lunedì, 28 marzo 2005

"Si sfilo le mutande, prese posizione sopra di lei e le tirò giù la vestaglia in modo che il seno fosse in piena luce. Le strinse i capezzoli e cominciò a pizzicarli simultaneamente. Sarah scrutò la sua espressione e cercò di ricordare quando gliel'avesse già vista: aveva la fronte solcata dall'impazienza e dalla concentrazione, un pò come l'altra sera, quando lo aveva osservato armeggiare con le manopole del contrasto e del verticale sul televisore al piano di sotto, nel tentativo di ottenere un quadro decente per il notiziario delle dieci. Aveva impiegato, ricordava Sarah, un paio di minuti, ma meno di metà di quel tempo era trascorsa quando le afferrò i  polsi sottili, le puntò le braccia al guanciale, dietro la testa, e la penetrò rapidamente. Lei era asciutta e chiusa, e trovò spiacevole la sensazione. "  

 -La casa del sonno-  Jonathan Coe

postato da: PleiadiElisewin alle ore 15:23 | Permalink | commenti (3)
lunedì, 28 marzo 2005
Il mio soggiorno si trasformò per tutte noi nel regno della libertà più assoluta. Un vero paese delle meraviglie. Sedute intorno al tavolino, coperto di mazzi di fiori, entravamo e uscivamo dai nostri romanzi. Guardandomi indietro, mi stupisco ancora di quanto abbiamo imparato, e senza nemmeno accorgercene. Nabokov lo aveva descritto, quello che ci sarebbe successo: avremmo scoperto come il banale ciottolo della vita quotidiana, se guardato attraverso l'occhio magico della letteratura, possa trasformarsi in pietra preziosa.

Azar Nafisi, "Leggere Lolita a Teheran"
postato da: Latifah alle ore 13:25 | Permalink | commenti
venerdì, 25 marzo 2005
Avevo anche cominciato a fantasticare su un personaggio, il dotto Lazzaro Spallanzani, che a metà Settecento aveva decapitato moltissime lumache per dimostrare che la loro testa ricresceva.
Spallanzani era di Modena, vivisezionava solo chiocciole terragne modenesi e reggiane.
Dopo molto lavoro aveva concluso che alle lumache di media grandezza, buone da mangiare, ricresceva il capo mozzato più che a quelle piccole, di vari colori, che frequentavano i giardini.
 
Domenico Starnone - Labilità
postato da: SuperPixie alle ore 11:17 | Permalink | commenti
giovedì, 24 marzo 2005

Ti sento molto ostile questa sera.
Mi fa male lo stomaco e contemporaneamente mi sento molto esaltato. Anzi direi che mi sento felice. La colpa di questa assurda commistione tra dolore e felicità ritengo sia esclusivamente tua. O forse la mia ostilità è solo un effetto collaterale del trattamento farmacologico a cui mi stai sottoponendo oramai
da quasi due anni…
Vorrei farti una domanda.
Spara.
Provi ancora risentimento per le donne in genere?

Giuseppe Carlotti - Klito

 

postato da: AngelKira alle ore 20:37 | Permalink | commenti (5)
mercoledì, 23 marzo 2005

Gli anni della persona errabonda non si contano mai. Voi non lo credereste, ma vivevo appesa a una grande voglia di solitudine. Era come se fosse un candelabro immenso, c’erano tante luci, un grande palazzo festoso. Ero, a mio parere, la Cenerentola dell’universo. Voi cercate con gli occhi le mie scarpe, ma le ho perse durante il lungo cammino.

 

Alda Merini – la vita facile

 

postato da: unamela alle ore 10:02 | Permalink | commenti
martedì, 22 marzo 2005
"Avevi ragione: in fondo, sto cercando un compagno per un viaggio immaginario. Ma hai sbagliato nel dire che forse non ho bisogno di un compagno reale. E' esattamente il contrario: ho bisogno di un compagno reale per il mio viaggio immaginario. Quando scrivo queste parole sento battere il cuore. Mi succede sempre più spesso quando fantastico. Ecco, batte di nuovo. Sai che esiste un uccello chiamato "batticuore"? Se appena gli si tocca il petto, il suo cuore smette di battere e lui muore. Quando si trova nei paraggi è proibito fare una mossa falsa perchè il minimo errore gli procura un colpo al cuore. Se solo potessi comprare un "batticuore" così. Anzi, due. No, uno stormo di "batticuore". Li lascerei liberi di svolazzare su tutto quello che ti scrivo, perchè facciano da.." David Grossman - "Che tu sia per me il coltello"
postato da: ^MalediMiele^ alle ore 12:01 | Permalink | commenti (2)
domenica, 20 marzo 2005
09.55     Decido di andare al bar del paese, mi faccio un paio di uova fritte al bacon e sfoglio i giornali del mattino. Gli umani hanno un sistema concettuale talmente primitivo che per sapere cosa succede devono leggere i giornali. Non sanno che un semplice uovo di gallina contiene più informazioni di tutta la stampa pubblicata nell'intero paese. E più degne di fede. In quelle che mi servono, malgrado l'olio di cui sono impregnate, leggo le quotazioni di brosa, un sondaggio d'opinione sull'onestà dei politici (il 70% delle galline crede che i politici siano onesti) e i risultati delle partite di pallacanestro che si disputeranno domani. Oh, come sarebbe facile la vita degli umani se qualcuno gli avesse insegnato a decodificare!

Nessuna no