martedì, 30 agosto 2005
Stò vivendo la vita che amo, mi dico, e amando la vita che vivo. Mi dico: me lo merito. Questo è esattamente ciò che volevo. -Invisible Monsters -Chuck Palahniuk
postato da: PleiadiElisewin alle ore 22:20 | Permalink | commenti
giovedì, 25 agosto 2005


… «Chi è questo cliente?»
     Faccia e voce di Spade tornarono tranquille ora. Nella voce tuttavia risuonò un tono di rimprovero. «Sai che non posso dirlo prima di averne discusso con il cliente stesso.»
     «O lo dici a me o al giudice. In tribunale», disse Dundy, prendendo fuoco. «È un caso d’omicidio, non dimenticarlo.»
     «Sarà. Ma neanche tu devi dimenticare una cosa, anima mia. Se mi va, accidenti, lo dico sennò no. Ne è passato di tempo dall’ultimo pianto che mi son fatto perché non riesco simpatico ai poliziotti.»
     Dal divano Tom si trasferì sul bordo del letto, dalla parte dei piedi. Sulla faccia malrasata e sporca di terra c’erano stanchezza e solchi.
     «Sii ragionevole, Sam», pregò. «Dacci una mano. Cosa possiamo scoprire su questa morte di Miles se non ci dici quello che sai?»
     Spade rispose: «Non dovete stare a spremervi. I miei morti me li seppellisco da me.»…

Dashiell Hammett - Il falco maltese
postato da: bhikkhu alle ore 16:12 | Permalink | commenti
martedì, 16 agosto 2005

La stanza era più piccola della mia, senza moquette, con le pareti spoglie, un letto, un tavolo, un lavandino. Si tolse il soprabito. Sotto, aveva un abito di tessuto stampato blu. Era a gambe nude. Si tolse anche il foulard. I capelli erano scuri, alla radice; non era una bionda autentica. Aveva il naso leggermente storto. Bandini sul letto; ci si era sistemato con l'aria disinvolta di chi è pratico di situazioni del genere.
Bandini: - Niente male, questo posticino.
Dio mio, devo andarmene da qui, è terribile.

John Fante: Chiedi alla polvere

postato da: sidgi alle ore 14:44 | Permalink | commenti (3)
domenica, 14 agosto 2005

"Intervenne un capitano inglese ubriaco:
-Moi aussi, monsieur le colonel, je vous ai connu au bordel de Verona.
Squilloni rideva, godeva da studente o marinaio l'allegria del bordello, scalo di tutti i cuori naviganti in guerra. Comprensione e cordialità assoluta di popoli e sessi alleati. "

Filippo Tommaso Marinetti - L'alcova d'acciaio

postato da: northfromhere alle ore 23:57 | Permalink | commenti
giovedì, 11 agosto 2005
Ecco come si esprime l’Enciclopedia Galattica sull’alcol. Dice che l’alcol è un liquido volatile incolore originato dalla fermentazione di zuccheri, e fa notare anche che ha effetti intossicanti su certe forme di vita a base di carbonio.
            Anche la Guida galattica per gli autostoppisti nomina l’alcol. Dice che la miglior bevanda alcolica che esiste è il Gotto Esplosivo Pangalattico.
            Dice che quando si beve un Gotto Esplosivo Pangalattico si ha l’impressione che il cervello venga spappolato da una fetta di limone legata intorno a un grosso mattone d’oro.
            La Guida dice anche quali sono i pianeti su cui servono i migliori Gotti Esplosivi Pangalattici, quanto costano l’uno e quali sono le organizzazioni volontarie che possono aiutare il bevitore a disintossicarsi.
La Guida insegna perfino come ci si può preparare da soli il Gotto.
            Prendete una bottiglia di Liquore Janx, dice. Riempitevi un bicchiere.
            Poi versateci una dose d’acqua dei mari di Santraginus V. Ah, quell’acqua di mare santraginese!, dice la Guida. Ah, quei pesci santraginesi!!!
            Fare sciogliere tre cubi di Mega – gin di Arturo nella mistura (che dev’essere opportunamente ghiacciata, altrimenti l’alcol va perso).
Aggiungetevi quattro litri di gas delle paludi falliane, in ricordo di tutti quei felici autostoppisti che sono morti di piacere nelle Paludi di Fallia.
            Sul retro di un cucchiaio d’argento fate galleggiare una dose di estratto d’Ipermenta Qualattina, dall’odore e dal sapore dolci, pungenti, mistici.
            Aggiungete il dente di una Tigre del Sole Algoliana. Osservatelo dissolversi e diffondere il fuoco dei soli di Algol nel cuore della bevanda.
            Spruzzate un po’di Zanfuor.
            Aggiungete un’oliva.

            Bevete… ma… con molta attenzione…

( Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti)

postato da: Sam80 alle ore 13:50 | Permalink | commenti
giovedì, 11 agosto 2005

"Di gente ne arrivò davvero tanta.
Decine di persone scendevano da quel trenino che sbuffava vapore e non portava da nessuna parte, se non alla speranza.
Sulle labbra di molti affiorò la parola "santo", subito ricacciata in gola. Agennore, infatti, aveva una malattia che proprio non si addiceva a un santo."

L. BECCATI - IL SANTO CHE ANNUSAVA I TRENI

 

postato da: unamela alle ore 00:06 | Permalink | commenti
mercoledì, 10 agosto 2005

"A software process is a set of activities, together with ordering constraints among them, such that if the activities are performed properly and in accordance with the ordering constraints, the desired result is produced. The desired result is, as stated earlier, high-quality software at low cost."

Pankaj Jalote - An integrated approach to software engineering

postato da: northfromhere alle ore 22:23 | Permalink | commenti
mercoledì, 10 agosto 2005

"Il water è stato rotto per poter bere quando si preme il pulsante dello sciacquone. Vuol dire che ci danno poca acqua" comunicai al tedesco. Poi gli domandai: "hai visto scritte sul muro?".
"No, perchè?".
"Il mozzicone nascosto. Chi è stato qui lo ha lasciato perchè ognuno che passa lasci un messaggio. Chi ce la fa, poi li trasmette. Sei mai stato in galera?".
"No".
"Si vede".

Massimo Carlotto: Il fuggiasco

postato da: sidgi alle ore 13:22 | Permalink | commenti
lunedì, 01 agosto 2005
E Ingrid non aveva certamente l'aria di una donna alle soglie della cinquantina. La bellezza, bionda e snella, rimaneva, solo un pò appesantita dagli anni. Gli occhi erano meno vivi, ma Ingrid era una bella donna, senza dubbio. Una donna che bella sarebbe rimasta per molto tempo ancora. Conservava l'aria incrollabile di sempre. Bionda, tranquilla, belllissima. Mia moglie, la figlia di Edward, la madre di Martyn e Sally.

Josephine Hart: Il danno

postato da: sidgi alle ore 12:32 | Permalink | commenti