giovedì, 29 aprile 2004

"Era il buio d'argento vivo sul fondo di uno specchio, e il numero della mia porta si avvicinava al numero dei miei anni..."

Lawrence Ferlinghetti, "Lei"

postato da: chiaraaa alle ore 17:03 | Permalink | commenti
lunedì, 26 aprile 2004

"Diario degli errori"  Ennio Flaiano

Pagina 23

"Quando seggo al tavolo per scrivere non ho più idee, un momento prima erano tutte  lì, in attesa, nella loro ipocrita disponibilità. Mi restano dei brontolii di tristezza, non più sentimenti ma risentimenti. E qualche presentimento".



postato da: AbsoluteVodka alle ore 23:47 | Permalink | commenti
domenica, 25 aprile 2004
 Sì, sento proprio che ci stiamo allontanando, e non so come dirglielo. La vedo così tranquilla, spensierata, serena. Possibile che non si accorga di nulla?
 Ero ancora lì sdraiato sul letto e mi girai per accendere una sigaretta. Fu proprio in quel momento che sentii la sua voce nel silenzio: - Aiutami, ti prego, aiutami.
 Mi trovai improvvisamente inadeguato e sprovvisto di tutto. Non che mancassi di generosità. Mi accorsi di essere diventato povero, tremendamente povero. E come può un povero dare qualcosa a un altro?
 Aiutami, ti prego aiutami.
"Questi assurdi spostamenti del cuore" di Giorgio Gaber e Sandro Luporini



postato da: cofano alle ore 13:23 | Permalink | commenti
sabato, 24 aprile 2004

"Mi chiesi se avessi mai osservato sul serio il cielo del mattino"

Derek Raymond "Il museo dell'inferno"

postato da: burmashave alle ore 03:37 | Permalink | commenti
venerdì, 23 aprile 2004

"Per via dell'orecchio e del senso della disciplina quasi maniacale, ho semre pensato che mio padre sarebbe potuto essere un ottimo musicista. Avrebbe potuto studiare il sassofono, non fosse stato figlio di una coppia di immigrati per cui persino le presine da cucina costituivano una stravaganza. I suoi genitori, poi, ascoltavano solo musica greca, definizione quest'ultima che per il resto del mondo rappresenta un puro ossimoro. Pigliate un gatto randagio, schiacciategli con forsa la coda nel portellone del camion del latte, e quello come niente vi ulula un singolo destinato a spopolare nelle classifiche di Sparta o Salonicco."

David Sedaris, "Me parlare bello un giorno"

postato da: chiaraaa alle ore 14:56 | Permalink | commenti
venerdì, 23 aprile 2004

<<... Certo il beone trova lo stordimento, certo trova breve tregua ed evasione, ma egli ritorna dalla sua ebbrezza e ritrova tutto come prima, non è diventato più saggio, non ha raccolto conoscenza, non è salito di un gradino più in alto.>>

Hermann Hesse - SIDDHARTA

postato da: nORgE alle ore 00:31 | Permalink | commenti (1)
giovedì, 22 aprile 2004
cazzo... un attimo...
postato da: amarilla alle ore 13:59 | Permalink | commenti (4)
giovedì, 22 aprile 2004

Un secondo termine arabo per indicare il Corano è Al kitabu = il libro, la scrittura (dal trilittero k + t + b = scrivere). E' un termine alternativo, ma spesso sinonimo. Una distinzione fondamentale potrebbe essere la seguente: al kitabu è onnicomprensivo (si applica anche al Vecchio e al Nuovo Testamento), mentre Corano è restrittivo: è la scrittura di Dio, contenuta in cielo, ma rivelata agli uomini in una maniera intellegibile in lingua araba.

dall' Introduzione al Corano - Ed. Mondadori.

postato da: pandora alle ore 13:10 | Permalink | commenti (3)
mercoledì, 21 aprile 2004

"Lamento di Portnoy" Philiph Roth

Pagina 23

"Ha sempre mal di testa, naturalmente, perchè è sempre stitico; è stitico perchè il suo tratto intestinale è gestito dalla Ditta Preoccupazione, Paura & Frustrazione. E' vero che una volta un medico ha detto a mia madre che avrebbe prescritto a suo marito un esame per un tumore... se ciò può farla contenta, credo sia il modo in cui si è espresso; A suo avviso, comunque, sarebbe stato più economico e probabilmente più efficace se l'uomo avesse investito in una pompa da clistere."







postato da: AbsoluteVodka alle ore 18:39 | Permalink | commenti
mercoledì, 21 aprile 2004
Ehm..il post sotto..N. Ammaniti, "Ti prendo e ti porto via"
postato da: parmachiara alle ore 18:06 | Permalink | commenti
mercoledì, 21 aprile 2004
"Tu devi avere una vita pazzesca: una vita tutta sesso, droga e rock' n' roll eh?" gli domanda la mora con una chela di aragosta tra i denti.
Graziano si deprime quando gli dicono così.
Perchè la gente apre la bocca e sputa parole, inutili palabras?
Sesso, droga e rock' n' roll....Ancora con 'sta storia.
Ma durante la cena contiua a pensarci.

In fondo è un po' vero.
La sua vita è sesso, droga e..no, rock' n' roll non si può proprio dire, e flamenco.
postato da: parmachiara alle ore 15:30 | Permalink | commenti (1)
martedì, 20 aprile 2004

...e tu ti sei scopato le mie sorelle

io non ho mai scopato le tue sorelle

si, l'hai fatto

ne ho scopata una

quale?

la lesbica, dissi, mi aveva portato da mangiare e da bere,
non avevo molta scelta

io vado, disse.

non scordare la tua bottiglia.

Entrò e la prese.

"L'Amore è un cane che viene dall'inferno" - Poesie di Charles Bukowski
Pag. 23




















postato da: oneforthepot alle ore 23:49 | Permalink | commenti
martedì, 20 aprile 2004
...sono qui che mi agito, passeggio per la stanza, fumo, bevo: e lei non arriva.E' chiaro ha dormito fuori. ... E quando arriva cosa le dico? Già, c'è anche quel problema lì. No, so già qual è il modo migliore. Serio, molto serio, senza rimproveri, con quella leggera tristezza che deriva dalla vita in genere, non da lei. Certo, se uno è turbato per la qualità della vita fa un buon effetto. Se uno è turbato per lei... fa schifo.
(Giorgio Gaber - Il Dio bambino)
postato da: Z4NN4 alle ore 22:58 | Permalink | commenti
martedì, 20 aprile 2004
La prima cosa che Vita ha fatto in America è stata una maggia. Era seduta nel salone dell'isola. Mogia, mogia perchè dopo la notte nella scialuppa di salvataggio le è salita la febbre. Stranita, passava in rassegna i volti degli sconosciuti che sventolando il passi venivano a ritirare i parenti. Ceffi duri sormontati da coppole, musi tagliati nella pietra, baffi a manubrio e a coda di topo, nasi a uncino, occhi di pece e acquamarina, pelli di cuoio e di alabastro, brufoli ed efelidi, mariti, nonni, suoceri, madri addolorate, trentenni in cerca della sposa vista solo in fotografia, un vecchio triste che ululava il nome del figlio. (Melania G. Mazzuco - VITA)
postato da: Parolenelvento alle ore 19:18 | Permalink | commenti
martedì, 20 aprile 2004
Facemmo campo base vicino alla nostra pozza preferita, che scorreva lenta e trasparente, poi formava una cascatella e si imbuiava vicino a una grande roccia. Sotto la roccia c'erano quattro metri di fondo e lucci giganteschi coi musi tutti storpiati dagli ami, pieni di cicatrici, lucci lottatori che ancora non avevano incontrato la canna pescatrice del destino.
E neanche a me sembrava che la canna del destino fosse vicina, sdraiato sulla sabbia coi piedi nella corrente e una libellula a picco sulla testa. E guardavo Osso e Gancio che si preparavano a pescare col battisasso, le loro nuche di adolescenti e le gambe fangose, e non vedevo nessun amo d'oro sulla loro testa, pronto a ghermirli, con gran ronzare di mulinello, e a portarli lassù, tra le nuvole, dove il Grande Pescatore tiene nel retino le anime sgambettanti e boccheggianti.
E vicino a lui c'è un uomo col cappello che lo guarda, perchè neanche Dio sfugge alla prima legge del pescatore: che tu ne prenda o non ne prenda, prima o poi arriva un uomo col cappello a guardarti.

Stefano Benni - Saltatempo
postato da: parmachiara alle ore 18:36 | Permalink | commenti (2)
martedì, 20 aprile 2004

Quando fummo in cima alla collina le luci si accesero di nuovo. Dagmar uscì in veranda con un cappotto di pelliccia. Il vecchio Heine era con lei. Scesero i gradini e poi furono nella neve più alta verso Reeve's Pasture. Molto strano. Non c'era sentiero verso il pascolo. Avanzarono a fatica nella neve profonda. Dopo che ebbero raggiunto gli olmi non potemmo vederli più. Sapevo che loro non ci vedevano. Ecco perchè non gridai nessun saluto. Non riuscivo a capire. Io e mio fratello andammo a dormire. Non riuscivo a dormire pensando a Dagmar e a suo padre che avanzavano in quella neve verso gli olmi.

Mi scompiscio, Dibber Lannon - da La grande fame di J. Fante - Ed. Marcos y Marcos

postato da: pandora alle ore 13:45 | Permalink | commenti
martedì, 20 aprile 2004
"Ciclopi" di David Sedaris, apro a pagina 23 e ricopio:
"Dio non vede di buon occhio questi uomini che Lo blandiscono al fine di distoglierLo dal Suo disegno, e detto fra noi io credo anche che Egli se la rida, lasciandoli godere di un breve momento di gloria per poi convocarli su a fare due parole a quattr'occhi. A questi uomini il Signore dà abbastanza corda perchè ci si possano impiccare da soli, ma in un modo gentile e creativo che nessuno può imitare o ignorare."
postato da: chiaraaa alle ore 11:36 | Permalink | commenti
lunedì, 19 aprile 2004

"Che tu sia per me il coltello"  David Grossman.

Pagina 23

"Non riesco a dormire. Magari potessi sapere cosa proverai nel ricevere la lettera di questa mattina, e se continuerai a scrivermi dopo averla letta. Sono quasi sicuro di no. Penserai che sia volgare da parte mia raccontarti certi fatti della mia vita. Comunque sono felice di avertela mandata. Anche se poi mi sono tormentato tutto il giorno. Avevi ragione: in fondo, sto cercando un compagno per un viaggio immaginario. Ma hai sbagliato nel dire che forse non ho bisogno di un compagno reale. E' esattamente il contrario: ho bisogno di un compagno reale per il mio viaggio immaginario."






postato da: AbsoluteVodka alle ore 23:53 | Permalink | commenti (3)
lunedì, 19 aprile 2004
"Sostenere che un foglio elettronico non è un'opera letteraria è abbastanza ragionevole e infatti, come si è visto, la giurisprudenza è altalenante sul punto"
Spaghetti Hacker - Chiccarelli / Monti
postato da: cofano alle ore 21:08 | Permalink | commenti
lunedì, 19 aprile 2004

Ringraziando per l’invito e presupponendo che possano esistere gli ex-equo eccoti i miei PAG.23:

“Il suo primo romanzo l’aveva reso famoso, e lui, sull’onda della fama, si era precipitato qui a Hollywood. Ma non aveva familiarità con le dinamiche del successo, e per star dietro al proprio si era messo a correre così veloce da finirgli davanti. Aveva comprato un appartamento da un milione di dollari in Central Park West e una casa per l’estate nel Maine, e tra l’altro aveva un certo problemino con la coca.”

Jay McInerney “Com’è finita”

“Li vedo, quelli della mia età. Tra i trenta e i quaranta la giovinezza sfora, si prolunga. La mente ha già subito dei colpi. Ti chiedi “Sono pazzo?”, e poi pensi che finché te lo chiedi forse non lo sei.”

Grazia Verasani “Fuck me mon amour”

Bella idea, cofano.

postato da: burmashave alle ore 20:33 | Permalink | commenti (2)
lunedì, 19 aprile 2004

Va bene, va bene... Un invito di Cofanaccio è irrifiutabile. Prendo il primo libro che mi capita per le mani? Ragazzi, i libri sono il mio mestiere! Solo che sto catalogando la sezione di guide illustrate... Insomma, nulla di esaltante, letterariamente parlando.

"Pescasseroli, come parecchi altri paesi che recano il prefisso Pesco, deriva il nome da pieschio, grossa pietra, masso compatto a cui erano saldamente serrate le prime case; il quale nome è completato da sera (chiude); sicché l'intero vorrebbe dire masso che serra" (Emidio Agostinone, "Altipiani d'Abruzzo", p. 23).

Alla qual citazione mi consento di chiosare con un classico e mio personalissimo: "E un bel chi cazzo se ne frega ce lo mettiamo?".

postato da: qoelet alle ore 12:00 | Permalink | commenti (2)