venerdì, 30 dicembre 2005
if nothing else, relating the step-by-step course of events in the cafeteria allows me to comprehend how distanced from the world I'm feeling now - how quickly the world is pulling away. and for this reason I'll continue.
douglas coupland, hey nostradamus!
postato da: Oltranzista alle ore 22:48 | Permalink | commenti
mercoledì, 28 dicembre 2005

 

<<Ho visto una bella casa di mattoni rosa,

con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto>>

loro non arrivano a immaginarsela.

Bisogna dire: <<ho visto una casa di centomila lire>>

 e allora esclamano: <<com'è bella>>

Cosi se voi gli dite: <<la prova del che il piccolo principe è esistito,

sta nel fatto che era bellissimo,

che rideva e che voleva una pecora.

Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste>>.

Il piccolo principe

[Antonie De Saint-Exupery]

postato da: Andre976 alle ore 13:17 | Permalink | commenti
domenica, 25 dicembre 2005

La casa è un luogo della mente. Quand'è vuota, diventa irrequieta. Si anima di ricordi, visi e luoghi e momenti passati. Immagini amate e riemergono, disobbedienti, a rispecchiare quel vuoto. Allora, quale risentito stupore, e quante ricerche pressoché inutili. E' una situazione ridicola. E' un essere ridicolo che cerca di ottenere un sorriso anche dall'ombra più familiare e affettuosa. Comico e senza speranza, lo sguardo diretto alle profondità del passato è sempre rivolto verso l'interno.

MAEVE BRENNAN, La visitatrice, Rizzoli

postato da: cielinesodo alle ore 12:50 | Permalink | commenti
venerdì, 23 dicembre 2005

era paralizzata dalla paura, non dormiva e vomitava tra gli iris dietro il dormitorio.

douglas coupland, la sacra famiglia (tit. orig.: all families are psichotic)

ndb: peccato, la pagina 23 è forse l'unica insignificante.

postato da: Oltranzista alle ore 12:52 | Permalink | commenti
venerdì, 23 dicembre 2005
La formula (del test) è un po' quella del "se fai una qualsiasi di queste cose, allora sei un sessodipendente", con tanto di lista da spuntare. Domande utilissime, come per esempio:
- Tagli la fodera interna del costume da bagno in modo da mettere in evidenza i genitali?
- Lasci la zip dei pantaloni aperta o la camicetta slacciata e ti piazzi nelle cabine telefoniche fingendoti intento/a in una conversazione e assumendo una postura tale che i tuoi indumenti rimangano aperti mostrando l'assenza di biancheria intima?
- Fai jogging senza reggiseno o senza sospensorio al fine di attirare potenziali partner sessuali?
La mia risposta a tutte le domande di cui sopra è: Adesso sì!

Soffocare - Chuck Palahniuk
postato da: cofano alle ore 03:56 | Permalink | commenti (2)
giovedì, 22 dicembre 2005

Ma quando osservai la sabbia con maggiore attenzione, badando a non toccarla, pensai subito che provenisse da un altro mondo. Non da un altro pianeta, sai, perchè i pianeti fanno parte del nostro universo e un giorno potremmo anche raggiungerli. No, si trattava di un altro mondo, di una natura diversa, di un cosmo differente. Un luogo che non potremmo raggiungere neppure se viaggiassimo in eterno attraverso lo spazio: un mondo, per farla breve, in cui si può andare solo con la magia.

C. S. Lewis, Le Cronache di Narnia: Il nipote del mago

postato da: Amhran alle ore 11:18 | Permalink | commenti
mercoledì, 21 dicembre 2005
La strega cattiva è stata stupida a fare il gioco di Biancaneve.
C'è un'età in cui una donna deve passare a un altro tipo di potere. Il denaro per esempio. O una pistola.
Sto vivendo la vita che amo, mi dico, e amando la vita che vivo.
Mi dico: me lo merito.
Questo è esattamente ciò che volevo.

CHUCK PALAHNIUK - Invisible monsters
postato da: Justblood alle ore 17:32 | Permalink | commenti (2)
mercoledì, 21 dicembre 2005
Otto mesi dopo le elezioni, nel 2001 avanzato, un sondaggio della Fox News annunciava che circa il 60 per cento del pubblico americano NON si era lasciato alle spalle il modo in cui Bush si era impadronito della Casa Bianca - siamo ancora belli "imbufaliti". Il virulento malanimo che nutriamo verso il nostro Leader dura a morire. E un sentimento che si scatena così fuori da ogni controllo - senza, si noti, essere provocato dallo zucchero raffinato o da Oprah* - è un sentimento che può alterare la storia. Milioni di americani, di ogni angolo dello spettro politico, si sentono sbalestrati, incerti, esterrefatti, scossi. Tutti gli altri sono in prigione.

*
Oprah Winfrey, famosa conduttrice di un talk-show TV abbastanza melenso (NdT)

Michael Moore - Stupid White Men
postato da: cerezeweed alle ore 12:00 | Permalink | commenti (1)
martedì, 20 dicembre 2005
Stando così le cose, se dunque urgente pensare a un reale inserimento dei giovani nella comunità, perché non prendere in considerazione un atto d'indubitabile clamorosa dichiarazione d'impegno da parte degli adulti, una prova d'interesse reale al contributo dei ragazzi: perché non far votare i sedicenni?

I figli non crescono più - Paolo Crepet
postato da: zilla alle ore 19:21 | Permalink | commenti
martedì, 20 dicembre 2005

"Mi va di fare qualcosa di diverso, e tutti vogliono fare qualcosa di diverso. E alla fine facciamo tutti la stessa cosa. Non c'è..."

"Avventura?"

"Esatto. Credo che sia la ragione per cui veniamo qui. Veniamo qui per l'avventura ed ecco cosa troviamo."

"Seccante"

"Già"

Alex Garland_L'ultima spiaggia

postato da: thomasmann alle ore 15:22 | Permalink | commenti
lunedì, 19 dicembre 2005

e ora mi toccherà di amare il barrio. com'è simile la parola amarezza alla parola amore! amare il barrio per tutto quello che mi sono immaginato nelle sue strade, dove non ho un solo campanello da suonare, né un bicchiere da bermi, e nemmeno da chiedere in giro che fine ha fatto nuttless o giacomin, o che fine hai fatto tu. non c'è nessuno qui, me lo sono inventato tutto a mio piacere. mi ci posso fare un giro adesso... a spasso... uno spasso nel barrio. quando voglio, e senza più salire a casa. restarci del tutto nel giro di carnevale. ora non è mai tardi, non è più tardi ora. ci posso sguazzare in mezzo, e le strade vederle sempre e soltanto da fuori, da dentro mai più.

vinicio capossela, non si muore tutte le mattine

postato da: Oltranzista alle ore 13:51 | Permalink | commenti (5)
lunedì, 12 dicembre 2005

Finii il beverone. Un piacevole calore si irradiò dallo stomaco ai lividi. "Sembra che non abbia scelta".

Sorrise di nuovo. "C'è sempre una scelta. solo che non è detto che sia quella giusta".

SANDRONE DAZIERI, Il Karma del Gorilla, Mondadori

postato da: cielinesodo alle ore 12:55 | Permalink | commenti (1)
lunedì, 12 dicembre 2005

" Ci sarà un futuro. Crediamo troppo nella nostra natura illusoria per arrenderci. Non Risposi. Il calcio del capitano mi aveva sbalestrato e la mia natura illusoria cominciava ad infastidirmi:sentivo un gran bisogno di grattarmi. La vita è un dono, Ali, ma la morte è una possibilità. "

POWERBOOK  di Jeanette Winterson

postato da: asjetta alle ore 12:00 | Permalink | commenti
domenica, 11 dicembre 2005

ora  che il pallore dello svenimento gli era passato,era un ragazzo ossuto,vivace,con un ciuffo di capelli neri e ispidi che gli scendevano sugli occhi,e lo costringevano a guardare di sotto in su.

IL SIGNORE DELLE MOSCHE  di W.Golding

postato da: blumenta alle ore 18:05 | Permalink | commenti
mercoledì, 07 dicembre 2005

"è il momento di fare fortuna"Quell'ebrezza selvaggia che si è impadronita di me in Old Brompton Road non mi ha abbandonato.Quando si è toccato il fondo,tanto più in fretta si risale,tanto più in alto si arriva.Mi domando chi l'ha detto.Io,forse.Nel mio caso,la risalita dovrebbe essere veloce come una meteora:non ho assolutamente nulla.

-MONEY- Paul Loup Sulitzer

postato da: blumenta alle ore 19:17 | Permalink | commenti (1)
mercoledì, 07 dicembre 2005

L'osservazione diretta degli uomini è una norma ancora meno completa, limitata com'è, nella maggior parte dei casi, alle constatazioni piuttosto grette di cui la maldicenza umana si pasce. Il rango, la posizione, i casi della nostra vita restringono inoltre il campo visivo dell'osservatore: il mio schiavo ha possibilità di osservarmi completamente diverse da quelle che ho io per osservar lui; e tanto brevi quanto le mie. Son venti anni che il vecchio Euforione mi porge il flacone dell'olio e la spugna, ma la mia conoscenza di lui si ferma al suo compito, e la sua di me al mio bagno; e qualsiasi tentativo per saperne di più fa presto a sembrare indiscrezione, sia all'imperatore sia allo schiavo. Quel che sappiamo sul conto degli altri è quasi tutto di seconda mano. Se per caso qualcuno si confida, non fa che perorare la sua causa; la sua apologia è già pronta. Se lo osserviamo, non è solo. Mi è stato rimproverato di leggere con piacere i rapporti della polizia di Roma; vi scopro continuamente di che stupire; amici o sospetti, sconosciuti o familiari, quanta gente mi sorprende; le loro follie mi servono di scusante alle mie. Non mi stanco mai di paragonare la persona tutta vestita all'uomo nudo. Ma questi rapporti ingenuamente circostanziati aumentano il fascio dei miei documenti e non mi dànno l'ombra di un aiuto per emettere un verdetto. Che il tale magistrato dall'aspetto austero abbia commesso un delitto non mi consente affatto di conoscerlo meglio. Ormai, mi trovo in presenza di due fenomeni anziché di uno solo, l'apparenza del magistrato, e il suo delitto.                                  

  Quanto all'osservazione di me stesso, mi ci costringo, non foss'altro che per entrare a far parte di questo individuo in compagnia del quale mi toccherà vivere fino all'ultimo giorno; ma una familiarità che dura da quasi sessant'anni comporta ancora parecchie probabilità di errore. Nel profondo, la mia conoscenza di me stesso è oscura, interiore, inespressa, segreta come una complicità. Dal punto di vista più impersonale, è gelida, tanto quanto le teorie che posso elaborare sui numeri: mi valgo di quel pò d'intelligenza che ho per esaminare più dall'alto, da

MARGUERITE YOURCENAR " Memorie di Adriano "

                                                                                                                                                                                                           

postato da: doktorprokton alle ore 00:22 | Permalink | commenti (4)
martedì, 06 dicembre 2005

Hemos perdido aun este crepúsculo.
Nadie nos vio esta tarde con las manos unidas
Mientras la noche azul caía sobre el mundo.

He visto desde mi ventana
la fiesta del poniente en los cerros lejanos.

A veces como una moneda
Se encendía un pedazo de sol entre mis manos.

Pablo Neruda, Los versos del capitán

postato da: IRI alle ore 23:15 | Permalink | commenti (2)
martedì, 06 dicembre 2005

"Raccogliere i frutti del piccolo orto, aggiustare gli arnesi sempre in procinto di tirare le cuoia. Mansioni ripetitive, pura coazione degli arti, svolte ogni giorno per avere diritto a una ciotola da cane di cortile.

Intanto le notizie che giungono da fuori parlano di massacri ovunque: la rappresaglia dei principi si è rivelata all'altezza della sfida che avevamo lanciato. Le teste dei contadini restano basse sull'aratro: non sono più quelle che hanno impugnato le falci come spade."

Luther Blisset, "Q"

postato da: caioman alle ore 14:50 | Permalink | commenti (2)
martedì, 06 dicembre 2005

improvvisamente qualcosa di color verde chiaro schizzò nel cielo sopra il giardino, come un lampo. qualche istante più tardi, a dormire in fondo alla piscina c'era una poltrona reclinabile lay-z-boy.

douglas coupland, fidanzata in coma

postato da: Oltranzista alle ore 11:02 | Permalink | commenti
lunedì, 05 dicembre 2005

Presi il mucchietto di cenere - quel che restava della vespa - e lo misi in una scatola di fiammiferi, avvolgendolo in una vecchia fotografia di Eric con mio padre. Nell'immagine mio padre teneva in mano una foto formato tessera della sua prima moglie, madre di Eric, e lei era l'unica a sorridere. Mio padre fissava l'obiettivo con un'espressione cupa. Il piccolo Eric guardava lontano mentre si puliva il naso, con aria annoiata.

Iain Banks, La fabbrica degli orrori

postato da: Amhran alle ore 16:52 | Permalink | commenti
giovedì, 01 dicembre 2005
"In quel momento la signora della terza fila gurdava in su, ma lui non se ne accorse. Poi quando la tornò ad osservare, udì che i suoi amici parlavano di lei.
<Non comprendo come quella signora Teodori non ti piaccia. Io la trovo adorabile. Ma è vero che suo marito è in galera?>
<Già,da vari anni.>
<E lei vive sola?>
<Pare di si.>
<E quel vecchio le fa la corte?>
<Il conte Mattei? Chi ci capisce nulla? A me pare impossibile, ma si dice.>
Renaldi sapeva tutto ciò - e la sua curiosità era ben più eccitata della loro."

Luigi Gualdo - Decadenza
postato da: northfromhere alle ore 23:50 | Permalink | commenti
giovedì, 01 dicembre 2005
[…] Forse accettavamo al valor nominale le rispettive storie sulle ragioni per cui eravamo lì: i soldati semplici che “dovevano” esserci, le spie e i civili condotti là dallo spirito di corpo, i corrispondenti attirati in quel posto dalla curiosità o dall’ambizione. Ma da qualche parte tutti i percorsi mitici s’intersecavano, dai sogni erotici più terra terra alla John Wayne, alla più infiammata fantasia da poeta-soldato, e là dove questo avveniva, credo che tutti sapessero tutto su tutti gli altri, ognuno di noi là era un autentico volontario. Non che non si sentissero dire delle gran cagate stantie tipo: “cuori e menti”, “popoli della repubblica”, “la teoria del dominio”, “mantenere l’equilibrio del dindon contenendo l’invadenza crescente del trallallà”; ma potevi anche sentire l’altra campana, un soldatino che diceva con assoluta, sciagurata innocenza: «Quelle son soltanto delle gran palle, amico. Siamo qui per ammazzare i musi gialli. Punto e a capo». Il che non era affatto vero per me. Io ero lì per guardare…


Michael Herr, Dispacci

Fondamentale anche la pag. 13/14, soprattutto di questi tempi...
postato da: bhikkhu alle ore 17:20 | Permalink | commenti