mercoledì, 26 ottobre 2005

Ci ero già passato, anche se chi comandava in questo caso era di sessanta centimetri più alto del nano con gli occhi che la faceva da padrone al molo della Dogana di Dublino. Lasciava vagare lo sguardo da una faccia all'altra, poi si fermava. Puntava uno stuzzicadenti e il fortunato di turno aveva un lavoro... per la giornata. Lo stuzzicadenti andava a finire dietro l'orecchio del prescelto, che se ne andava dritto filato a lavorare.

Mi voltai e me ne andai.

"Una faccia già vista" di Roddy Doyle

postato da: IrishStef alle ore 09:15 | Permalink | commenti (1)
lunedì, 24 ottobre 2005

Carvalho ignorava se si fosse perpetuata la pigrizia attribuita agli aborigeni delle isole, capaci di esportare due milioni di noci di cocco a Bangkok senza raccoglierne neanche una, utilizzando come mano d'opera le centinaia di scimmie che non avevano fatto altro che arrampicarsi sulle palme in cerca delle noci fin da quando erano evolute dalla condizione di anfibi e rettili a quella di quadrupedi con volontà di bipedi e forse di diventare un giorno senatori.

Manuel Vàzquez Montalban, Millennio 2. Pepe Carvalho, l'addio, Feltrinelli 

postato da: cielinesodo alle ore 16:45 | Permalink | commenti
lunedì, 24 ottobre 2005

"Che cosa stai traducendo?", chiesi.

"Fantascienza. Il solito americano  e i soliti universi paralleli. Se mandassi all'editore la traduzione di un Urania  di due o tre anni fa non se ne accorgerebbe nemmeno."

"E tu mandagliela".

"E la mia coscienza professionale?"

"Non dirmi che sei diventata anche tu una professionista.Che vergogna."

Michele Serra, Il ragazzo mucca

postato da: menzogna alle ore 13:34 | Permalink | commenti
sabato, 22 ottobre 2005

Sono al balcone dell' appartamento di Martin a Westwood,
con un bicchiere in mano e una sigaretta nell' altra.
Martin viene verso di me, mi spinge giù dal balcone.

è solo al 2° piano, ragione per cui la caduta non è molto lunga.
Cadendo spero di svegliarmi prima di giungere a terra.

(acqua dal sole - Ellis)

postato da: chrisrain000 alle ore 15:03 | Permalink | commenti (1)
venerdì, 21 ottobre 2005
Ford si era procurato l'Am.Ex. Card grazie a un grosso errore commesso dal computer verso la fine del periodo di quindici anni da lui trascorso sul pianeta Terra.
Quanto grave fosse stato quell'errore l'Am.Ex. Company l'aveva imparato molto presto e le richieste sempre più isteriche e preoccupate provenienti dal suo reparto di recupero crediti erano cessate solo perchè a un certo punto l'intero pianeta era stato inaspettatamente demolito dai Vogon per fare spazio a una nuova superstrada galattica.
Ford da allora aveva conservato la carta perchè trovava utile portare con sè un tipo di valuta che nessuno era disposto ad accettare.
Douglas Adams - Addio, e grazie per tutto il pesce.
postato da: cidindon alle ore 15:35 | Permalink | commenti
venerdì, 14 ottobre 2005
EPHRAIM GURSKY 
 
Più volte condannato; rinchiuso a Cldbath Fields, a Newgate; e infine, il 19 ottobre 1835, deportato nella Terra di Van Diemen.
 
Moses avrebbe potuto recitare a memoria il resto dell'annuario voce per voce. Si versò un altro caffè, rinforzato giusto da uno spruzzo di cognac.
Cognac Greysac. Cognac Gursky.
Scivolando in camera da letto, alzo il bicchiere verso il ritratto di suo padre appeso alla parete: L.B. Berger di profilo che medita sui misteri del cosmo, sopportandone il peso. Moses distolse lo sguardo, ma l'immagine di L.B. che lo affrontava al tavolo della cucina gli si parò dinnanzi ancora una volta. "Ho una notizia per te" diceva. "Non sono stato io a fare di te un alcoolizzato, meritavo di meglio".
Se suo padre non lo avesse portato a quella festa di compleanno dai Gursky quando lui aveva solo undici anni forse. Moses non sarebbe mai stato affascinato da Salomon . Il leggendario Salomon. La sua roina. Il suo sprone. Al contrario avrebbe potuto avere una vita tutta sua.
 
 
Tratto da: "Salomon Gursky è stato qui" di Mordecai Richler
postato da: Nykyo alle ore 13:07 | Permalink | commenti
giovedì, 13 ottobre 2005
" Mio Dio ", pensava Alex, camminandole accanto. Si sentiva più alto di svariati centimetri, camminava accanto a lei e pensava: " Ma questa non è una ragazza, è un intero disco di Battisti ".


( Jack Frusciate è uscito dal gruppo - Enrico Brizzi )
postato da: Trinity1979 alle ore 22:57 | Permalink | commenti
giovedì, 13 ottobre 2005

Trilla, Campanellino
regala polverina
ai bravi bambini inglesi
che aspettan di dormire
in pigiama, con la pipa
falli tossire, starnutire.

Ballate - Stefano Benni

postato da: cofano alle ore 22:14 | Permalink | commenti
giovedì, 13 ottobre 2005

Allora mi porta in cucina, mi prende in braccio e piazza un imbuto dentro il tubo di scarico del lavandino.

<< Sta a sentì pure tu quello che dicono>>, mi fa. <<Sta a sentì pure tu, stella; che se no dicono che tua zia è ‘na matta>>.

E quando appoggio l’orecchio sento qualcosa come un enorme stomaco gorgogliare, un mare sotterraneo. La voce dell’abisso, forse. Ma niente che somigli a una voce umana.

<<Allora, che stanno a dì?>>

<<Dicono che oggi ti vogliono bene, zia>>

<<Non ci credo>>, fa lei stizzita e per non sentire oltre, per non essere smentita, toglie l’imbuto dal lavandino e mi riappoggia a terra.

<<Come sarebbe a dì che oggi mi vogliono bene?>>, fa, con le braccia incrociate sul petto e il volto imbronciato.

<<Che mi rappresenta ‘sta cosa?>>.

<<Ho sentito la voce della Cipicciosa che diceva:”Da oggi dobbiamo cominciare a volergli bene a Marcella perché in fondo non c’ha fatto niente”>>.

<<E che ne sai tu che mentre lo diceva non stava facendo l’occhietto a caccino?>>, si agita lei.

<<No, non c’aveva la voce di una che fa l’occhietto, zia>>.

<<E che voce c’aveva?Con chi parlava?>>

<<Con la Zitellona>>.

<<E che diceva quell’altra puttana?>>.

<<Diceva che aveva ragione, che se ci pensava bene, anche a lei alla tu non gli avevi fatto niente…>>.

<<Ma se j’ho fatto cadè la bicicletta nòva dentro ‘na pozzanghera proprio stamattina…>>.

<<Boh, zia. Forse non l’ha capito che sei stata tu. Forse ha pensato che è stato il vento…>>.

L'ULTIMO DIO

by EMIDIO CLEMENTI

postato da: Kismat alle ore 18:31 | Permalink | commenti (1)
sabato, 08 ottobre 2005

"E secondo te che cosa dovrei dirgli io?"
"Digli che lo chiamerò."
"Quando?"
"Vedrò." Altro silenzio. L'urlo lacerante di un falco nel cielo. Una jeep sfreccia rumorosamente. Una jeep senza portiere e finestrini, solo il vento sulla faccia e gli occhi sbarrati del guidatore. "Sei sempre lì?" chiede lui al telefono.
"E dove dovrei essere?" dice lei.
"Non so."

Sam Shepard, "Da qui a Coalinga", da "Il Grande Sogno"

postato da: SuperPixie alle ore 15:38 | Permalink | commenti
venerdì, 07 ottobre 2005

- E comunque - aggiunsi, con un'improvvisa intuizione, - maestro Raffaello arriva questo pomeriggio per lavorare al vostro ritratto. Dovete presentarvi con la mente sgombera dalle preoccupazioni. Dimenticate quel monaco forsennato per un po'.

Al nome di Raffaello, la collera scomparve dagli occhi di Leone, che si fecero trasognati, colmi di cocente struggimento.

- Sì, maestro Raffaello... - mormorò.

David Madsen, Memorie di un nano gnostico, Meridiano Zero

postato da: cielinesodo alle ore 23:10 | Permalink | commenti
giovedì, 06 ottobre 2005
Mentre sperava, vedeva passare il tempo e si sentiva prendere da un senso di avvilimento dal quale tentò di liberarsi cercando di accontentarsi di quello che aveva. Siccome gli esseri umani hanno bisogno di attaccarsi a qualcosa che, per quanto futile, dia un senso alla vita, per non lasciarsi andare si dette al caffè, alle sigarette e alla raccolta di biglietti di banca nuovi.

Vicolo del mortaio - Nagib Mahfuz
postato da: ChicaVQ alle ore 16:03 | Permalink | commenti (1)
martedì, 04 ottobre 2005

L'idea che s'era fatto Case della dinamica dei traffici condotti per strada era che né il compratore, né il venditore, in effetti, avevano bisogno di lui. Il lavoro del mediatore consiste, essenzialmente, nel fare di sè un male necessario.

William Gibson, Neuromante

postato da: Amhran alle ore 11:56 | Permalink | commenti (3)
lunedì, 03 ottobre 2005

Io, quando avevo quindici anni, sognavo una fidanzata bionda e tettona. Sognavo di andare da mio nonno:" Nonno, questa è Sabrina, la mia fidanzata bionda e tettona."

Poi,lo portavano via in ambulanza.

Ho avuto dieci ragazze.

Sette more, una rossa, due bionde.

La combinazione bionda-tettona solo una volta.

Chiara.

Quarta tendente quinta. Uno spettacolo.

Non l'ho mai presentata a mio nonno.

COSMO BLUES HOTEL

by STEFANO LOREFICE

postato da: Kismat alle ore 16:36 | Permalink | commenti (1)
domenica, 02 ottobre 2005
"Il povero Mario continuava a giustificarsi, ribadendo che la valigia non era chiusa; alla fine, si ritrovò in mano un sacchetto trasparente che conteneva una cassetta audio dei Beatles e una corda di violino"...

Le parole sognate dai pesci - Davide Van De Sfroos
postato da: crazymary78 alle ore 03:09 | Permalink | commenti (1)