lunedì, 30 maggio 2005

Torre Astura era un guanto di sfida emerso dal mare. I proiettori infiammavano del colore della vergogna il tor­rione centrale e i parapetti merlati, foderavano di damasco rosa le muraglie e di luce ambrata i cammini di ronda, sfu­mavano nella doppia fila di fiaccole crepitanti sul ponte nei loro torcieri. La corte interna e la spiaggia brulicavano d'invitati, ma il ricevimento si estendeva all'intero perime­tro esterno del castello, fra i resti di un'antica peschiera e nel porticciolo, dove una coppia aveva ceduto alla tenta­zione di un tuffo notturno e stava ingaggiando una batta­glia di schizzi e battute in tedesco.
Con i colleghi abbiamo preso di mira il ponte medieva­le. Fendevamo la folla affiancati per evitare di perderci. Degli sconosciuti mi hanno scrutato con insolente benevo­lenza, tanto da costringermi a verificare la chiusura lampo dei pantaloni e a domandare a Caruso se avessi qualche macchia d'unto sul volto. Era tutto regolare tranne l'eter­no dubbio di averli già visti chissà dove e quando.

L'incosciente

Diego Cugia

postato da: Rail alle ore 14:49 | Permalink | commenti (3)
lunedì, 30 maggio 2005

"Un cuore non sceglie mica. Si finisce sempre per amare. E io ne sono la prova."

Si abbandonò, per stanchezza, sul materasso trapunto, e appoggiò la nuca su un freddo cuscinetto di stuoia bianca. [..] Poichè non rispondevo, Charlotte girò il viso verso di me, senza alzare la testa.

"Non so se lei può capirmi...."

"La capisco benissimo"[..]"Signora Charlotte," soggiunsi con involontario calore " è probabile che la capisca meglio di chiunque altro"

Ella mi compensò con un sorriso, tutto trattenuto nel suo sguardo:

"Non è poco, quello che mi dice.Com'è bello conoscersi appena! Stiamo parlando di cose che tra amiche non ci si confida mai. Tra amiche - ammesso che se ne abbiano - non si ha mai il coraggio di ammettere di che cosa si sente veramente la mancanza..."

"Mi dica, signora Charlotte, quello che le manca 'veramente'... lo cerca lei?"

Sorrise, la testa rovesciata all'indietro [..].

"Non sono così ingenua, signora, e nemmeno così libertina. Se qualcosa mi manca ne faccio a meno, ecco tutto, non è davvero un merito, proprio no..... Ma di una cosa che si conosce bene perchè la si è avuta, non si è mai del tutto privi."

COLETTE - il puro e l'impuro - adelphi - 1932

postato da: nelsamsara alle ore 00:11 | Permalink | commenti
domenica, 29 maggio 2005
"Questo lo so perchè lo sa Tyler"

Fight Club - Chuck Palahniuk
postato da: Nessuno75 alle ore 12:59 | Permalink | commenti (3)
sabato, 28 maggio 2005

"E poi avrei tante altre storielle sul mio piccolo", aggiunse la vecchia, frugando in una sporta tra cardi e grissini, 2anzi gliele sottopongo: le ho raccolte in un manoscritto, io non so scrivere a macchina, è un testo breve, saran trecento pagine, si chiama la mia vita con Fantomas."

"Guardi che io non sono del settore", mentì Ulisse, "è che mi sono addormentato in autobus e...."

La vecchia estrasse dalla borsetta un ferro da calza e glielo puntò alla gola.

"Guarda che non mi inganni bello, lo sò che fai il lettore editoriale, scirivi su una rivista e hai anche pubblicato un libro del cazzo."

Achille Piè veloce -Stefano Benni-

postato da: PleiadiElisewin alle ore 16:12 | Permalink | commenti
mercoledì, 25 maggio 2005
Un solo istante d'amore è più che un'eternità.

(Osho - Con te e senza di te)

postato da: crazymary78 alle ore 16:44 | Permalink | commenti (1)
martedì, 17 maggio 2005

Coco continuava a guardare dietro di sè e a voltarsi a destra e a sinistra per osservare il ristorante  e gli altri clienti. Ettrich avrebbe potuto dirle che non era esattamente il comportamento migliore per un posto elegante come quello se non voleva fare la figura della sempliciotta, ma lo trovava affascinante.
Era abituato a donne talmente compite che avrebbero accolto il Secondo Avvento senza battere ciglio.
Coco prese dal piatto la losanghina di pane con la testa di sardina e il tarassaco, la scrutò e arricciò il naso. "Non mi piace il pesce. E' lo stesso se non la mangio?"
"Certo" rispose Ettrich posando anche la sua nel piatto in segno di solidarietà.

"Mele Bianche" - Jonathan Carroll

postato da: cidindon alle ore 13:40 | Permalink |