martedì, 18 luglio 2006
E aggiunge: "Proust ha parlato delle intermittenze del cuore. Chi parlerà di quelle dei sensi, e in particolare dei desideri a volte supposti dagli ginoranti d'esser contro natura al punto di dover sempre venire acquisiti artificialmente, altre volte, invece, impressi nella carne come una fatalità permanente e nefasta?"

Laura Laurenzi, Liberi di amare. Grandi passioni omosessuali del Novecento
postato da: parmachiara alle ore 19:58 | Permalink | commenti
martedì, 18 luglio 2006
L'Arsenal giocava contro lo Swindon Town, una squadra di Terza divisione, e nessuno sembrava avere alcun dubbio sul fatto che l'Arsenal avrebbe vinto la partita, e quindi la sua prima Coppa in sedici anni.
Io non ne ero tanto sicuro.

Nick Hornby - Febbre A 90'
postato da: Alexios976 alle ore 17:12 | Permalink | commenti (2)
martedì, 11 luglio 2006

Trovo che chi tiene un diario e ci scrive i suoi pensieri sia una testa di cazzo. Io lo faccio soltanto perché qualcuno me l'ha proposto, quindi vedrete che non sono nemmeno una testa di cazzo originale. Ma in un certo senso questo rende tutto più facile. Lascio che le cose vadano come devono andare. Come uno stronzo che rotola giù da una collina.


Il Capitano è fuori a pranzo e i marinai prendono il comando - Charles Bukowski

postato da: dormiamo alle ore 15:44 | Permalink | commenti
martedì, 11 luglio 2006
Non esercitavano volontà di coercizione, forse non avevano mai avuto veri parenti o avevano saputo recidere marci cordoni ombelicali, forse erano riusciti a diventare davvero soli al mondo – e da qui la gratitudine per chiunque voglia fare un passo insieme.
A. BUSI – E io, che ho le rose fiorite anche d’inverno?
postato da: unamela alle ore 13:34 | Permalink | commenti
martedì, 04 luglio 2006
Sono un italiano
Mercoledì 26 settembre 2001, ore 4:22

 Vi prometto una crisi. Io sono figlio di una crisi, la depressione di mio padre, e di una guerra vigliacca finita con la fuga di un re. Sono un italiano, nel mio sangue scorrono milioni di morti di fame e un pezzetto di Leonardo e di Giotto. Posso trattare con i principi e coi re, perché sono stato principe e re. Posso capire le ragioni di un contadino con un battito di ciglia, perché sono stato milioni di contadini. [...]
 Non sarò mai maggioranza, mai bagnato di folla, mai vip o venti secoli di morti di fame mi riderebbero alle spalle. Mai mi vedrete a vena con un leader, perché la sola parola leader mi fa venire l'orticaria. Mai mi vedrete assaltare le camionette della polizia, perché anche questo è un gioco di potere. Io sono duemila anni d'ironia.
 Ma ogni giorno, in segreto, strappo l'erbaccia dal campo dell'ingiustizia, dell'intolleranza, della miseria umana. E non mi sento migliore, ma meglio. Io sono l'italiano che ha perso sempre in guerra contro gli austriaci e contro i russi, contro la mafia, contro le stragi di Stato e contro le illusioni di un antistato. E ho memoria di tutto questo e mi fa male. Perciò non chiedetemi di schierarmi con i potenti di turno o palesemente contro. Non offendete secoli di diffidenza. Sono figlio di cinquanta crisi di governo e di un milione di promesse per il Mezzogiorno. E in questa lucida solitudine disperata ho conquistato la mia libertà.
 Benvenuti nel mio deserto pieno di fiori.

BRUCE SPRINGSTEEN - Born To Run
 

Jack l'uomo della Folla - Diego Cugia
postato da: dormiamo alle ore 23:28 | Permalink | commenti (1)
lunedì, 03 luglio 2006

Le prese un desiderio insopportabile di avvicinarsi a lui per seppellire il volto nel suo petto bruno, ascoltare la vibrazione dell'aria dei suoi polmoni e il rumore del suo cuore, aspirare il suo odore, un odore che sapeva secco e penetrante, come cuoio tagliato o di tabacco.
Si immaginava di giocare con i suoi capelli, di palpargli i muscoli della schiena e delle gambe, di scoprire la forma dei suoi piedi, mutata in fumo per entrargli nella gola e occuparlo tutto.

Eva Luna racconta - Isabel Allende

postato da: LaStregadiProcida alle ore 11:42 | Permalink | commenti
lunedì, 03 luglio 2006
Quello che prima tutti credevano di capire, il modo semplice e regolare per cui le cose erano com'erano, non valeva più; ossia: questa non era altro che una delle innumerevoli possibilità; nessuno escludeva che le cose potessero andare in altri modi tutti diversi.

T con zero - Italo Calvino
postato da: LaStregadiProcida alle ore 11:37 | Permalink | commenti (1)
sabato, 01 luglio 2006

- Insomma, dovrà pur iniziare a vivere, una buona volta.

 

Alessandro Baricco. Oceano Mare.

postato da: Punkkat alle ore 17:24 | Permalink | commenti (1)