Allora mi porta in cucina, mi prende in braccio e piazza un imbuto dentro il tubo di scarico del lavandino.
<< Sta a sentì pure tu quello che dicono>>, mi fa. <<Sta a sentì pure tu, stella; che se no dicono che tua zia è ‘na matta>>.
E quando appoggio l’orecchio sento qualcosa come un enorme stomaco gorgogliare, un mare sotterraneo. La voce dell’abisso, forse. Ma niente che somigli a una voce umana.
<<Allora, che stanno a dì?>>
<<Dicono che oggi ti vogliono bene, zia>>
<<Non ci credo>>, fa lei stizzita e per non sentire oltre, per non essere smentita, toglie l’imbuto dal lavandino e mi riappoggia a terra.
<<Come sarebbe a dì che oggi mi vogliono bene?>>, fa, con le braccia incrociate sul petto e il volto imbronciato.
<<Che mi rappresenta ‘sta cosa?>>.
<<Ho sentito la voce della Cipicciosa che diceva:”Da oggi dobbiamo cominciare a volergli bene a Marcella perché in fondo non c’ha fatto niente”>>.
<<E che ne sai tu che mentre lo diceva non stava facendo l’occhietto a caccino?>>, si agita lei.
<<No, non c’aveva la voce di una che fa l’occhietto, zia>>.
<<E che voce c’aveva?Con chi parlava?>>
<<Con la Zitellona>>.
<<E che diceva quell’altra puttana?>>.
<<Diceva che aveva ragione, che se ci pensava bene, anche a lei alla tu non gli avevi fatto niente…>>.
<<Ma se j’ho fatto cadè la bicicletta nòva dentro ‘na pozzanghera proprio stamattina…>>.
<<Boh, zia. Forse non l’ha capito che sei stata tu. Forse ha pensato che è stato il vento…>>.
L'ULTIMO DIO
by EMIDIO CLEMENTI