domenica, 18 maggio 2008

E' una verità di cui mi sono accertato convivendo fra molti nostri concittadini: e li compiango insieme e gli ammiro; da che, se Dio non ha pietà dell'Italia, dovranno chiudere nel loro secreto il desiderio di patria - funestissimo! perché o strugge, o addolora tutta la vita; e nondimeno anziché abbandonarlo, avranno cari i pericoli, e quell'angoscia, e la morte.

Ugo  Foscolo - Le ultime lettere di Jacopo Ortis

postato da: eleblack90 alle ore 10:57 | Permalink | commenti
sabato, 17 maggio 2008

....Ero un pò perso fra ilcielo azzurro e bianco e la monotonia di quei colori,nero vischioso dell'asfalto aperto,nero sbiadito degli abiti,nero laccato della vettura.Tutto questo,il sole,l'odore di cuoio e di sterco del carro,quello di vernice e quello d'incenso,la stanchezza di una notte d'insonnia,mi confondeva la vista e le idee.Mi sono voltato ancora:....

 

- LO STRANIERO-  di A.Camus

postato da: blumenta alle ore 16:59 | Permalink | commenti
giovedì, 15 maggio 2008

Ho cominciato a camminare senza costrutto, costeggiando la fila per i taxi e ascoltando le chiacchiere della gente che aspettava appoggiata ai trolley. Le cose mi sembravano ragionevoli, disposte nell'unica maniera possibile, non so se mi spiego. I taxi, i pullman, i telefonini che squillavano, le macchine che rallentavano per non tamponare nessuno.
Ce la faccio, mi dicevo, mica moriro'.

Non avevo capito niente - Diego De Silva

postato da: LaStregadiProcida alle ore 22:09 | Permalink | commenti
sabato, 10 maggio 2008

...Aveva sempre fatto di tutto, lottato anche, per rimanere fedele a uno stile che rispecchiasse ciò in cui credeva. Poi, all'improvviso, era accaduto qualcosa che non avrebbe lasciato nulla come prima, e che non le avrebbe dato nessuna possibilità di contrastare o arginare il cambiamento...

Stefano Zecchi - Fedeltà

postato da: ladydarkness11 alle ore 19:23 | Permalink | commenti
sabato, 03 maggio 2008
...Dio non si riteneva affatto in ritardo. Chi dice ritardo dice confronto. E Dio non si confrontava. Sentiva dentro di sè un potere enorme e rimaneva sconcertato nello scoprirsi incapace di esercitarlo.

Amélie Nothomb - Metafisica dei tubi
postato da: dodgethis alle ore 00:49 | Permalink | commenti
venerdì, 18 aprile 2008
Ero arrivato con la corriera , in quella città del Texas, ci faceva un freddo dell'anima e io ero costipato, non si sa mai, la camera era grande, pulita, per 5 dollari a settimana soltanto, e c'era anche un caminetto, e m'ero appena spogliato, quand'ecco che entra dentro un vecchio negro e si mette a sfrucugliare nel caminetto con un enorme attizzatoio. Non ardeva mica il fuoco, nel caminetto, e non capivo cosa ci facesse, lì, con quell'attizzatoio.


Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia
postato da: DakaAyra alle ore 10:16 | Permalink | commenti
domenica, 13 aprile 2008
Aveva tempo, aveva il problema dei capelli, e spostarsi un pomeriggio la settimana dal materassino a midtown sarebbe stata una specie di avventura.
Philip Roth - La lezione di anatomia
postato da: Chiaretta123 alle ore 19:49 | Permalink | commenti
sabato, 12 aprile 2008

Qualche ora più tardi l’operazione “nuovo look per il nuovo Max” era conclusa: riassettata velocemente la camera, richiuse le ante dell’armadio, mi guardai allo specchio e rimasi decisamente compiaciuto e sorpreso di quanto l’abbigliamento poteva plasmare l’uomo. Mi piacevo, ma quel che più contava era la certezza che sarei piaciuto anche agli altri.

 

L’indomani mi sarei presentato in uno spezzato blu e camicia, acquistato per il matrimonio del mio migliore amico, Eros. L’unico che mi fosse realmente stato vicino: era stato il compagno di cortile, il vicino di casa del dopo scuola, dei calci tirati a un pallone contro la parete prima di tornare a fare i compiti, delle biglie lanciate in buca nel giardino del condominio. Eros mi aveva sempre apprezzato per quello che ero. E io gli avevo voluto bene, forse perché non era mai entrato in competizione con me. In un certo senso ci completavamo. Io il bello schivo e solitario, lui la classica persona a cui piace stare in compagnia e ama socializzare con tutti. In realtà avevamo molti interessi in comune, dalla musica alla squadra di calcio, passando dalle fantasie erotiche sulle belle donne, per concludere con i piaceri della tavola: adoravo come cucinava sua madre. Condividevamo anche l’amore per gli animali, i gusti sulle auto e sulle moto, a entrambi poi piaceva nuotare: ma solo al lago e solo d’estate. La verità è che io, nonostante tutto, non avevo mai considerato Eros come un amico: per me era un fratello. Era un ragazzo semplice, sincero e genuino come pochi. Non aveva frequentato corsi universitari. Era invece molto portato per i lavori manuali. Aveva maturato tante esperienze di strada che gli donavano una saggezza complementare alla mia propensione per lo studio. Quel tipo di consapevolezza che non si impara certo dai libri e sui banchi di scuola.