giovedì, 29 settembre 2005

Orgone: Marianna!
Marianna: Papà?
Orgone: Vieni qui, ho da parlarti in segreto.
Marianna: Cosa cercate?
Orgone (guarda verso il salotto): Niente, guardavo se c'è di là qualcuno ad ascoltare, perchè quello stanzino pare fatto apposta per sorprenderci... Bene, eccoci qui. Marianna io ho sempre riconosciuto in te un carattere dolce e sottomesso, e tu mi sei sempre stata carissima.
Marianna: E io sono commossa per questa predilezione, papà.
Orgone: Ben detto, figlia mia! E per meritarla, tu non devi avere altro pensiero fuorchè quello di accontentarmi.
Marianna: E' per me la più grande ambizione.
Orgone: Ben detto. Che ne diresti tu di Tartufo, il nostro ospite?
Marianna: Io?
Orgone: Tu: pensa bene alla risposta.
Marianna: Eh! Ne dirò tutto quello che vorrete.
Il Tartufo - Molière
martedì, 27 settembre 2005
Ford e Arthur ne approfittarono per saltarci sopra, e appena l'ebbero fatto il sole scomparve e furono proiettati in un nulla allucinante, dal quale riemersero non molto tempo dopo. Con loro sorpresa, videro che si trovavano nel campo da gioco del Lord's Cricket Ground a St.John's Wood, Londra.
Ci si stava avvicinando al finale dell'ultima partita di campionato dell'Australian Series dell'anno 198..., e all'Inghilterra mancavano soltanto ventotto corse per vincere.
Douglas Adams "La vita, l'universo e tutto quanto".
lunedì, 26 settembre 2005
Sono ancora vagamente ossessionato dall’osservazione fatta dal nostro autostoppista di non essere mai salito su una decappottabile. Ecco qua un povero farlocco immerso in un mondo di decappottabili che gli sfrecciano accanto dalla mattina alla sera sulle autostrade, e lui non ci è mai nemmeno salito sopra. Questa cosa mi faceva sentire come re Faruk. Ero tentato di indirizzare il mio avvocato verso il più vicino aeroporto e concordare una specie di contratto de facto con il quale noi avremmo semplicemente dato la macchina a quello sfortunato bastardo. Dirgli soltanto: “Ecco, firma questo e la macchina è tua.” Consegnargli le chiavi e poi usare la carta di credito per filare in aereo in un posto tipo Miami, dove noleggiare un’altra immensa decappottabile rosso fuoco per una corsa fradicia di droghe attraverso le acque fino al capolinea di Key West… E lì barattare la macchina con una barca. Sempre in movimento.
Ma questa fissa balorda passò in fretta. Non era il caso di far finire al fresco un ragazzo indifeso – e, d’altra parte, avevo dei progetti per quella macchina. Con quella rotta in culo mi aspettavo di sfrecciarci per Las Vegas. Magari farci un po’ di serio drag-racing sullo Strip: inchiodare a quel grande semaforo di fronte al Flamingo e cominciare a gridare nel traffico:
“Bene, banda di rammolliti merdosi! Finocchi! Quando questo cazzo di semaforo diventerà verde, io pigerò l’acceleratore a tavoletta e vi farò finire tutti quanti fuori strada, vagabondi smidollati!”
Sì. Sfidare i bastardi sul loro terreno. Piombare sgommando sulle strisce pedonali, derapare e impennarsi con una bottiglia di rum in mano e il clacson sparato che copre la musica… occhi vitrei follemente dilatati dietro piccole lenti nere da gangster bordate d’oro, gridando frasi inarticolate… un autentico ubriaco pericoloso, trasudante etere e psicosi terminale. Far salire i giri del motore fino a un terribile acutissimo lamento tambureggiante, lo scattare del verde…
Quante volte si presenta un’occasione simile? Strapazzare i bastardi fino a scuotergli la milza. I vecchi elefanti si trascinano in cima alle colline per morire: i vecchi americani vanno in autostrada e guidano a morte sui loro macchinoni.
Hunter S. Thompson – Paura e disgusto a Las Vegas
mercoledì, 21 settembre 2005
[...] Se voi dite ai grandi:"
Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre e dei colombi sul tetto ", loro non arrivano a immaginarsela. Bisogna dire:"
Ho visto una casa da centomila lire ", e allora esclamano:"
Come è bella ".
( Il Piccolo Principe - Antoine De Saint - Exupéry )
mercoledì, 21 settembre 2005
se potrò scordare di te, si dovrà scordare di me, la mano che scrive le lettere, la destra del martello e del palmo di fionda.
se potrò scordare di te, s'attaccherà la lingua alla sella del palato, la lingua dei fischi alla notte e dei baci alla pelle leccata come una capra il sale.
s'attacchi lingua a mascella se non ti salirò in cima all'allegria.
[erri de luca - opera sull'acqua]
martedì, 20 settembre 2005
Da mia madre e da mia nonna avevo imparato che in quel mondo era importante cercare di mantenere uno stile di vita parco e rispettoso dei limiti del proprio corpo, dove- affidandosi alla natura- si trova sempre il modo per barcamenarsi, dove tirare la cinghia o spassarsela a seconda del periodo, ma soprattutto dove trascorrere momenti a misura d'uomo.
ARCOBALENO
by BANANA YOSHIMOTO
martedì, 20 settembre 2005
Una voce che pronuncia la verità è una forza più grande delle flotte e delle armate, dando tempo al tempo; molto, molto tempo [...].
Ursula Le Guin, La mano sinistra delle tenebre
sabato, 17 settembre 2005
Poteva tollerare in Mario l'intricata chiomache superava con diramazioni proletarie il taglio dei Beatles,i blue-jeans infettida macchie d'olio colatedall'ingranaggio della bicicletta,la giacca scolorita da contadino,la sua abitudine di frugarsi il naso con il mignolo, ma il sangue gli ribolliva quando lo vedeva arrivare senza berretto. Dimodochè, quado il postino avanzòmacilento fino al tavolo dove si smistava la corrispondenza rivolgendovi un esangue "buongiorno", lo frenò infilandogli un dito nel bavero, lo condusse fino all'attaccapanni da cui pendeva il copricapo, glielo calzò fino alle sopracciglia, e solo allora lo incitò a ripetere il saluto.
"Buongiorno capo".
"Buongiorno", ruggì.
"Ci sono lettere per il poeta?".
da Il Postino di Neruda, di Antonio Skarmeta
venerdì, 16 settembre 2005
Orsigna, 14 settembre 2001
Il mondo non è più quello che conoscevamo, le nostre vite sono definitivamente cambiate. Forse questa è l'occasione per pensare diversamente da come abbiamo fatto finora, l'occasione per reinventarci il futuro e non rifare il cammino che ci ha portato all'oggi e potrebbe domani portarci al nulla. Mai come ora la sopravvivenza dell'umanità è stata in gioco.
Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra
mercoledì, 14 settembre 2005
Si raggrupparono alla rinfusa intorno alla consolle centrale,
si sedettero e, sentendosi terribilmente sciocchi,
fecero catena con le mani.
Zaphod spense la luce con la sua terza mano.
Le tenebre attanagliarono la nave.
Fuori, il rombo fragoroso dei cannoni Crepagenici continuava
ad abbattersi sul campo di forza.
Douglas Adams "Ristorante al termine dell'Universo"
martedì, 13 settembre 2005
Porta aprì gli occhi. L'uscio si stava aprendo, piano piano; trattenne il fiato.
Dei passi, felpati sul selciato. Magari non si accorge di me, pensò. Magari se ne va. E poi pensò, disperata, Ho fame.
I passi esitarono. Era ben nascosta, ne era certa, sotto un mucchio di giornali e di stracci. Ed era possibile che l'intruso non volesse farle del male. Potrà sentire il mio cuore che batte forte? Poi i passi si avvicinarono, e lei sapeva cosa doveva fare, anche se aveva paura.
Neil Gaiman, Nessun Dove
martedì, 13 settembre 2005
L' universale uscir fuori di sè delle cose si esprime senza un suono; qui c'è un orgia silenziosa.
Si direbbe che una luce sempre crescente faccia scintillare più e più oggetti,
che i fiori inebrianti ardano dal desiderio di rivaleggiare con l' azzurro del cielo nella forza dei loro colori
e che il calore rendendo corposi i profumi li faccia ascendere verso il sole come fiumi.
Eppure, in questo universale godimento, ho visto un essere angosciato...
Baudelaire - Le Spleen de Paris
lunedì, 12 settembre 2005
"E io ho letto da qualche parte che Cristo ha trasformato l'acqua in vino, e non permetterò a nessuno di dire che non l'ha fatto per sbronzarsi in un pomeriggio caldo."
"Probabilmente hai ragione. Che altro c'era da fare in Galilea?"
"Che altro c'è da fare quando l'alcol finisce e ti stai rompendo le palle? Ne ordiniamo un altro?"
Andrew Masterson, Gli ultimi giorni
lunedì, 12 settembre 2005
- Mi ha pizzicato il derrière -. (Harriet era fatta così: in qualsiasi momento ti avrebbe potuto dire "fanculo" o "merda", ma quando si trattava di "culo" allora diventava "derrière" o al massimo "sedere").
Risi. - Ma quella non era una proposta, era un complimento. Tutti gli italiani fanno così. Io ti ho pizzicato il culo migliaia di volte. E' per gioco.
- Non lo voglio tra i piedi, - ruggì, col petto che le si gonfiava. - Quel lurido vecchio mandrillo con quei suoi occhietti neri da dago* che mi danno i brividi. Non intendo ospitarlo, te lo dico una volta per tutte...
* Termine gergale americano usato per indicare un soggetto di origine italiana.
John Fante - La confraternita dell'uva
lunedì, 12 settembre 2005
Io da bambino sapevo che c'era questa piazza famosa in tutto il mondo e che era il cuore di Milano che era il cuore della Lombardia. Ci siamo arrivati in metropolitana e per tutto il tragitto pensavo come sarà, questa piazza Duomo. Era dicembre, aveva appena nevicato e faceva freddo. Un freddo pungente. Un freddo immediatamente svanito di fronte a uno degli spettacoli più belli che avessi visto in vita mia.
Nella mia vita, nel 1974, avevo già visto:
1) i campi innevati della Svizzera
2) mia madre
3) una cosina che mi aveva fatto vedere mia cugina in cantina che da lì a pochi anni avrei capito essere molto importante per la vita umana
4) il parroco di Viggiù ubriaco
5) Bobby Solo (dal vivo)
6) i biscotti Colussi
e un sacco di altre cose, ma nessuna bella come quella.
Che ho visto quella volta.
Che ero in piazza Duomo.
E non c'entrava niente con il Duomo. Ma era dall'altra parte della piazza. Dove in un trionfo di luci al neon una dattilografa di luce batteva a macchina. Come di fronte a un videogioco grande due volte una casa normale.
Una donna gigante di luce.
In una città su una parete di luce.
Decine di pubblicità.
Un bombardamento di colori.
Il Duomo, la chiesa, dall'altra parte, non l'avevo proprio visto.
Aldo Nove: Milano non è Milano
lunedì, 12 settembre 2005
Ma il posacenere vicino al letto era pieno.
Prima era vuoto.
Mi ha guardato dormire per tutto quel tempo? Davvero?
Breat Eston Ellis - Le regole dell' attrazione
sabato, 10 settembre 2005
Nostra Madre viene a prenderci. Sorride, dice:
-Da domani sarete nella stessa classe.
A casa nostro Padre dice soltanto:
-Simulatori!
TRILOGIA DELLA CITTA' DI K - Agota Kristof
venerdì, 09 settembre 2005
I gatti non sono dei sentimentali.
Giovannino Guareschi, La favola di Natale
venerdì, 09 settembre 2005
A suo sfavore si può solo dire che gli piacevano molto i fiammiferi; gli piaceva accenderli e guardarli bruciare, finche il fuoco non gli arrivava vicino alle dita. Qualche volta si scottava o rischiando di scottarsi li doveva gettare; in genere non succedeva niente, tranne quando si trovava in mezzo alle foglie e agli alberi, o vicino allo zolfo, o vicino alle fascine o al serbatoio della benzina agricola per i trattori; oppure in luoghi saturi di gas per una perdita. Ma questa non è piromania, perchè il piromane anela al fuoco e lo cerca, con qualunque mezzo; il fuoco nel piromaniaco non è mai accidentale o frutto di leggerezza o di leggera stupidità.
Vite brevi di idioti - Ermanno Cavazzoni
giovedì, 08 settembre 2005
... E le piacevo. Le piacevo. Le piacevo. Le piacevo. O per lo meno così sembrava. Sembrava che le piacevo. Eccetera, eccetera. Non ho mai avuto le idee del tutto chiare circa quello che di me piace alle donne, ma so che la passione aiuta (anch'io so bene come sia difficile resistere a qualcuno che ti trova irresistibile) e io ero certamente appassionato: cercavo di non erssere importuno e di non abusare dell'ospitalità, almeno finchè c'era un'ospitalità di cui abusare, ma ero gentile e sincero e premuroso e devoto e mi ricordavo delle cose che la riguardavano e le dicevo che era bellissima e le portavo dei piccoli doni che in genere si riferivano a qualche nostra precedente conversazione.
Alta fedeltà - Nick hornby
mercoledì, 07 settembre 2005
Andammo alla Fiera mondiale di New York, vedemmo ciò che era stato il passato stando alla Ford Motor Car Company e a Walt Disney, vedemmo come sarebbe stato il futuro stando alla General Motors.
E io mi domandai, riguardo al presente, quanto vasto esso fosse, quanto profondo fosse, quanto fosse mio.
Kurt Vonnegut, jr. Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini
martedì, 06 settembre 2005
Langdon ubbidì, teso. Non era solito ricevere telefonate misteriose nè prendere appuntamenti con persone sconosciute. Non sapendo cosa aspettarsi, aveva scelto di vestirsi come quando andava a lezione: pantaloni beige, dolcevita e giacca di Harris tweed. Ripensò al fax che aveva nella tasca della giacca ed ebbe di nuovo un moto di sgomento: non riusciva a capacitarsi di quell' immagine.
Angeli e Demoni - Dan Brown
martedì, 06 settembre 2005
Visto che passo i giorni lavorativi a studiare mode, molte delle quali sono francamente disgustose, ho l'impressione che sia mio dovere, dopo il lavoro, incoraggiare quelle che mi piacerebbe veder attecchire, come la segnalazione di cambio di corsia e il cheesecake al cioccolato. E la lettura.
Connie Willis, Il fattore invisibile
lunedì, 05 settembre 2005
<< Posso azzardarmi, mio egregio signore, a iniziare con voi una conversazione? Nonostante il vostro aspetto dimesso la mia esperienza ravvisa in voi l'uomo istruito e non avvezzo a bere. Ho sempre apprezzato l'istruzione unita ai sentimenti del cuore e sono inoltre consigliere onorario. Marmelàdov... eccovi il mio nome, consigliere onorario. M'è lecito chiedervi se siete in servizio?>>
<<No, studio...>> rispose il giovane, stupito dal tono oratorio del discorso e anche da quel modo di interpellarlo così, a bruciapelo.
Fedor Dostoevskij - Delitto e Castigo
lunedì, 05 settembre 2005
Guardando la precisione con cui aveva riempito i contenitori, diviso accuratamente i libri a seconda della misura e li aveva legati con lo spago, e come aveva accatastato ordinatamente i mobili, la vera tristezza di Hiroshi e il suo silenzioso affetto per il nonno mi arrivarono dritti al cuore, e non potei trattenere le lacrime.
Honeymoon, Banana Yoshimoto
giovedì, 01 settembre 2005
...C'è tempo per questo. Entra nei minors, vai avanti fino alla grande occasione, lancia nei Campionati mondiali, arriva fino alla Hall of Fame. Allora ti potrai rilassare e fare domande, chiedere che faccia ha Dio, e perché nascono bambini handicappati, e chi ha fatto la fame e la morte.
Intravidi, atteaverso la neve che sussurrava, le casette sulla Arapahoe. Conoscevo ogni abitante di quelle case, ogni cane e gatto del quartiere. Davvero, conoscevo quasi ognuno dei diecimila abitanti di Roper, e un giorno sarebbero morti tutti. Quello era anche il destino degli abitanti della casa in fondo alla strada, di legno, con il portico piegato, la vernice scrostata, e il tetto sghembo, casa del muratore Peter Molise, dove l'unica muratura era quella del camino, e cascava a pezzi pure quella...
John Fante - Un anno terribile