sabato, 31 luglio 2004

"Le notti fredde e luminose come quella vedevo il mio respiro salire verso l'alto e fingevo di fumare, e così feci anche quella notte, finché non mi addormentai."

Tobias Wolff "Un vero bugiardo"

("Quelli di Tobias Wolff sono racconti morali, ma non pretendono di ammonire, o insegnare alcunché. Possono essere divertenti. Ma possono anche raggelare. Tutti, senza esclusioni, hanno qualcosa da dire sulla condizione dell’uomo". Raymond Carver)

 

postato da: burmashave alle ore 19:48 | Permalink | commenti (1)
martedì, 27 luglio 2004

Tu tornavi al lavoro
io alla mia scrivania
coi nostri pochi soldi
la nostra poca fame
col nostro frettoloso amore
Il soldato ti guardava
con desiderio
Il bancario guardava
con desiderio il soldato
Il pesce ci guardava
dignitoso da un piatto
ci salutò un po' deluso
perché nessuno
l'aveva voluto
Ti ricordi?

Stefano Benni - Prima o poi l'amore arriva
"Self-service"
















postato da: ulka alle ore 17:28 | Permalink | commenti
martedì, 27 luglio 2004

"Come si chiama?"
"Novecento"
"Non la canzone, il bambino"
"Novecento"
"Come la canzone?"
Era quel genere di conversazione che un comandante di marina non può sostenere più di quatto cinque battute. Soprattutto quando ha appena scoperto che un bambino che credeva morto non solo era vivo ma, nel frattempo, aveva anche imparato a suonare il pianoforte. Piantò la riccona lì dov'era, con le sue lacrime e tutto il resto, e attraversò a passi decisi il salone: pantaloni del pigiama e giacca della divisa non abbottonata. Si fermò solo quando arrivò al pianoforte.
Avrebbe voluto dire molte cose, in quel momento, e tra le altre "Dove cazzo hai imparato?" o anche "Dove diavolo ti eri nascosto?" però come tanti uomini abituati a vivere in divisa, aveva finito per pensare, anche, in divisa. Così quel che disse fu "Novecento, tutto questo è assolutamente contrario al regolamento". Novecento smise di suonare. Era un ragazzino di poche parole e di grande capacità di apprendimento. Guardò con dolcezza il comandante e disse: "In culo il regolamento".

Alessandro Baricco - NOVECENTO un monologo







postato da: ulka alle ore 17:24 | Permalink | commenti (2)
giovedì, 15 luglio 2004
Starà davvero dormendo? Appena me l'ero chiesto, che già me ne andavo da lei, per questo corridoio, di notte, scalzo, in camicia e pantaloni, la sua scivolosità viscido-labiale, come di un mollusco, impercettibile, appena appena, e insieme con questa la mia repulsione, il mio distacco da loro laggiù, a Varsavia, freddo e antipatico, tutto ciò mi sospinse freddamente verso le sozzure con lei, quaggiù da qualche parte, in questa casa... Dove starà dormendo? Witold Gombrowicz COSMO p.s. questo libro è un capolavoro
postato da: venedikt alle ore 03:27 | Permalink | commenti (2)
lunedì, 12 luglio 2004
Siamo separati da tutta la lunghezza delll'edificio. Questa distanza tra noi ci pare mostruosa, il dolore che proviamo è insopportabile. E' come se ci avessero asportato metà del corpo. Non abbiamo più equilibrio, ci vengono le vertigini, cadiamo, perdiamo conoscenza.
Ci risvegliamo nell'ambulanza che ci sta conducendo all'ospedale.
Nosta madre viene a prenderci. Sorride, dice:
- Da domani sarete nella stessa classe.
A casa nostro padre ci dice soltanto:
-Simulatori!
Ben presto parte per il fronte. E' giornalista, corrispondente di guerra.
Noi andiamoa scuola per due annie emzzo. Anche gli insegnanti partono per il fronte; sono rimpiazzate dalle insegnanti. Dopo un po' la scuola chiude perchè ci son troppi allarmi e bombardamenti.
Sappiamo leggere, scrivere e fare i conti.
Da Nonna decidiamo di continuare i nostri studi da soli, senza insegnanti.

Agota Kristof - Trilogia della città di K.
postato da: phoebe1976 alle ore 18:32 | Permalink | commenti (4)
lunedì, 12 luglio 2004

Un investigatore privato che Blakie aveva incaricato del caso, aveva cominciato a pensare di essere stato assunto solo per salvare le apparenze, e che Blakie avesse ben altro in mente invece del ritrovamento del marito scomparso. Cosa che sembrava plausibile anche ai fans di Blake. Seguivano da vicino il caso, e a quel punto avrebbero creduto qualunque cosa riguardo a Blakie, tipo se avessero letto sul giornale che in realtà lei era Neil Armstrong travestito, l'avrebbero preso per vero, con una semplice alzata di spalle.

Gus Van Sant, Pink

postato da: chiaraaa alle ore 18:23 | Permalink | commenti
venerdì, 09 luglio 2004

"Sembrava che Madame Debrill non avesse molto tempo da dedicarmi. Mi consegnò un piccolo blocchetto che mi avrebbe facilitato l'alloggio nei monasteri lungo il Cammino, mise un timbro di Saint-Jean-Pied-de-Port per indicare il luogo dove avevo iniziato il viaggio, e mi disse che potevo partire con la benedizione di Dio."

Paulo Coelho - Il Cammino di Santiago

postato da: northfromhere alle ore 21