"Si sfilo le mutande, prese posizione sopra di lei e le tirò giù la vestaglia in modo che il seno fosse in piena luce. Le strinse i capezzoli e cominciò a pizzicarli simultaneamente. Sarah scrutò la sua espressione e cercò di ricordare quando gliel'avesse già vista: aveva la fronte solcata dall'impazienza e dalla concentrazione, un pò come l'altra sera, quando lo aveva osservato armeggiare con le manopole del contrasto e del verticale sul televisore al piano di sotto, nel tentativo di ottenere un quadro decente per il notiziario delle dieci. Aveva impiegato, ricordava Sarah, un paio di minuti, ma meno di metà di quel tempo era trascorsa quando le afferrò i polsi sottili, le puntò le braccia al guanciale, dietro la testa, e la penetrò rapidamente. Lei era asciutta e chiusa, e trovò spiacevole la sensazione. "
-La casa del sonno- Jonathan Coe




