ogni tanto la picchia: è pazzo di lei, la ama più di chiunque altro al mondo, dice che lo lascia ammazza i bambini e poi si suicida.
"Non è quello che vuoi?"
"no" dice socchiudendo gli occhi. "Quello che voglio è che si suicidi e poi ammazzi i bambini".
(Ride e rido anch'io. Il suo sguardo è freddo). [...]

Tecniche di masturbazione tra Batman e Robin, Efraim Medina Reyes
postato da: Opalescente alle ore 17:43 | Permalink | commenti (1)
martedì, 24 ottobre 2006

Ed è vero.
Di fatto i soldati sono solo dei bambini.
Non sono divi del cinema.
Non sono John Wayne.
Quando mi resi conto che il punto era quello, finalmente fui libero di raccontare la verità.

[Kurt Vonnegut, Un uomo senza patria]

postato da: SuperPixie alle ore 20:41 | Permalink | commenti
martedì, 24 ottobre 2006

Edward Swanwick doveva portare la giacca e la cravatta, e giocare a rugby.
Lui diceva che era uno schifo, però ogni giorno tornava a casa per conto suo, in treno, per cui non doveva essere poi tanto brutto.

[Roddy Doyle, Paddy Clarke ah ah ah!]

postato da: SuperPixie alle ore 20:32 | Permalink | commenti
martedì, 24 ottobre 2006

Nihal si rigirò a lungo il pugnale tra le mani, soppesandolo e provandone il filo sul dito, dissimulando che era pazza di gioia. La sua prima arma!
"Però ricordati: mai fare i gradassi con il nemico battuto. E' di pessimo gusto."
Nihal guardò il padre con occhi furbi. "Grazie,Vecchio."
Era già abbastana smaliziata da capire quando la  lasciavano vincere.

[Licia Troisi, Cronache del mondo emerso]

postato da: SuperPixie alle ore 20:27 | Permalink | commenti
martedì, 24 ottobre 2006

Era suo padre in miniatura, ma senza baffi.
Il labbro superiore gli si arricciava con garbata crudeltà.
Le lentiggini erano sparse sul suo viso come formiche su una fetta di torta.
Era il maggiore e pensava di essere un duro: nessuno scimunito di fratellino poteva dargli del bugiardo e farla franca.

[John Fante, Aspetta primavera, Bandini]

postato da: SuperPixie alle ore 20:12 | Permalink | commenti
lunedì, 23 ottobre 2006
« Voglio solo una coccolina » cinguetto io avvicinandomi. Lei capisce che fra le nostre carni nude c’è comunque la sua vestaglia corazzata, e che non sarà violentata: così mi dà un abbraccio rigido, riluttante, ma io non la mollo e tiro sopra di noi la trapunta.


Irvine Welsh - PORNO
postato da: bhikkhu alle ore 22:57 | Permalink | commenti
venerdì, 20 ottobre 2006

maledetti fascisti.

ragionevoli dubbi, gianrico carofiglio

postato da: Oltranzista alle ore 17:12 | Permalink | commenti (1)
venerdì, 20 ottobre 2006
«La signorina ti ha detto che veniva a cercare di me. Tu accogli in quel modo la gente che viene a cercare di me?».


Giorgio Scerbanenco, Rossa, Sellerio

postato da: cielinesodo alle ore 13:26 | Permalink | commenti
mercoledì, 18 ottobre 2006
"Ingiuriarlo" pensò; "provocare una scena". Capì di aver lasciato passare in quella serata mille occasioni più favorevoli ad un alterco, per esempio quando Leo aveva rifiutato di concedere una proroga; ma ormai era troppo tardi: "Non te l'aspettavi eh?" disse rovesciandosi nella poltrona e accavalciando le gambe; esitò, poi senza muoversi: "mascalzone."

Gli Indifferenti, Alberto Moravia.
postato da: menzogna alle ore 11:39 | Permalink | commenti (2)
domenica, 15 ottobre 2006

 Ed eccoci qua per la grigliata annuale nel prato attorno a casa di Michela. Il G4 riunito al gran completo.

La sottoscritta, la Consuelo, l’Anja come rappresentante di un Paese straniero e, ovviamente, la padrona di casa.


Silvia Nirigua, Una quarto di me, Meridiano Zero

postato da: cielinesodo alle ore 17:29 | Permalink | commenti
domenica, 15 ottobre 2006
Non funzionerà. Non ha senso passare le prossime ore a opporsi all'irreparabile; no, lo sappiamo e dobbiamo lasciare che accada - prima di tutto spegnere la tv, chiaro - ma non sarà una cosa troppo drammatica? Bè, cazzo, a questo punto ce lo possiamo permettere - anche se ovviamente glielo dobbiamo chiedere, coglione che sei, dobbiamo chiedere alla mamma della TV, se deve stare accesa o spenta - è il suo programma - ma che idiozie stai a dire? "Il suo programma"... che volgarità, che mancanza di riguardo, che coglione che sei. Cazzo. E va bene, forse abbiamo un po' di tempo, ci possiamo sedere con lei, cazzeggiare, starcene semplicemente seduti, sarebbe carino - Cristo, non sarà una situazione carina, non con tutto quel sangue ovunque -

"L'opera struggente di un formidabile genio" [Dave Eggers]
postato da: darkslide alle ore 13:30 | Permalink | commenti (4)
mercoledì, 11 ottobre 2006
Era l’1,12 di mattina quando mio padre arrivò alla stazione di polizia. Non lo vidi fino all’1,28. Però sapevo che c’era perché sentivo la sua voce.
Urlava: - Voglio vedere mio figlio, - e: - Perché diavolo l’avete rinchiuso? – e ancora: - Certo che sono incazzato.
Poi udii il poliziotto dirgli di darsi una calmata. Infine più niente per un po’.
All’1,28 un poliziotto aprì la porta della mia cella e mi disse che c’era qualcuno che voleva vedermi.

Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Einaudi.
postato da: leetah alle ore 14:34 | Permalink | commenti (3)
martedì, 10 ottobre 2006
"Vediamo di ragionare. La cosa peggiore è che gli tocchi passare  questa notte tutto solo in albergo con l'idea della prognosi riservata, d'accordo? D'accordo. Allora l'unica è fargli prendere l'ultimo aereo e farlo tornare qui. Ma lui era prenotato per domani, stasera non ci sarà posto, figurati di domenica. E noi ci diamo da fare, ci attiviamo, chiamiamo l'albergo, l'aeroporto, la compagnia, un posto di riserva ce l'hanno sempre per le emergenze"
-Donne informate sui fatti- Carlo Fruttero
postato da: maldive alle ore 10:40 | Permalink | commenti
domenica, 08 ottobre 2006
Mia adorata,
    sono arrivato al mare. Vi risparmio le fatiche e le miserie del viaggio: ciò che conta è che ora sono qui. La locanda è ospitale: semplice, ma ospitale. E' sul colmo di una piccla collina, proprio davanti alla spiaggia. La sera si alza la marea e l'acqua arriva sin quasi sotto la mia finestra. E' come stare su una nave. Vi piacerebbe.
    Io non sono mai stato su una nave.
    Domani inizierò i miei studi. Il posto mi sembra ideale. Non mi nascondo la difficoltà dell'impresa, ma Voi sapete - Voi sola, al mondo - quanto io sia determinato a portare a termine l'opera che è stata mia ambizione concepire e intraprendere in un giorno fausto di dodici anni fa. Mi sarà di conforto immaginarVi in salute e in Letizia d'animo.
    Effettivamente non ci avevo mai pensato prima: ma davvero non sono mai stato su una nave.
   Nella solitudine di questo luogo appartato dal mondo, mi accompagna la certezza che non vorrete, nella lontananza, smarrire il ricordo di colui che Vi ama e che sempre rimarrà il Vostro
Ismael A. Ismael Bartleboom

[Alessandro Baricco - Oceano Mare - Edizione "La Repubblica"]
postato da: gigishow alle ore 15:33 | Permalink | commenti
domenica, 08 ottobre 2006

Susan aveva raccontato a David che il suo compito era studiare i codici, decrittarli manualmente e fornire all'NSA i messaggi decifrati.

Non era del tutto vero.

[Dan Brown, Crypto]

postato da: SuperPixie alle ore 12:54 | Permalink | commenti (2)
sabato, 07 ottobre 2006

<<In generale, gli squali sono animali molto timidi, e soltanto una o due specie possono rappresentare una minaccia per un subacqueo. Ma questi esemplari pericolosi non vivono nelle acque dell'isola. Quelli che avvisterà lei sott'acqua intorno al reef sono innocui. E chissà... Forse avranno una o due cosette da insegnarle su ciò che è reale e ciò che non lo è.>>
     Facile a dirsi per te, pensai io, seduta qui, lontano dall'acqua.
<<La paura non è qualcosa con cui siamo nati. E' qualcosa che impariamo sulla nostra pelle, dopo. E' qualcosa che altri ci insegnano, Dio sa perchè>>, aggiunse lei. <<Perchè non cerca di vedere la verità con i suoi occhi?>>
     Be', sono sempre squali, pensai.

 

Sergio Bambarén
BLU - Una storia di vita e di mare

postato da: DakaAyra alle ore 22:33 | Permalink | commenti
sabato, 07 ottobre 2006
Alzo la serranda.

«Nicolossi come stasse?». Lo dice piegato sul pube di una donnina con un cappellino da baseball calato su capelli nero-blu, che rumina una gomma americana, come se volesse slogarsi la mandibola, tanto ci dà giù con le masticate. Lo dice senza girarsi, come se avvertisse la mia presenza da un profumo che non porto.


Federica De Polis, Lasciami andare Fazi

postato da: cielinesodo alle ore 18:38 | Permalink | commenti
mercoledì, 04 ottobre 2006
DIOSSINA. Ci sono parole che spuntano dal nulla una mattina e poi restano inchiodate al calendario a segnare gli anni del passato: nell’anno Diossina, il giorno di mezzo luglio, Mariella, l’amica di Alessandra, compie gli anni.


Luca Rastello, Piove all’insù, Bollati Boringhieri

postato da: cielinesodo alle ore 16:37 | Permalink | commenti
martedì, 03 ottobre 2006
Con la mano che mi trema metto giù il telefono. Ho due possibilità. Una: mi arrangio, me ne torno in camera mia e mi ci chiudo dentro. Due: telefono a quel coglione di Forrester e vado a Muirhouse, a farmi sfottere come uno stronzo e a lasciarmi fregare con della roba di merda. Non c’è scelta. Venti minuti dopo ero lì che dicevo: «Muirhouse, capo», all’autista del numero 32, e tremavo tutto mentre ficcavo i miei quaranta pence nella cassetta. Quando c’è aria di tempesta ogni porto è buono, e me la sento, la tempesta che m’infuria in corpo, dietro la maschera che ho in faccia.


Irvine Welsh - TRAINSPOTTING
postato da: bhikkhu alle ore 21:04 | Permalink | commenti
martedì, 03 ottobre 2006

una studentessa bionda sale sulla ringhiera e si china lentamente fino a toccare con la fica depilata il volto sorridente dell'organizzatore, gary "il tubo", mentre la folla canta london bridge is falling down.

chuck palahniuk, la scimmia pensa, la scimmia fa

postato da: Oltranzista alle ore 14:08 | Permalink | commenti
lunedì, 02 ottobre 2006
 Cos’è successo, davvero, nel 1960, a Reggio Emilia?


Paolo Nori, Noi la farem vendetta, Feltrinelli

postato da: cielinesodo alle ore 13:13 | Permalink | commenti (1)