sabato, 30 aprile 2005
"Non vi sono neanche sedie nella stanza. L'uomo deve aver portato le lenzuola e poi, una ad una, una porta via l'altra, deve aver chiuso le stanze della casa. Questa camera dà sul mare e sulla spiaggia. Non vi è giardino. Ha lasciato al suo posto il lampadario dalla luce gialla. Non deve sapere con chiarezza il perchè di ciò che ha fatto con le lenzuola, le porte, la luce. Lei dorme. Lui non la conosce. Guarda il suo sonno, le mani aperte, il volto ancora estraneo, i seni, la bellezza, gli occhi chiusi. Se avesse lasciato aperte le porte delle altre camere, lei sarebbe certamente andata a vedere. Deve essersi detto proprio questo. Lui guarda le gambe rilassate, levigate come le braccia, come i seni. Anche il respiro è così, leggero, lungo. E sotto la pelle delle tempie, calmo, il flusso del sangue che pulsa, rallentato dal sonno. Al di là della luce gialla che cade dal lampadario centrale, la stanza è buia, rotonda, si direbbe, impenetrabilmente chiusa intorno al corpo.
E' una donna. Dorme. Ha l'aria di farlo. Chissà. L'aria di essersi dileguata, tutta intera, nel sonno, con gli occhi, le mani, la mente...."
MARGHERITE DURAS - occhi blu capelli neri -
periodo dedicato alla lettura erotica
martedì, 26 aprile 2005
Rosario non l'ha mai detto a nessuno quello che ha visto quella sera poco lontano dal campetto. Forse Casaluce dalla macchina si era accorto di lui, e si era pure divertito. Teneva la testa di Venturino con tutt'e due le mani. Venturino faceva un lamento debole, chiedeva di respirare. E quello niente, lo lasciava quando diceva lui. Venturino allora pareva mezzo morto, era stravolto in faccia, gli occhi stremati di fatica. Continuava a succhiare a vuoto per acchiappare aria. Nemmeno ora Casaluce gli lasciava la testa.
Diego De Silva - Certi Bambini
martedì, 26 aprile 2005
"Ha una certa aria da spogliarellista dilettante e un'ancheggiatura felina da top model appena importata da giungle piene di alberi.Un giorno abbiamo digitato un tot di numeri di Santo Domingo e Nassau Bahamas..Voci porco-sensuali dal gemito facile raccontavano storie perverse di orgette mielose tra amichette lasciate sole e giardinieri dalla libido iper sviluppata e l'attrezzatura fallica pronta all'uso."
FLUO Isabella Santacroce
grazie ad A.per la pazienza.
domenica, 24 aprile 2005
Più tardi si fece un paio di chilometri a piedi fino alla piccola stazione di servizio che ricordava di aver visto la sera prima e che aveva anche un piccolo alimentari. Comprò latte, formaggio, pane e pomodori. Quel pomeriggio, prima che arrivasse l'ora del ritorno a casa, lasciò i soldi dell'affitto in contanti sul tavolo di cucina e tornò in camera sua. Più tardi, quella sera, prima di andare a letto, aprì il suo taccuino e su una pagina bianca scrisse: Nulla.
Se hai bisogno, chiama (Racconti inediti) - Raymond Carver
mercoledì, 20 aprile 2005
“Scusi, guardi che quello è il mio posto!”
“Please?”
“Settimo, lascia stare…”
“Non lascio stare, ehi lei, please, quello è il mio posto!”
“In English, please!”
“No, in Italian, please, visto che siamo in Italia!”
“Settimo…”
“No, Anna, è una questione di principio, ci siamo alzati all’alba per venire qua e io ho prenotato un posto accanto al finestrino, quindi voglio stare vicino al finestrino!”
Dando fondo alle residue riserve di pazienza, Anna interloquisce in lingua madre con lo straniero, il quale se ne sta abbarbicato al suo posto accanto al finestrino e difende la posizione come l’ultimo dei barricaderi. Come unica concessione al nemico, estrae dal taschino il proprio tagliando indicando che il numero e la lettera, ivi impressi, corrispondono esattamente alla poltrona da lui conquistata.
Anna osserva il biglietto e ne confronta i segni con quelli sopra le poltrone, quindi restituisce il tagliando chiedendo scusa in un inglese assai apprezzato dal viaggiatore straniero.
“Siamo nell’altra fila, Settimo!”
“Ecco, mi pareva a me, avevo chiesto un posto accanto al finestrino… escusmi, tenkiu.”
L’anno prossimo si sta a casa
Natalino Balasso
martedì, 19 aprile 2005
- Siamo da P. J., - gli ricordo
- Giusto, - dice lui.
- Tu vuoi…sconvolgerti? – domando
- Beh, - farfuglia. – Credo di si.
- Perché non… - Mi fermo, do un’occhiata agli uomini d’affari, poi guardo da un’altra parte, non verso Mitchell.
- Perché non…
Lui continua a fissarmi, in attesa. Tutto è così stupido.
Non dico nulla.
- Perché non…perché non che cosa? – chiede, in un ghigno, facendosi più vicino, labbra increspate, il bianco dei denti, quella fossetta malefica.
- Si dice in giro che tu sia ritardato – gli dico.
Bret Eston Ellis – Le Regole Dell’Attrazione
martedì, 19 aprile 2005
Ciò che sta nel cuore del sobrio è sulla lingua dell'ubriaco. (Plutarco)
Elogio della sbronza consapevole - Remmert e Ragagnin
lunedì, 18 aprile 2005
Chantal – T’amo, perché sei tenero e dolce, tu il più duro e il più severo degli uomini. E la tua dolcezza e la tua tenerezza sono tali, da renderti leggero come un velo di tulle, sottile come un bioccolo di nebbia, aereo come un capriccio.
I tuoi muscoli sodi, le tue braccia, le tue cosce, le tue mani sono più irreali del passaggio dal giorno alla notte. Tu m’avvolgi e io ti contengo.
Ruggero – Chantal, t’amo perché sei dura e severa, tu, la più tenera e la più dolce delle donne. La tua dolcezza e la tua tenerezza son tali, da renderti severa come una lezione, dura come la fame, inflessibile come un ghiacciolo.
I tuoi seni, la tua pelle, i tuoi capelli sono più reali della certezza di mezzogiorno. Tu m’avvolgi e io ti contengo.
Jean Genet – Il Balcone
sabato, 16 aprile 2005
Lo annusiamo quando gira il vento e con le mani sprofondate nelle tasche dei cappotti torniamo al piazzale dove l'auto è parcheggiata, mentre è buio e i lampioni gialli brillano sul parabrezza brinato.
E andando verso la foce quello che a un certo punto gira è proprio l'odore dell'acqua. Prima era una lingua bagnata e fresca, adesso è un tavolaccio che si scrosta. Ma è sempre odore d'acqua.
C'è il sale che fa la differenza. Lo percepiamo. Acqua, ma un'acqua finale, un'acqua che non ha destinazione ulteriore.
Dario Voltolini - Sotto i cieli d'Italia (Delta)
mercoledì, 13 aprile 2005
Non ho mai avuto grandi amici, e i pochi che vi andarono vicino sono a New York. Ossia, morti, perché è dove suppongo che vadano le anime in pena se non hanno digerito la verità della loro vita passata
memoria delle mie puttane tristi – G.G. Márquez
lunedì, 11 aprile 2005
"Insomma, si sprofondò tanto in quelle letture, che passava le notti dalla sera alla mattina, e i giorni dalla mattina alla sera, sempre a leggere; e così, a forza di dormir poco e di legger molto, gli si prosciugò talmente il cervello, che perse la ragione. Gli si riempì la fantasia di tutto quello che leggeva nei suoi libri: incanti, litigi, battaglie, sfide, ferite, dichiarazioni, amori, tempeste e stravaganze impossibili; e si ficcò talmente nella testa che tutto quell'arsenale di sogni e d'invenzioni lette ne'libri fosse verità pura, che secondo lui non c'era nel mondo storia più certa. [...] E così, perso ormai del tutto il cervello, gli venne il pensiero più stavagante che sia mai venuto a un pazzo; cioè gli parve opportuno e necessario..." (continua a pagina 24!!)
(Miguel de Cervantes- Don Chisciotte)
domenica, 10 aprile 2005
Quando ebbe finito, si mise il cappotto e mi si avvicinò senza un sorriso. Sapevo che non mi attendeva niente di buono, ma c'era qualcosa nel suo viso che mi faceva sperare che forse sarebbe andata diversamente. Uscimmo nelle strade sovraffollate di Belfast. I marciapiedi brulicavano di ubricachi e di barboni. C'era anche un sacco di altra gente in giro, ma probabilmente noi due eravamo gli unici sobri. Qualcuno rideva, altri piangevano, schiamazzavano o si facevano arrestare: sembrava di essere nell'occhio di un ciclone. Mary si voltò verso di me, abbassò gli occhi, li rialzò: una meraviglia. Ma non c'era la traccia di un sorriso in quel suo viso serio.
"Senti, non so casa stia succedendo".
(Eureka Street - Robert McLiam Wilson)
sabato, 09 aprile 2005
L'omologazione sincronica da una parte o il rinserramento in microcosmi discronici dall'altra. Scelte non facili e non a tutti i luoghi consentite, poichè la globalizzazione discerne attentamente e seleziona competenze e identità che le sono funzionali, mentre emargina chi non ha carte da giocare.
BONORA, (2004) a cura di, COMCITIES
venerdì, 08 aprile 2005
Sopra la tenda di plastica che copre il portellone scorrevole del vw, una bandiera americana capovolta (che impertinenza) svolazza nel vento di tempesta.
Ross dice spesso: "I microbus come questo sono le pietre miliari del Nuovo Evo Oscuro".
Douglas Coupland - Memoria Polaroid
giovedì, 07 aprile 2005
La ragazza mi sedette accanto, mi abbracciò facendomi sentire i seni, e mi baciò battendomi sui denti con la lingua fredda. Balzai in piedi. Avanti, cervello, lavora, ti prego, cervello adorato, tirami fuori di qui e ti prometto che non ci ricascherò più. D'ora in poi sarò fedele alla chiesa.
A cominciare da oggi la mia vita scorrerà limpida come un ruscello.
John Fante - Chiedi alla polvere
mercoledì, 06 aprile 2005
Perdersi a Roma guida insolita e sentimentale Roberto Carvelli
"In una sera d'inverno, vidi un fanale a Monte Savello, lucente nella nebbia. Era un impensato autobus. Era, quel lume, una grande promessa per una città di sbandati, urlante i suoi affanni, martirizzata dall'infame guerra." -Vincenzo Cardarelli-
"I filobus che ansando i semafori...scendono soffici in una pressione avara, pazzi per mafia o nevrastenia: e svoltano verdi per via Quattro Novembre, nell afa..." -Pier Paolo Pasolini-
lunedì, 04 aprile 2005
E l’arcangelo?
Se lo portò dietro Calamity rannicchiato sul suo ventre? Tornò in cielo o tentò di tornarvi? Divenne, finalmente uomo, un nuovo Idilio Gallo?
Non perda tempo a domandare.
Nessuno saprà risponderle, né a Comayagua, né in nessun altro posto di questo pianeta.
Mi dispiace, signor scrittore, mammifero pennuto: non potrà fare altro che inventarselo.
Suo, (firma illeggibile)
E. Galeano – Las palabras andantes
domenica, 03 aprile 2005
Verrà, nel modo più insolente e cattivo, più casuale e straziante.
Erano i primi giorni dell'ottobre del 1964.
Barbara dice di quel tempo che erano stati "gli anni più felici della sua vita". Tutto finì e pochi attimi segnarono il destino di una persona, di una famiglia e quello di Luca.
Torniamo a Lourenco Marques, in una sera di ottobre appena iniziato. La giornata sarà passata come mille altre. Luca,otto anni da compiere, e Barbara, quasi dieci, avranno corso, giocato, urlato, riso. Forse Luca aveva fatto qualcosa che non doveva, cosa da bambini, cose di ogni giorno. Ma Barbara ricorda con precisione che la sera la madre entrò nella stanza dove lei e Luca dormivano per dare loro il bacio della buonanotte. Lo diede a Barbara ma non a Luca.
"Il disco del mondo - Vita breve di Luca Flores, musicista" -
Walter Veltroni
domenica, 03 aprile 2005
Un investigatore privato che Blakie aveva incaricato del caso, aveva cominciato a pensare di essere stato assunto solo per salvare le apparenze, e che Blakie avesse ben altro in mente invece del ritrovamento del marito scomparso. Cosa che sembrava plausibile anche ai fans di Blake.
Seguivano da vicino il caso, e a quel punto avrebbero creduto qualsiasi cosa riguardo a Blakie, tipo se avessero letto sul giornale che in realtà lei era Neil Armstrong travestito, l'avrebbero preso per vero, con una semplice alzata di spalle.
Le fiches delle puntate contro Blakie cominciavano ad accumularsi in pile sempre più alte.
Lei era la sciacquetta che aveva fatto fare un passo falso alla nostra rock star.
Era la Yoko Ono della scena rock della prima metà degli anni novanta, ed era evidente che la colpa fosse tutta sua.
Gus Van Sant - Pink
venerdì, 01 aprile 2005
Quanti anni avevo quand'ho capito che su quel sentiero buio e solitario l'unica luce possibile era quella che io stessa avrei emanato? Anche se sono stata allevata con amore, mi sono sempre sentita sola.
'Un giorno o l'altro tutti si perderanno nelle tenebre del tempo e scompariranno.'
Ho sempre vissuto con questo pensiero radicato nel mio essere.
Banana Yoshimoto " Kitchen "
venerdì, 01 aprile 2005
Delsa stava leggendo il "Rapporto Lein" su di lui.
C'erano solo loro due. Jerome si domandava che volesse dire "Lein", e infine lo chiese.
- Law enforcement Information Network, - rispose Delsa.
- E io sono nell'elenco ?
- Chiunque abbia commesso un reato.
- E cosa dicono che ho fatto?
- Possesso finalizzato allo spaccio.
- Era solo erba, e non avevo intenzione di venderla. Il giudice non ha voluto credere che era per il mio consumo personale.
- Quanta ne avevi ?
- Duecento chili. Mi sono fatto trenta mesi al penitenziario di Milan.
"Mr.Paradise" - Elmore Leonard.