mercoledì, 31 maggio 2006

Al posto di quella potente scarica di adrenalina che si sentiva addosso quando umiliava le reclute, Ryan provò l'effetto opposto: capi di essersi umiliato di fronte all'intera compagnia. La faccia di Young era talmente priva di orgoglio e di rispetto per sé stesso, svuotata di qualsiasi sentimento al di fuori del dolore, che Ryan si domandò improvvisamente se perfino l'abietta obbedienza di uno schiavo non fosse in realtà una forma di protesta, una specie di provocazione. Si sentì ripugnan­te, e per questo prese a odiare Young più che mai. Lo stesso gli accadeva con le donne: quando cominciavano a piangere, l'impulso a picchiarle si faceva più violento. Prima gli sarebbe bastato umiliarlo, ora voleva distrug­gerlo. Non si era mai imbattuto in un uomo tanto sprovvisto di forza, ma il concetto stesso di forza, e tutto ciò che gli si associava, pareva illogico e stupido se usato i contro costui.

in Geoff Dyer, Natura morta con custodia di sax. Storie di Jazz, Instar Libri 1993. Traduzione italiana di Riccardo Brazzante e Chiara Carraro. Edizione originale 1991

Il capitolo in cui c'è la pagina 23 è dedicato al sassofonista Lester Young.

postato da: AMALTEO alle ore 23:34 | Permalink | commenti
mercoledì, 31 maggio 2006

Ancora oggi "nel legno" ci sentiamo davvero in un guscio domestico, sia nella stanza rivestita di pan­nelli e arredata di mobili antichi, sia nel grande Nord, dove ancora si costruisce in legno, nella notte invernale. Solo qui ci si disvela la vera vita del legno, lo spirito del bosco e dell'albero che lo animano, il suo incanto silvestre, che nemmeno l'ascia può intaccare. Si desta nel camino, quan­do sulla brace si sfogliano gli anelli annuali come pagine di un libro senza nome. Allora anche il ri­cordo dell'uomo risale al fondo di ciò che solo si presagisce, all'indistinto.

 

In Ernst Junger, L’albero. Quatto prose, Herrenhaus, 2003

postato da: AMALTEO alle ore 23:18 | Permalink | commenti
mercoledì, 31 maggio 2006
C'era il rumore del mare in tutte le stanze, e il faro di Godrey con la sua luce pulsante nella notte e la sua suggestiva presenza durante il giorno. Per i bambini il faro divenne un totem.
...

Vibrava, sì, a Talland House il mondo vibrava. Ogni cosa era matura e cantava. Tutto odorava di sole, di mare, di bosco, confondendosi in un profumo inebriante.

(Nadia Fusini - POSSIEDO LA MIA ANIMA, Il segreto di Virginia Woolf)
postato da: crazymary78 alle ore 22:48 | Permalink | commenti (1)
lunedì, 29 maggio 2006

"Siamo alla fine di luglio del 1938. Il 14 era stato  pubblicato il Manifesto Della Razza. Fermi si sentiva insicuro, pensava già di emigrare. E il regime era, nei suoi riguardi, in un certo imbarazzo: come Meazza nel 'primato' del calcio, Fermi era nel 'primato' della fisica; eppoi accademico d'Italia, e il più giovane. Un nodo da sciogliere o da tagliare: e c'è da immaginare il sollievo, quando Fermi prese il Nobel senza fare il saluto romano e filò negli Stati Uniti."

La scomparsa di Majorana - Leonardo Sciascia

postato da: kj alle ore 15:54 | Permalink | commenti
lunedì, 29 maggio 2006
Il signor Clutter offrì a Babe il torsolo della mela, augurando il buongiorno a un uomo che raccoglieva i rifiuti all'interno del recinto, Alfred Stoecklein, l'unico salariato residente alla fattoria. Gli Stoecklein e i loro tre figli abitavano in una casetta a meno di duecento metri dalla casa principale; a parte loro, i Clutter non avevano vicini nel raggio di mezzo miglio.
Truman Capote, A sangue freddo
postato da: augustab alle ore 11:11 | Permalink | commenti
domenica, 28 maggio 2006

"...questa canzone mi fece diventare davvero triste. Avevo voglia di piangere. A volte mi succede. Una cosa da niente riesce a toccare la mia parte più vulnerabile.Spensi la radio, mi fermai alla successiva area di servizio, entrai nel ristorante ed ordinai dei sandwich alla verdura. Andai alla toilette a lavarmi le mani sporche di terra, toccai appena i sandwich ma bevvi due tazze di caffè.

Che starà facendo adesso il mio gatto? pensai. Sarà buio, laggiù. Mi tornò inmente il rumore della terra che cadeva sul sacchetto del supermarket. Ma era l'unica cosa da fare, Sardina. L'unica per entrambi.

Restai per un'ora a fissare il piatto coi sandwich. Poi venne una cameriera dalla divisa viola, che mi chiese esitante se poteva portare via il piatto. Io feci di si con la testa. Coraggio adesso, mi dissi.

Era oramai tempo di tornare in società."

Dance Dance Dance di Murakami Haruki

postato da: PleiadiElisewin alle ore 23:45 | Permalink | commenti (2)
giovedì, 25 maggio 2006
"Sono stato seduto di fronte a una che ciucciava una sigaretta di plastica perchè voleva smettere di fumare... ne vogliamo palare? La ragazza di Carlo ha sostenuto una discussione sul fatto che fosse importante festeggiare San Valentino. E lui la chiamava micia... M-I-C-I-A! Non è una micia: è un gatto attaccato ai coglioni. Dopo mezz'ora che l'ascoltavo mi era già venuta l'orchite, mi sono sbucciato l'interno delle ginocchia con i maroni. Ha persino detto che uno dei sogni della sua vita si realizzerà martedì, quando con il suo micio andranno a scegliere la cucina. Ma la cucina può essere il sogno di una persona di 27 anni? Adesso vomito..."

Fabio Volo, Un posto nel mondo (a mio modesto parere, una boiata. Si vede che gli hanno detto "non c'è due senza tre", ma il ragazzo non ha più niente da dire)
postato da: augustab alle ore 11:37 | Permalink | commenti
lunedì, 22 maggio 2006

"ero consapevole del fatto che C. fosse una ragazza robusta. sicuramente più robusta di tutte le donne che si vedono alla televisione, pettorute ma sottili come giunchi, specialmente nelle sitcom e negli sceneggiati di ambiente ospedaliero. indibbiamente più robusta di qualsiasi donna con cui fossi uscito in passato."

brava a letto, jennifer weiner

postato da: infunzionedinessunalogica alle ore 14:38 | Permalink | commenti
sabato, 20 maggio 2006

"Lasciata la scuola, Vivienne si dedicò a lavori occasionali, come quello alla Pickering's, un'azienda locale che inscatolava piselli. Si vestiva già in modo originale e aveva coltivato una propensione per la vita notturna che l'avrebbe condotta a sposare, nel luglio 1962, Derek Westwood. 'Mio papà Derek gestiva allora un locale notturno e fu là che s'incontrarono' racconta il loro figlio, Ben Westwood, che sembra essere immune dall'astio, a differenza di molti di coloro che hanno frequentato McLaren e la Westwood."

Punk! I Sex Pistols e il rock inglese in rivolta - Jon Savage 

postato da: kj alle ore 11:06 | Permalink | commenti
giovedì, 18 maggio 2006

"Una mia vecchia zia era così baffuta che sembrava Che Guevara. Cosciente dell'orrore, l'universo delle femmine si divide in tre grandi fazioni. Quelle che dicono 'Se ce li ho, serviranno'. Per cosa? Per riparare il labbro dalle correnti d'aria o per sistemarci le luminarie di San Giovanni? Allora fai così. Tienteli pure. A Carnevale fai direttamente il sergente Garcia, che è una maschera che piace sempre moltissimo. Poi ci sono le donne di centro che invece optano per l'asportazione del pelo. Strisce di miele, rasoio, cesoie. In fondo rancarsi via i baffi è più facile che curare il beriberi."

Sola come un gambo di sedano - Luciana Littizzetto

postato da: kj alle ore 20:43 | Permalink | commenti
mercoledì, 17 maggio 2006

Ed Estha, camminando lungo l'argine del fiume, non riusciva a sentire il bagnato della pioggia o il brivido improvviso del cucciolo infreddolito che l'aveva temporaneamente adottato e che gli sguazzava accanto. Superò il vecchio albero di mangostano fermandosi sull'orlo di uno sperone di laterite che si allungava nel fiume. Si accoccolò sui talloni e si dondolò sotto la pioggia. Il fango sotto le suole faceva dei versi risucchianti e scurrili. Il cucciolo infreddolito rabbrividiva - e guardava.

 

Arundhati Roy - Il dio delle piccole cose

postato da: norwegianwood alle ore 23:47 | Permalink | commenti (2)
sabato, 13 maggio 2006

"Basta la madre appariscente, la figlia deve essere sciatta. La ricordo mentre si trucca, vedo la scollatura del suo abito, le curve morbide del seno, quelle labbra sempre rosse, i suoi capelli biondi sciolti sulle spalle, quel corpo procace di cui si faceva vanto e che usava per divertirsi seducendo mio padre quando era euforica come un'ubriaca. La vedo sistemarsi la gonna stretta, sculettare per casa. Un giorno mi dirà 'tu non sarai mai bella come me', poi si girerà perchè io ammiri la madre stronza che è."

Zoo - Isabella Santacroce 

postato da: kj alle ore 17:23 | Permalink | commenti
sabato, 13 maggio 2006
Sono costretto a una rivelazione sconvolgente: James Bond è italiano. E' pur vero che Fleming descrive gli italiani come gangster o come cumenda milanesi che giocano al Casinò Royale, e che l'aplomb british di Bond è segno di distinzione come gli orrendi copricapi della regina Elisabetta. Ma si tratta di una montatura della SPECTRE per depistare i servizi segreti. Le prove? Un paio di anni fa, una ricerca medica ha stabilito che se Bond avesse bevuto quel che ha bevuto, fumato quel che ha fumato e spulzellato quel che ha spulzellato, altro che Pierce Brosnan. Avrebbe l'aspetto di Zucchero "Sugar" Fornaciari dopo un veglione di Capodanno.

Mai Dire Mai a un Martini Dry - AA. VV.
postato da: cofano alle ore 17:02 | Permalink | commenti
martedì, 09 maggio 2006

"Echeggiava un suono incessante, ininterrotto. Si sente qualcosa di simile nei pressi di un impianto di trasmissioni elettriche. Forse mi fischiavano le orecchie. Ma avevo l'udito teso al massimo e, se non fosse stato per quel suono, forse avrei sentito il movimento di acque sotterranee, il fruscìo di una slitta sull'erba o il passaggio di una lumaca su una pietra bagnata. Volevo sentire i passi. Sapevo che ciò era impossibile, ma era proprio il caso in cui la consapevolezza dell'impossibilità e l'assurdità di un desiderio non limitano il desiderio stesso, ma lo acuiscono."

Arboretum - Marina Kozlova

postato da: kj alle ore 12:17 | Permalink | commenti
martedì, 09 maggio 2006

Dicevo ma si è bisognosi di un'età per cominciare a scrivere? o meglio che si è bisognosi di un'età per cominciare a scrivere bene? Io non avevo che un quarto di secolo che poi a possedereil tempo siam bravi tutti ma èè che viverlo è un'altra cosa, e al mondo non è tanto che ci vivo ma qualcosa ho visto e qualcosa ho capito...non c'entra con lo scrivere io potevo pure mettermi a scrivere prima e l'ho anche fatto, ho scritto altre cose, finanche poesie e opere teatrali ma d'amanti che me li leggessero non li ho trovati per i miei versi e che d'attori che si immedesimmasero nelle mie frasi contrite senza perdere la lingua non ne ho trovati mica di molti di più, ma slegato la lingua e sceso dal palcoscenico questo tipo di lavoro mi nasce solo ora

Eco a perdere- Fabio Izzo- edizioni il foglio letterario

postato da: Misiu alle ore 00:21 | Permalink | commenti
lunedì, 08 maggio 2006

"Quanti anni avevo quand'ho capito che sul quel sentiero buio e solitario l'unica luce possibile era quella che io stessa avrei emanato? Anche se sono stata allevata con amore, mi sono sempre sentita sola. 'Un giorno o l'altro tutti si perderanno nelle tenebre del tempo e scompariranno' . Ho sempre vissuto con questo pensiero radicato nel mio essere."

Kitchen - Banana Yoshimoto

postato da: kj alle ore 10:13 | Permalink | commenti
domenica, 07 maggio 2006

"Prima di uscire si fermò, lanciò uno sguardo al  luogo che per un intro mese aveva preparato ed organizzato.Una volta, forse migliaia di anni prima, ci avevano vissuto degli esseri umani. Ne aveva rinvenuto le traccie. Anche qualche animale l'aveva occupato. Ora sarebbe stata la loro casa. Manicomio ed ospedali, pensò, ma soprattutto prigione. Basta. Doveva andare."

Qualcuno con cui correre -David Grossman-

postato da: PleiadiElisewin alle ore 22:03 | Permalink | commenti (1)
domenica, 07 maggio 2006
uno dei miti religiosi dell'occidente riguarda un essere che, nato per divina provvidenza da una donna, compie vari prodici nella sua vita terrena, fra i quali una discesa agli inferi, e infine ascende al cielo per sedersi alla destra del padre. stiamo parlando di ercole, la cui storia è tanto evangelica da aver spinto l'apologista giustino a considerarlo un precursore di cristo.

(piergiorgio odifreddi, il vangelo secondo la scienza)
postato da: Oltranzista alle ore 15:56 | Permalink | commenti