giovedì, 31 agosto 2006
Allora capii. Era la guerra a farle così rabbia. Non voleva che i suoi bambini o i bambini di chiunque altro si facessero ammazzare in guerra. E pensava che le guerre fossero in parte incoraggiate da libri e film.

Così alzai la mano destra e le feci una promessa. "Mary", dissi, "non credo che arriverò mai a finire questo libro. Ormai devo avere scritto cinquemila pagine, e le ho buttate via tutte. Se mai lo finirò, comunque, le do la mia parola d'onore: non ci sarà una parte né per Frank Sinatra  né per John Wayne.
"Le dirò una cosa" feci. "Lo intitolerò la crociata dei bambini ."
Da quel momento diventammo amici.

Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini - Kurt Vonnegut
postato da: ciocci alle ore 16:13 | Permalink | commenti (2)
giovedì, 31 agosto 2006

Lionel Rinocerate è spirato all'età di 75 anni. Il signor Rinocerate era proprietario di una catena di cinema qui a New York. Il funerale avrà luogo giovedì, alle ore 15, 17.30, 20.10, 22.30.

David Letterman

 

Gino&Michele, Matteo Molinari

Le Formiche - Ultimo atto

postato da: norwegianwood alle ore 02:40 | Permalink | commenti
mercoledì, 30 agosto 2006

non c'è niente di più borghese al mondo che avere paura dell'odore delle feci.

d. coupland, memoria polaroid

postato da: Oltranzista alle ore 11:26 | Permalink | commenti
lunedì, 28 agosto 2006
La casa bianca darà la notizia tra meno di un'ora. Edgar odia Harry Truman, gli piacerebbe vederlo contorcersi su un parquet, stronacto da un attacco di cuore, ma non può criticare il tempismo del presidente.

Underworld - Don De Lillo
postato da: ciocci alle ore 13:23 | Permalink | commenti
mercoledì, 23 agosto 2006

Niémans osservò ai propri piedi la superficie scintillante delle acque lisce, come vetro sotto la luce radente del mattino. Un'iridescenza di giada sembrava emergere dal fondo.
"Dimmi quello che sai su questa storia".
Joisneau alzò gli occhi verso la parete di roccia.
"Il corpo era incastrato lassù".
"Lassù?", ripeté Niémans osservando la parete, su cui il profilo frastagliato delle montagne gettava ombre irregolari.
"Sì, A quindici metri di altezza. L'assassino ha cacciato a forza il corpo in una delle spaccature della parete. E lo ha messo in una strana posizione".

[Jean Christophe Grangé, I fiumi di porpora]

postato da: SuperPixie alle ore 19:48 | Permalink | commenti
mercoledì, 23 agosto 2006

Cipriano Algor entrò, diede un bacio alla figlia e si chiuse nel bagno, una comodità domestica installata quando era ormai adolescente e che, già da lungo tempo, necessitava di ampliamento e qualche miglioria.  Si osservò nello specchio, non si trovò sul viso nessuna ruga in più, Ce l'ho dentro, di sicuro, pensò, poi aprì l'acqua, si lavò le mani e uscì.
Mangiavano in cucina, seduti a un grande tavolo che aveva conosciuto giorni più felici e assemblee più numerose. Adesso, dopo la morte della madre, Justa Isasca, di cui forse non si parlerà molto in questo racconto, ma di cui si lascia scritto il nome proprio, ché il cognome già lo conosciamo, adesso mangiano tutti e due a una delle estremità, il padre a capotavola, Marta nel posto lasciato vuoto dalla madre, e di fronte a lei Marcal, quando c'è.

[José Saramago, La caverna]

postato da: SuperPixie alle ore 19:37 | Permalink | commenti
lunedì, 21 agosto 2006
"Il tempo da lupi, la pioggia,l'asprezza della salita, il peso dello zaino cui non siamo ancora abituate, la bellezza del paese che ci siamo lasciate alle spalle, la colazione calda che abbiamo mangiato ormai così tante ore fa: tutto congiura per farci pensare ancora di più alla nostra meta finale, cercando di figurarcela."

Kathryn Harrison - Il cammino di Santiago
postato da: northfromhere alle ore 22:17 | Permalink | commenti (2)
lunedì, 14 agosto 2006
Santos Pacheco aveva la faccia di uno ripreso da una foto di giornale o da un fugace fotogramma televisivo: in secondo piano dietro a Garrido, e ora in secondo piano dietro a Salvatella. Alto, scolpito dalla vita sul modello del vecchio lupo di mare dai capelli bianchi, abbronzato, un po' piegato di spalle per sentire meglio, per sentire quello che dicevano gli spagnoli condannati al metro e sessanta, sessantacinque di statura media. Salvatella, in compenso, era quell'uomo quasi giovane che Carvalho aveva visto processare e condannare a centododici anni di prigione.

Assassinio al Comitato Centrale - Manuel Vasquez Montalbàn
postato da: arcadio alle ore 15:39 | Permalink | commenti (1)
sabato, 12 agosto 2006
Perché lungo tutto il tragitto dalla svergognatezza amatrice alla sobrietà pentita, Y. non smise un istante di lamentarsi: Che abbiamo fatto Dio mio?! L'impudica rassegnata alla propria impudenza ascoltò serenamente l'amica: <<Quella là dove ancora imparare ad aprire e a chiudere le finestre al momento opportuno>>.

In aereoporto, una volta fatto il check-in, la donna che sa aprire e chiudere le finstre al momento opportuno si buttò su una panchina, sbarrò gli occhi e le si strinse un po' il cuore. "Chissà" pensò divertita "forse ho bisogno di un ragazzo delle isole..."

In lontananza l'uomo col cappello inzuppato d'acqua le sorrise.


Titolo originale: Mukassin, 2005
Inedito


PAROLA DI DONNA, CORPO DI DONNA
Antologia di scrittrici arabe contemporanee
a cura di Valentina Colombo

postato da: dormiamo alle ore 21:35 | Permalink | commenti
sabato, 05 agosto 2006
"In quanto a me, io ero la pura volontà, il colore del mondo. Dovevo lasciar sfociare tutti i vortici che mi avevano attraversato nella vita, non filtrando nulla".

PER UN ATTIMO IMMENSO HO DIMENTICATO IL MIO NOME - Roberto Cotroneo.
postato da: crazymary78 alle ore 17:00 | Permalink | commenti (1)
sabato, 05 agosto 2006

"Ma i giorni, come avviene, non fecero fatica a passare e i boschi cominciarono a diventar rossi. Il ragazzo aspettava con impazienza. Planetta gli lasciava credere e nelle lunghe sere, passate vicino al fuoco, discuteva del grande progetto e ci si divertiva anche lui. In qualche momento perfino pensava che tutto potesse essere anche vero"

Dino Buzzati - "60 racconti"

postato da: Sarahflower alle ore 09:21 | Permalink | commenti